Bologna non dimentica e anche quest’anno è fitto il calendario delle iniziative e degli appuntamenti per ricordare uno dei massimi artisti che questa città ha espresso. Lucio Dalla avrebbe compiuto oggi 74 anni.

 

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Immagine da web

Come ogni anno  a partire dalla sua morte cinque anni fa, dalla casa di Via d’Azeglio, in occasione della data di compleanno, il 4 marzo 1943,  LA MUSICA si diffonderà lungo la via grazie ad alcuni altoparlanti posizionati sopra i negozi. Questo  a rinsaldare ancora una volta il fortissimo legame che si era creato tra la strada del centro, la città intera  e il cantante, che vi aveva acquistato un imponente appartamento dove custodiva gran parte del suo patrimonio artistico.

 

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Immagine da WEB

Ogni anno la città rinnova il suo amore e la sua passione per l’artista che più di ogni altro ha regalato al capoluogo felsineo poesia, musica, bellezza e notorietà.

Una novità per tutti i culturi così come per ogni curioso, è la riapertura della casa-museo di Lucio, sita in pienissimo centro, a pochi metri da Piazza Maggiore. Un mese di riapertura straordinaria che vede accessibili gli spazi di una casa eccezionale, dove l’artista raccolse oggetti di grandissimo valore in spazi di altrettanta bellezza. Tanto che il Tar, dove gli eredi depositarono un ricorso per utilizzare la casa e usufruire delle eccezionali ricchezze ed opere d’arte custodite all’interno, ha decretato che la casa resterà vincolata, un unicum per cui nessun oggetto potrà essere spostato o rimosso. E tanto meno essere venduto, l’immobile o il suo contenuto.

 

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Immagini da WEB

Il Tar ha accolto la tesi del rappresentante del Ministero, secondo cui «all’interno della casa-studio sono conservate un grandissimo numero di opere» derivate dagli interessi senza confini di Dalla. E proprio quell’accumulare opere le ha «fuse nell’ambiente con l’insieme dell’arredo (librerie, divani, scrivanie, poltrone, tappeti) formando un unico indivisibile, quasi cornice del pianoforte Steinway a mezza coda, fulcro della sua attività musicale». Togliere il vincolo, come chiesto dagli eredi, non è possibile: quei beni «costituiscono un insieme certamente eterogeneo, ma rappresentativo della personalità di Lucio Dalla». Anzi, «il vincolo imposto risulta ‘facilitatore’ delle iniziative culturali perseguite e attuate dalla Fondazione meritoriamente istituita dagli eredi-ricorrenti».

Anche Samuele Bersani, cantautore romagnolo è tornato a parlare di Lucio Dalla, suo padre musicale e della spinosa questione legata alla casa bolognese dell’artista: «La mancanza di Lucio in città si sente – ha detto Bersani –. Alcuni si accontentano dei selfie con la statua, anzi direi vivono solo per quei selfie. Ma credo che ci sia bisogno di molto altro per ricordarlo».

 

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Interni casa L. Dalla – immagine WEB

 

L’artista naturalizzato bolognese ha proseguito: «A moltissimi, infatti, per fortuna non bastano le foto. Vorrebbero entrare, vedere la casa, respirare l’aria di quegli spazi. Possibilità che, però, gli viene negata da una fondazione che secondo me non sta facendo il suo dovere». Possiamo dire che l’appello di Samuele Bersani , a distanza di pochi mesi,  evidentemente non è caduto nel vuoto.

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Dalla e Bersani live – immagine da WEB

E infatti Bologna, al quinto anno senza il suo “maestro”, lo celebra e lo ricorda con il progetto “A casa di Lucio”: promosso dalla Fondazione Lucio Dalla, Elastica e Cna Bologna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Bologna e sotto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Bologna e il sostegno di Banca di Bologna. Saranno offerti dei tour, della durata di circa tre ore, nei luoghi dalliani , compresa la trattoria storica “Da Vito”. Le visite saranno organizzate per gruppi di una cinquantina di persone e approderanno come ultima tappa alla Casa di Lucio Dalla in Via D’Azeglio.

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Casa L. Dalla  Via D’Azeglio- immagine WEB

Il programma degli eventi connessi è davvero ricchissimo e commovente la partecipazione della città.

Per tre giorni e fino a notte fonda oggi,  si alterneranno performance ed iniziative. Numerose imprese artigiane da Via San Felice all’ex Ghetto sponsorizzano concerti di band giovani in ogni angolo di strada e nei locali, che offriranno le musiche di Dalla e le sue canzoni. Via San Felice sarà chiusa oggi al traffico per permettere l’esibizione di 8 band di buskers che suoneranno dal vivo le musiche e le canzoni di Dalla e degli artisti a lui legati.

Le compagnie di taxisti per tutto il giorno diffonderanno durante l’orario di servizio le canzoni di Dalla, mentre accompagneranno i turisti e i visitatori lungo il percorso della iniziativa “A casa di Lucio”. Numerosissimi i visitatori registrati agli eventi collegati alla grande iniziativa, sia dall’Italia che dall’estero . Anche per questo la Fondazione Dalla ha deciso di tenere aperti gli spazi di via D’Azeglio dal 9 marzo al primo aprile nei giorni di giovedì, venerdì e sabato.

 

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immagine web

 

Novità assoluta in occasione del suo anniversario di nascita: sarà presentato  al  cinema, dall’1 all’8 marzo,  il docufilm “Caro Lucio ti scrivo” diretto da Marco Marchesini e tratto dallo spettacolo teatrale omonimo di Cristiano Governa.  Si tratta di una sorta di viaggio poetico in cui il protagonista di ogni sua canzone gli scrive una lettera, raccontando la propria vita nel momento in cui Dalla “li ha persi di vista”. Prenderanno vita su grande schermo le figure innamorate di Anna e Marco, il “caro amico” della canzone omonima, Meri Luis . Ci sarà anche  il ragazzo simbolo della generazione  descritta in Com’è profondo il mare. Personaggi che svelano cosa è accaduto nelle loro vite alla fine di quelle canzoni e come sia possibile ” riderci sopra, per continuare a sperare”

 

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“Caro amico ti scrivo”. Docufilm locandina -immagine WEB

Anche gli eventi serali sono numerosissimi. Alessandro Haber leggerà brani di Dalla e altri giovani talenti affiancheranno gli annunciati Dente e Brunori SAS questa sera, tra cui Ermal Meta, terzo classificato all’ultimo festival di Sanremo e premio della critica. Dal 2 marzo ad oggi, piazze e luoghi cari all’artista saranno animati dalle sue canzoni, dal ricordo di artisti e amici.

Ma molti bolognesi Lucio lo vanno a trovare alla Certosa: tra lapidi e fiori, tante sono le persone che portano un pensiero, una scritta, una foto magari fatta con lui in qualche occasione. Bologna “la grassa” che vive di notte, che canta e partecipa, si raccoglie con gesti intimi i quali- più di ogni altra manifestazione -testimoniano il legame autentico che ognuno ha con l’artista e con l’uomo.

“Lui era sempre gentile con i bolognesi, era un amico per tutti. Quando passavamo da Via d’Azeglio si fermava sempre a fare quattro chiacchiere: venirlo a trovare qui è il minimo”. Così testimonia una vecchina alla cronista di un giornale locale. Mentre il viavai è incessante.

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Foto di Caterina Giusberti  immagine da WEB

Io personalmente Lucio voglio ricordarlo così, durante una sera di prima estate di diversi anni fa. In uno spazio versatile, bello e libero, la Salara di Notte, in attesa tutti noi cittadini dei risultati elettorali che decidevano del nuovo sindaco bolognese. La battaglia elettorale era stata dura e la città, che ha sempre partecipato con passione e attivismo alla vita politica, non aveva mancato di incontrarsi e scontrarsi sui temi cari e caldi per i bolognesi.

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Lucio Dalla quella notte scese in strada con noi, arrivò con aria allegra e sorniona e semplicemente, passandomi accanto, sfiorandomi amichevolemente la spalla con una mano, mentre tutti gli chiedevano cosa pensasse dei cambiamenti politici in atto nella città, alzò gli occhi al cielo e disse: “ Che bella serata che è questa”. Stava guardando lontano, oltre le stelle.

 

di Giulia La Face

 

 

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