Uncharted, Sims, Pong, Pac Man, Mario Bros, Tomb Raider e Minecraft: questi alcuni dei 100 protagonisti della mostra Game On, versione 2.0, che sceglie Roma per la sua primissima in territorio italiano e che apre oggi le sue porte al pubblico fino al 4 giugno.

La forma è riveduta e aggiornata, ma l’anima dell’evento, quella, è sempre il videogame, nelle sue varie forme e nelle sue più diverse incarnazioni, dai primi prototipi nati nelle università negli anni ’50 ai bit coin delle sale giochi alle console come Play Station fino ad arrivare alla realtà virtuale immersiva con l’Oculus Rift.

Questa esposizione, organizzata da Ventidieci e Dimensione Eventi, ci racconta 60 anni di storia dei videogiochi, che strapperanno momenti di entusiasmo nei piccoli e di nostalgia negli adulti, che li hanno vissuti tutti o quasi, spendendo tante, tantissime “paghette” in sale giochi e bar, durante le vacanze estive o nei giorni in cui saltavano la scuola.

Questo slideshow richiede JavaScript.

E non si può negare che viene voglia di giocare quando si entra nello spazio Tirso a Roma: accolti da un Super Mario in versione gigante, a tutto muro, si viene catapultati in un gioco a grandezza naturale. La buona notizia è che si può giocare e usare tutti i 100 videogame esposti.Lo spazio è diviso in 12 sale, che sono anche 12 livelli: dai giochi più “vintage” come Pong e Pac Man, alle varie console, dalle prime Atari al Sega alla Play Station, alla realtà virtuale; nel mezzo ci sono tantissimi giochi, Mario Bros e Tomb Raider, Donkey Kong e Tekken, Sing Star e Gran Turismo, per tutti i gusti e tutte le età, compresa un’area Pokémon con mini-videogiochi dedicati ai più piccoli.

Alla fine del percorso campeggia sulle teste la scritta “A winner is you”, la stessa utilizzata nelle conversazioni on line per complimentarsi (spesso sarcasticamente) con chi ha realizzato il minor punteggio.

20170303_191119

Game On è anche una mostra “didattica”: a leggere tutti i pannelli si impara tanto sulla storia di un fenomeno, quello dei videogiochi, che è anche un fenomeno storico e sociale, entrato a far parte della vita di ognuno di noi, e figlio dei tempi.

Si può imparare che la realtà virtuale esiste già da trentanni, ma che non è arrivata nelle nostre case prima di poter essere realizzata “a buon mercato”: nel mentre, è stata invece utilizzata dall’esercito per scopi militari.Si può imparare che il primo vero e proprio videogioco commerciale si chiamava Spacewar e che fu disegnato da un certo Steve Russel (e amici) nel lontano 1962. Si possono attraversare 60 anni di storia della computer grafica e di evoluzione tecnologica.

E poi si può tornare a giocare. E allora buon divertimento e…”A winner is you” a tutti!

Federica Macchia

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/15419

Annunci