Quante isole ci sono nel mare Egeo? Quante isole greche conosciamo? Tutti noi abbiamo cercato almeno una volta di tuffarci da una roccia nelle acque solcate da Ulisse. L’ho fatto spesso, tornando e ritornando… Finchè non ho trovato la mia isola.

Venticinque anni di partenze e ritorni. Immutabile, lenta a cambiare e per questo rara e preziosa: è Leros, isola del Dodecanneso, dove al mattino dalla finestra, quando non vi è quella foschia che fa baluginare l’orizzonte, puoi vedere nettamente le coste turche.

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Leros  vista dal centro antico

La prima volta sono sbarcata di notte, era il 1992. Il porto era buio e silenzioso. Le strade deserte. Ero andata lì per visitare il triste manicomio di Leros. Mi occupavo di psichiatria. All’epoca l’isola era diventata famosa per questo sui giornali di mezza Europa. Il peggior ospedale-lager del continente. Nessuno vi sbarcava. Gli ultimi sbarchi degni di nota risalivano alla seconda guerra mondiale, quando l’isola, allora occupata dagli italiani, venne attaccata e occupata a sua volta dai tedeschi, nella  Battaglia di Leros, che al cinema venne ricordata nel famoso film “I cannoni di Navarone”.

E infatti il porto maggiore, chiamato dagli italiani Portolago e oggi Lakki, rivela una anacronistica quanto  affascinante, per il luogo in cui sorge,  architettura  italiana del ventennio. Ampi viali, sulla baia tra le più grandi del Mediterraneo e costruzioni del Ventennio. Il tutto tra palme e una luce che amplifica tutto.

È ancora oggi così, una sorta di set cinematografico, mai affollato, come del resto l’isola tutta. Dopo tanti anni mi vengono a prendere al porto gli amici isolani. È sempre un ritorno a casa. Lasciamo il porto velocemente alle nostre spalle e cominciamo a salire lungo i pendii che in dieci minuti ci portano in cima alla collina,  nel piccolissimo capoluogo : Platanos.

Consta di una vivace piazza, al cui centro vi è un platano centenario, intorno al quale si aprono bar e caffetterie. Lì si possono comprare i giornali, normalmente del giorno dopo, per via delle distanze dal continente e dagli arrivi delle navi che possono variare in base allo stato del mare. C’è un piccolo mercato di verdura fresca, mentre per acquisti più massicci e vari bisogna tornare a Lakki.

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Platanos – capoluogo di Leros

Non pensiate vi siano grandi ipermercati. L’isola tutta sembra ferma, miracolosamente, allo stile e al momento di sviluppo degli anni ’60. Cosa che mi piace enormemente. Talvolta mi faccio lasciare sulla piazza per scendere a piedi , circa mezzo chilometro, fino alle rive del villaggio più “movimentato” in cui normalmente vivo. Agia Marina. Si stende su una piccola baia: al mattino appena arrivati sul piccolo molo i pescatori fanno trovare il pesce fresco, appena pescato. È il momento di vivacità dei leriani. Si beve un ouzo, un caffè al bar del porticciolo e si fanno amabili chiacchiere.

Intorno alle 11 ogni mattina un veliero, il Barbarossa, parte per un giro turistico nel piccolo arcipelago di Arki, Marathi e piccole isolette dagli scogli bianchissimi, completamente deserte.

Consiglio di salire almeno una volta sulla Barbarossa. Una esperienza tutta  greca di grande fascino, la possibilità di fare il bagno in mezzo alle rade di questi scogli bianchi spettacolari e acque tanto trasparenti che l’ombra dei nuotatori si rispecchia su un fondale di decine di metri…..

Nessuno fa il bagno al porto, ma basta uscire da Agia Marina e costeggiare l’isola lungo la strada che sfiora scogli e spiaggette strette e lunghe per raggiungere le prime spiagge. Si può andare anche a piedi, da Agia Marina il tempo non è più lungo di 20 minuti.

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Agia Marina, lungo mare

La passeggiata merita. Il primo luogo che incontriamo in cui greci e  turisti , in numero sempre accettabile e che non affollano troppo le spiagge,  è Alinda: alla vostra destra il mare cristallino lambisce una lunga striscia di spiaggia sassosa e bianca, costellata di bar e barettini, spesso frequentati dalla fauna più giovane.

All’ora di pranzo  qui non troverete un metro di spazio e vi converrà spostarvi se cercate la tranquillità che per il resto dell’isola permane. Infatti se continuate a spingervi fintanto che la strada finisca vi troverete in un autentico piccolo paradiso: Dio Liskaria. Venti anni fa era totalmente selvaggia e solo qualche raro viaggiatore vi si avventurava. Oggi vi lavora un piccolo bar assolutamente in linea con la architettura dell’isola, fatta di case basse e semplici.

La spiaggia si apre qualche metro più sotto, rispetto alla strada sterrata su cui sono posti semplici tavolini in ferro battuto, dove è possibile ammirare il panorama e restare anche una intera giornata senza che nessuno vi cacci via. C’è un grande rispetto del tempo e del relax di chi vi siede, io ci trascorro molte ore ogni giorno.

L’acqua è cristallina come ai Caraibi ma molto più fredda. Vi è possibilità di trovare alcuni ombrelloni, posti assolutamente a casaccio, il che mi fa sentire libera e senza i ritmi turistici di altri luoghi, e soprattutto sono gratuiti. Mi piace andarci al mattino quando ancora la spiaggia è totalmente deserta. Nemmeno troppo presto. Prima delle 11 è difficile trovarci qualcuno!

Normalmente trascorro tutta la mia giornata lì. Ci si incontra come in un party, chi va chi viene, mentre si stende nell’aria una musica piacevole che non disturba il rumore del mare. E verso il tardo pomeriggio, quando tutti tornano a casa per prepararsi alla notte leriana, la spiaggia sassosa diventa un paradiso. Il sole tramonta alle spalle e la luce continua a ferire l’orizzonte fino a tardi.

Se avete voglia di fare escursioni l’altro versante dell’isola rivela altri tesori. Tornando ad Alinda e prendendo la strada per l’aeroporto, da cui partono voli quotidiani di aerei piccoli, ci si inoltra inizialmente in zone collinari. A tratti brulle ed aspre, dove il vento la fa da padrone.

In altri tratti ammirerete vigne e giardini tipicamente mediterranei, con i muretti a secco, pergolati di bouganville e vite, rupi e aperture improvvise verso minuscole baie dove attraccano imbarcazioni e  piccoli natanti. Ogni piccolo sentiero vi consiglio di esplorarlo. Uno vi condurrà a un gioiello rarissimo: Agios Isidoros. Una piccola chiesa ortodossa, in mezzo al mare, raggiungibile lungo un camminamento di cemento che come un braccio si stende sull’acqua. La chiesetta è visitabile.

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Agios Isidoros

Come tutte queste chiesette sperdute sull’isola è molto piccola, solo pochi metri quadri, ma riccamente affrescata con immagini sacre. Dentro vi sono innumerevoli ex voto ed è possibile avere momenti di profondo raccoglimento, nel silenzio accarezzato dalle onde del mare.

Oppure si può scegliere di avventurarsi lungo una strada di tornanti fra colline e casette fino a ritrovarsi a Blefouti, altra spiaggia davvero nascosta dove troverete un solo punto di ristoro per mangiare, come ovunque del resto, un ottimo pesce o i tipici piatti greci e le carni alla griglia.

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Spiaggia di Blefoutis

Ma non è finita. Un’ altra indicazione reca la scritta Drymona, sempre lungo la strada che conduce verso l’aeroporto. Seguitela, fidatevi: un’ampia spiaggia, fronteggiata da una ex caserma dai contorni insolitamente gentili e che ora è alloggio per turisti dalle poche pretese, si aprirà alla vostra destra. È lì che ho fatto il più bel bagno di mezzanotte della mia vita.

Le acque sono ovunque trasparenti, non potete sbagliare. Non c’è nulla che assomigli a strutture organizzate o a villaggi turistici, sebbene vi siano ottime sistemazioni anche per i più esigenti, anche di lusso. Io proseguo , mi piace spingermi in fondo fin quando davanti ho solo mare. A sinistra risalgo le colline, a destra si apre la spiaggia di sabbia più grande dell’isola: Gourna. Puntellata da una sola fila di ombrelloni e sdraie , il resto della spiaggia è completamente libera. L’acqua è molto bassa e molto calda. Normalmente all’ora di pranzo fuggo verso Dio Liskaria perchè in questa parte di isola fa troppo caldo, ma tante persone restano per l’assolua tranquillità di questa spiaggia enorme, dalla sabbia scura, dove si può passeggiare . Talvolta in barca raggiungo piccole spiagge deserte, punteggiate da scogli e grotte. Leros mi offre una finestra sul paradiso sempre aperta…

L’isola ormai è aggirabile completamente. Negli anni l’improbo lavoro delle scavatrici ha aperto nuove strade, nulla di troppo violento, l’isola resta davvero molto in sintonia con il territorio e non troverete mai scempi urabanistici di alcun genere.

Vi sono altre location da visitare. Una è il Museo della Guerra. Andateci, è suggestivo e vero. Si trova a Lakki. Incuneato nella prossimità delle montagne che sormontano il grande porto di Portolago, lo troverete entrando dentro le grotte. Perchè si tratta dei tunnel in cui gli italiani si nascosero e combatterono  durante l’invasione e le incursioni tedesche  nella seconda guerra mondiale. Vi sono cimeli dell’epoca, oggetti di uso quotidiano dei nostri soldati e la possibilità di vedere un documentario con le riprese della battaglia di Leros  autentiche.

È molto impressionante e si comprende il forte legame che gli italiani hanno con i greci e viceversa, di questa isola. I vecchi parlano tutti italiano, avendolo studiato nelle scuole durante gli anni della occupazione italiana. Parlano di noi con affetto, se trovate il tempo sedetevi in qualche vecchio caffè, dove gli anziani sorseggiano ouzo e giocano a tavlis, e fatevi raccontare. Sono felici di parlare italiano. Qui resiste il mito degli “italiani brava gente”. Molti sono tornati dopo la guerra per viverci e sposare le fidanzate leriane. La comunità italiana è molto presente ma in totale simbiosi con l’isola, cosa che permette a questa terra magica di rimanere bella e naturale e non essere violentata dal turismo di massa.

Un altro luogo imperdibile è il Castello di Leros: il castello di Pandeli costruito dai cavalieri di San Giovanni. Domina dall’alto la bellissima baia di Pandeli e di notte si illumina stagliandosi nel cielo notturno di questa isola incantata. Merita una visita. Si può arrivare sia in macchina che a piedi risalendo la collina, lungo un arduo percorso di scalini. Il panorama è mozzafiato.

La notte fa ancora più bella Leros.

Mi piace molto andare a mangiare il pesce nelle taverne che si aprono in una piccola baia alle spalle di Agia Marina. Si sale a Platanos e affrontati pochi tornanti verso la strada per Lakki si volta a sinistra, verso il mare. Una ripida discesa ci conduce a Pandeli: è tutta luminosa, piccoli ristoranti si aprono lungo tutta la breve spiaggetta, c’è una confusione naturale, le macchine devono fermarsi quasi subito e parcheggiare e quindi le persone si aggirano a piedi; anche qui, vivacità ma niente folla e niente spintoni. Mangio sempre sulla riva. I tavoli sfiorano l’acqua e la luna quando è piena è sconvolgente. Fa l’amore col mare e non esiste nulla di più bello che guardarla tondeggiante alzarsi dall’orizzonte buio e illuminare la cornice delle colline che abbracciano la piccola baia di Pandeli. Lungo le rive, allontanandosi dalla zona dei ristorantini, si raggiunge qualche bar dove si può tirare tardi.

Il Savana è vecchio quanto la ricostruzione di Pandeli, avvenuta circa venti anni fa. La prima volta che sbarcai a Leros infatti, Pandeli era quasi diroccata, lungo le vie vi erano calcinacci e pali della luce divelti. Qualcuno affittava una stanza a prezzi davvero irrisori, tipo sei mila lire per notte. Adesso è tutto ripulito, le case bianche sono dipinte di fresco e con le persiane azzurre o blu. Sono a un solo piano, massimo due e non hanno invaso spazi che non fossero già segnati dal primigenio assetto urbano. Si sono solo allungate sul costone che in anni passati era quasi irraggiungibile a piedi, mantenendo un rapporto armonico con l’ambiente circostante.

Avete poi una discreta scelta su dove trascorrere il resto della serata, sebbene per mangiare tutta l’isola offra davvero tanta varietà coniugata alla suggestione dei posti e alla freschezza del cibo e alla semplicità con cui viene proposto. Io finisco le mie serate immancabilmente al Porticciolo di Agia Marina: un bar chiamato Glaros ( gabbiano) si apre davanti le acque disseminate di barchette e pescherecci, con le reti ammonticchiate tutte  intorno.

I gatti vi passeggiano, ne troverete tantissimi. Purtroppo vi sono molti casi di  randagismo.  A questo proposito è nata una associazione che è presente da anni, cui ci si può rivolgere sia per dare aiuto, che per adottare cani e gatti, Leros Animal Lovers. Un gruppo di persone fantastiche.

Glaros è un punto di incontro per chi Leros la vive non solo da turista ma da viaggiatore. Ottimo punto di osservazione, tutto passa lì davanti e tutti ci si incontra in vari momenti della serata. Nulla di più facile che sedersi a un tavolo e finire per aver cambiato postazione più volte durante la serata, per partecipare agli inviti e alle tavolate tra conoscenti e amici. Si beve,  si intrecciano idiomi tra loro con naturalezza, si ascolta musica, anche quella che in lontananza il vento porta dai localini intorno. Il migliore resta sempre il Melthemi: arredato come l’interno di un vascello è piccolo e accogliente. Ma in tarda serata e fino all’alba potrete bere e ballare.

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Melthemi bar Agia Marina

Il suo nome deriva dal vento furioso che di tanto in tanto si abbatte sull’isola e sull’intero Egeo: il Melthemi appunto. Spazza via strade e alza onde enormi per giorni. La soluzione per chi cerchi riparo è spostarsi sempre sul versante opposto a dove si sta abbattendo. Quando è molto forte le piccole imbarcazioni rimangono ferme e i collegamenti si fanno più difficili.

Le escursioni interne all’isola richiedono un mezzo di trasporto. Se potete evitare la macchina è meglio. Non sono molte, anzi, ma la bellezza del luogo la apprezzerete di più se noleggerete un motorino. Inutile dirvi che vi sono vari noleggi ma uno è davvero speciale: Francescos Motorent. Si trova ad Agia Marina, davanti al mare appena usciti dalla piazzetta del porto. Il cartello è un vero programma dell’ironia e della simpatia del gestore, ormai un amico carissimo, amante degli animali e sempre disposto a dare una mano. Quando leggerete su un cartello intagliato nel legno, personalmente da Niko, “Put something between your legs” saprete di esserci arrivati!

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Franceso motorent- Agia Marina-  geniale!!!

I suoi motorini tra l’altro sono una garanzia di sicurezza poiché li aggiusta lui stesso. È un greco che ama Leros visceralmente e ve lo trasmette questo amore. Condivide la sua attività con la moglie olandese Carolina. Una amica speciale. Bionda, gentile e perfetta conoscitrice di più lingue vi offrirà, da Diver e organizzatrice di immersioni, delle escursioni in fondo al mare che nessun altro fa. Io abito sopra il loro noleggio, ogni anno affitto la mia casina lì, proprio di fronte al mare. Tassos è il gestore, un uomo con i baffi gentilissimo e  super disponibile. Siamo molto amici con i suoi figli che sono sempre lì nei pressi, con cui ogni giorno ci si ferma per fare due chiacchiere.

Gli appartamenti durante l’inverno vengono affittati ai professori che dalla Grecia continentale si fermano per l’anno di insegnamento nelle scuole dell’isola, ma durante l’estate Tassos Apartments li ha liberi e non potrei farne a meno: le terrazze si aprono direttamente di fronte alla grande e bella baia di Agia Marina e se attraverso la strada, di fronte la porta, sono già in acqua. Talvolta torno a casa e aprendo il frigo mi fanno trovare fichi freschi, un dolce, un pensiero gentile.

Così mi fermo a bere un caffè ogni giorno da Carolina e Niko: parlare e andare lenti in questa isola è un must. Si diventa parte dell’isola. Se cercate turismo di massa restatene lontani. Ma se credete di voler ritrovare una parte di voi qui sicuramente la troverete. Avvertenza per chi vi sbarca: normalmente chi vi arriva non può fare a meno di tornarci!

di Giulia La Face

 

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