“The Beast”: con questo soprannome è conosciuta la Cadillac One, l’auto del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Considerata da sempre una delle auto più sicure al mondo, sta per essere aggiornata per andare incontro alle crescenti necessità di difesa e dei desideri del presidente.

Negli ultimi cinquant’ anni, i prototipi di vetture, espressamente studiate per il presidente, si sono susseguiti a decine, finché la realizzazione del progetto è stata affidata a uno stabilimento top secret, appositamente dedicato, della General Motors, a Detroit.

Innanzitutto, è decisamente imponente visto che è lunga più di due suv di grosse dimensioni, resa ancora più impressionante dal colore nero e argento che da sempre la caratterizzano. Non da meno il prezzo, anche perché sono ben 12 le limousine a disposizione, per un prezzo complessivo di ben 15 milioni di dollari.

L’idea che sta dietro ad una vettura simile non è naturalmente quella di un veicolo veloce, difatti non supera i 100 km/h, quanto piuttosto quella di fornire un guscio inespugnabile che protegga il presidente in caso di qualsiasi tipo di attacco. Sull’auto sono presenti strumenti di difesa, come cannoncini per gas lacrimogeni e, secondo alcune informazioni, un sistema di lanciagranate per aprirsi un varco in eventuali blocchi stradali ostili.

Pesante otto tonnellate, la Cadillac One è protetta da porte di acciaio spesse venti centimetri e costruite in modo da poter isolare la vettura anche da attacchi biologici e chimici. È una piattaforma su ruote blindata che assicura una protezione completa contro i proiettili perforanti, progettata per dissipare l’energia dei colpi diretti. La carrozzeria è di livello militare, spessa oltre 12 centimetri. Tutte le parti vitali dell’auto comprese le trasmissioni ed il serbatoio di carburante sono protette da un ulteriore strato di schiuma (la stessa utilizzata negli elicotteri da guerra Apache) per arginare la possibile esplosione di un colpo diretto.

Decisamente resistenti anche i vetri: il parabrezza può infatti fermare anche proiettili penetranti. I finestrini sono corazzati e l’unico che è possibile abbassare è quello del conducente, così da comunicare con gli agenti dei servizi segreti. Per entrare ed uscire dall’auto, Trump utilizzerà sempre il medesimo sportello: l’ultimo a destra. È una sorta di scudo con una blindatura di otto pollici mista ad acciaio.

Le ruote? La Bestia può procedere a velocità di fuga anche con gli pneumatici distrutti. Realizzati in kevlar, possono essere disattivati se gravemente danneggiati: in quel remoto caso, l’auto procederebbe sui cerchi in acciaio rinforzato, anche con gomme sgonfie.

La limousine presidenziale assicura internamente un’area sicura contro un attacco chimico. Qualora necessario, l’auto può essere sigillata dall’interno tramite un comando che può azionare solo il presidente.

Particolari anche gli oggetti trasportati: c’è una sacca di sangue dello stesso tipo del presidente per una trasfusione d’emergenza, armi di piccolo calibro, visori notturni, un sistema di ossigenazione contro attacchi chimici, l’auto è fornita anche di un sistema di aerazione autonomo in grado di durare ore e nelle portiere sono stipati fucili d’assalto. Ovviamente c’ è un sistema antincendio interno.

Dotata di telecamere a raggi infrarossi, l’auto può anche contare su un sistema di comunicazioni proprio, grazie ad una torretta privata per cellulari che è trasportata da una delle vetture del corteo presidenziale.

La Cadillac One assicura connessione veloce sulla rete ed una linea sicura con il vice presidente ed il Pentagono.

Quando non utilizzate, sono parcheggiate nel seminterrato della sede dei servizi segreti e sono sotto sorveglianza 24 ore su 24. Dalle due alle quattro Cadillac corazzate seguono sempre il presidente.

Insomma, il presidente degli Stati Uniti dovrebbe riuscire a cavarsela anche in uno scenario come quello di Capaci, dove nel 1992 morirono per mano della mafia il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta.

La supercar non si può né acquistare né commissionare alla casa produttrice, e per guidarla non basta la patente. I conducenti sono sempre collegati con il posto di comando remoto che monitora in tempo reale la situazione fornendo piani di fuga precedentemente studiati e sono obbligatoriamente uomini selezionati dai servizi di sicurezza del presidente, dopo un corso avanzato di pilotaggio della durata di un mese. Infine, a scoraggiarne l’uso privato sono i consumi: con il motore V8, si percorrono circa 400 metri con un litro di benzina.

 

Patrizia Cicconi

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