L’arte della Gioia è un libro nato dalla penna di Goliarda Sapienza, una scrittrice, drammaturga e attrice italiana.

goliarda

Nata in Sicilia, a Catania, nel 1924, si trasferirà poi nel 1940 a Roma, dove vivrà quasi tutto il resto della sua vita.

Farà film con Visconti, tra gli altri, ma sarà con la scrittura che il suo destino prenderà maggiore forza.

Militante di una sinistra libertaria, anti conformista e ribelle, Sapienza è una donna del ‘900 che predeterminava, e anticipava, alcune figure di donne contemporanee.

La stesura di questo suo libro, una delle maggiori opere italiane del secolo scorso, le ha preso più di 13 anni.

Ma molti più anni ci sono voluti a che il libro fosse finalmente pubblicato e riconosciuto, tanto che uscirà postumo alla morte dell’autrice (avvenuta nel 1996).

Passato di editore in editore, L’arte della gioia venne scartato e rifiutato in Italia.

Pubblicato poi solo nel 1998 (quando la sua stesura era stata terminata nel 1979) da una piccola casa editrice indipendente, il libro viene letto oltralpe, dove paradossalmente e ironicamente esplode con un successo unanime di critica e pubblico.

Francia, Spagna e Germania sopratutto daranno finalmente, alle porte del 2000, il giusto peso e valore a quest’opera somma della letteratura contemporanea nostrana, tutta femminile.

Perché la protagonista del libro è una donna, di nome Modesta, che accomuna in sé tutte le forze possibili che l’universo femminile possa avere a disposizione.

Modesta nasce il primo Gennaio del 1900 e attraverso la sua vita, che Sapienza narra nella sua quasi interezza, viviamo tutta la prima parte del secolo passato, per arrivare al Secondo Dopoguerra.

Tutto ciò che ha segnato quest’epoca, le due grandi guerre, i cambiamenti tecnologici e del pensiero, la psicanalisi, la politica, il fascismo e il comunismo, la militanza, è presente nella vita di questo personaggio, dotato di una vitalità e una potenza straordinarie.

Tutto intorno a lei, una girandola di personaggi,  dove tratti fantastici e fiabeschi si mescolano ad altri quasi mostruosi, come Beatrice, detta Cavallina, la sua sorella di vita, Jacopo, il principe infermo rinchiuso nella soffitta, la Principessa, la donna che la accoglierà nella sua casa, e poi i suoi figli, Bambolina, N’toni, Brando, Mela e Jacopo, e molti altri ancora.

La prigione, l’incesto, la violenza sulle donne, la violenza delle donne, i rapporti simbiotici e fusionali, l’amore impossibile e sognato, l’omossesualità, la maternità, l’amicizia e la morte: ecco tutto ciò che questo libro riesce a contenere e ad armonizzare, attraverso una scrittura lineare ma ricchissima allo stesso tempo.

Le vicende si susseguono e il lettore è trascinato dentro questa Sicilia antica, dove il moderno e l’età contemporanea si fanno spazio con prepotenza, nella terra tanto quanto nelle persone.

Modesta sopravvive e vive, con la sua capacità umana (ma disumana in una sola persona) di affrontare tutto con estrema chiarezza, tanto quanto con passione, doti che incollano il lettore alle pagine del libro.

Immorale, caparbia, appassionata e innamorata, cattiva ma empatica, Modesta è un’archetipo, come ha scritto Cesare Garboli nella Postfazione dell’edizione Einaudi.

Fino alla fine, ed oltre ancora, perché vi assicuro che una volta conosciuta Modesta non avrete più voglia di dimenticarla.

 

Di Laura Paoletti

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/08/larte-della-gioia-il-capolavoro-della-scrittrice-goliarda-sapienza

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