Non conosciamo il grano che mangiamo. Ad oggi non c’è modo di controllare davvero da dove proviene il grano con cui viene prodotta la pasta che portiamo sulle nostre tavole; dall’etichetta possiamo risalire solo al luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione, non a quello dove è stato macinato o coltivato.

Se è vero che siamo quello che mangiamo, oltre che una crisi di identità, potremmo avere anche problemi di salute.

La questione è seria perché riguarda uno degli alimenti che consumiamo e che esportiamo di più secondo il Ministero delle Politiche Agricole. Ed è un dato raccolto dallo stesso ministero secondo cui oltre l’85% degli italiani considera importante conoscere l’origine delle materie prime della pasta e che vengano rispettati gli standard di sicurezza alimentare.

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Alla luce di questi dati si spiega sicuramente meglio la vicenda di Granosalus: l’associazione di “produttori per i consumatori” con sede in Puglia ha fatto circolare in rete la notizia della coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio nella pasta dei maggiori marchi nazionali (Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro), risultato di analisi qualitative. Notizia divenuta subito virale.

Cerchiamo di spiegarla in parole semplici: la presenza delle sostanze (contaminanti) ritrovate nella pasta da Granosalus è legale, ma preoccupante perché in aumento all’interno del ciclo di produzione.

Il Don o deossinivalenolo è un composto tossico prodotto da alcuni funghi: in particolari condizioni di temperatura e umidità può produrre micotossine; il Cadmio un metallo pesante cancerogeno e il Glifosato una “probabile sostanza cancerogena per l’uomo” secondo la IARC,  l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro in Italia (il Ministero della Salute ne ha bandito il commercio meno di un mese fa).

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Da quanto si legge sul sito di Granusalus “di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud è priva di questa micotossina (il Don) e di Glifosate, grazie alle condizioni climatiche seccagne”: dunque potremmo avere una pasta più sana utilizzando solo grano italiano. Ma è vero? Riviste come AltroconsumoIl fatto alimentare hanno contestano punto per punto l’analisi di Granusalus, contro la quale Granoro ha addirittura sporto denuncia.

“I risultati delle analisi effettuate-  ha detto l’associazione all’AGI – sono a disposizione della magistratura”. Speriamo di avere risposte chiare al più presto.

Federica Macchia

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