Architetture imponenti e futuristiche, templi dello sport e luoghi sacri per i tifosi. Quando si tratta di dare prestigio alla propria squadra, le società sportive non badano a spese. Spettacolari, maestosi e funzionali, gli stadi stanno diventando sempre di più opere d’architettura contemporanea e la loro progettazione è spesso affidata ad architetti di fama mondiale.

E mentre nella capitale ancora si discute sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma, ecco per tutti gli appassionati di sport, di architettura o semplicemente per i curiosi una classifica degli stadi più belli, che meriterebbero almeno una visita.

Camp Nou: La casa del Barcellona è uno degli impianti più maestosi e imponenti del panorama calcistico europeo ed internazionale. Con i suoi 99.354 posti a sedere è lo stadio più grande e capiente d’Europa. Leggenda vuole che la costruzione del Camp Nou sia stata incentivata e accelerata dalla costruzione del Santiago Bernabeu da parte dei rivali del Real Madrid. E, infatti, la rivalità tra le due squadre si riflette anche nei due stadi, profondamente diversi tra loro come le anime delle due squadre. La struttura è composta da un mosaico multicolore per il cui progetto l’architetto Norman Foster ha dichiarato di essersi ispirato allo stile del celebre architetto catalano Antoni Gaudi.

Wembley Stadium di Londra: E’ sempre di Norman Foster il progetto dello stadio londinese di Wembley. Ha una capienza di 90mila posti ed è sormontato da una copertura parzialmente retrattile e caratterizzata da un arco in acciaio, alto 134 metri. Durante le partite di calcio la pista di atletica viene smontata per permettere una visuale più libera agli spettatori. Lo stadio, che ospita le partite ufficiali della nazionale inglese, offre anche un negozio e un museo della storia del calcio inglese. Quella di Wembley è una storia strana: l’impianto attuale in qualche modo si porta dietro la tradizione e la leggenda del vecchio stadio. Se il simbolo del vecchio Wembley erano le due leggendarie torri, il simbolo del nuovo stadio è senza ombra di dubbio l’arco che sovrasta la struttura dell’impianto. Lo stadio fu inaugurato nel 2007 e fu edificato sopra il vecchio e prestigioso stadio di Wembley, che ospitò il celebre concerto di Freddy Mercury con i Queen.

National Stadium di Pechino: E’ conosciuto anche con il nome di “nido d’uccello” per la sua struttura ramificata, progettata dagli architetti svizzeri Herzog e de Meuron. Lo stadio doveva rappresentare il simbolo della grandezza della Cina come potenza mondiale. È la più grande struttura in acciaio al mondo. Per gli architetti svizzeri lo stadio è “una scultura gigantesca, un intreccio di linee caotiche e convergenti, una superficie porosa, una montagna da penetrare e da arrampicare”. E in chiave politica, sempre secondo i progettisti “una piattaforma pubblica davvero capace di stimolare e legittimare l’aggregazione”. La maestosa e costosa struttura, che può ospitare fino a 91mila spettatori, ha una base circolare che simboleggia il Paradiso e una forma a sella di cavallo, e unisce un aspetto di eminente leggerezza a una grande solidità strutturale. La sua caratteristica principale è l’involucro che lo avvolge: una intricatissima griglia di elementi di acciaio disposti in modo apparentemente casuale che ricorda un nido d’uccello. Questo aspetto così particolare lo rende non solo un bellissimo stadio ma una vera e propria opera d’arte ed è diventato uno dei simboli della Pechino contemporanea.

Stadio de Lumieres di Lione: Progettato dallo studio americano d’architettura Populous per gli Europei del 2016, il nuovo stadio di Lione ha un tetto triangolare e ospita fino a 60mila spettatori; l’impianto è di proprietà della squadra di calcio dell’Olympique Lione, che vi ha trasferito anche la sua sede. La maestosa struttura, che è diventata un luogo d’interesse turistico per la città francese, è caratterizzata da un profilo ondulato e poligonale della copertura, che scende a terra con una serie di pilastri snelli e che richiama il paesaggio forestale della zona circostante. La copertura, inoltre, non solo ripara i posti a sedere dell’interno ma si estende anche all’esterno, creando uno spazio aggregativo per i tifosi con punti di ristoro e aree per eventi temporanei.

Allianz Arena di Monaco di Baviera: Costruito in solo tre anni e inaugurato nel 2005 sull’avveniristico e originale progetto degli architetti svizzeri Herzog e de Meuron, è la prima struttura sportiva al mondo che cambia il colore delle pareti esterne in base alla squadra giocante. Uno dei soprannomi che gli sono stati attribuiti è “gommone” per la forma esterna, tondeggiante e morbida, simile a un gigantesco cuscinetto. Il suo esterno, infatti, è costituito da 2.874 cuscinetti pneumatici in membrana plastica trasparente a forma di losanga, ognuno dei quali può essere illuminato separatamente con luci di diverso colore controllate digitalmente per creare suggestive coreografie luminose in onore della squadra che gioca. Ha tre anelli di uguale capienza ma di diversa pendenza. Il complesso all’interno ospita il museo del Bayern Monaco, oltre a centri commerciali, sale per conferenze, ristoranti e negozi sportivi. È imperdibile la visita guidata all’intera struttura, che dura 75 minuti. È stato uno dei primi impianti di nuova generazione, che ha aperto la strada al rinnovamento e alla costruzione di stadi più moderni e funzionali. È una vera e propria icona urbanistica della città.

Juventus Stadium di Torino: Il nuovo stadio della Juventus è un gioiello di architettura e design: ospita le partite del Campionato e delle Coppe, negozi e un nuovissimo museo dedicato alla storia della Juventus. È il primo esempio italiano di stadio di proprietà. Lasciandosi alle spalle il Delle Alpi, il nuovo stadio dell’omonima squadra torinese, ha una capienza di quasi 50mila persone. Il progetto è stato realizzato, tra gli altri, dal gruppo Gau nel 2011: senza barriere architettoniche e con un impianto ecocompatibile, il primo al mondo per uno stadio. Esternamente, secondo il disegno di Fabrizio Giugiaro, ci sono 7mila pannelli in alluminio colorati in varie sfumature di grigio e bianco, che riflettono la luce e danno l’effetto di una bandiera in movimento. La copertura, che dà un senso di leggerezza e trasparenza, è stata realizzata ispirandosi al profilo delle ali degli aerei. L’avveniristico stadio è diventato il simbolo architettonico della Torino contemporanea per il suo design innovativo e funzionale.

Kaoshiung di Taiwan: E’ il primo stadio al mondo in grado di produrre autonomamente l’energia per funzionare, progettato nel 2009 dal celebre architetto giapponese Toyo Ito. Lo stadio, pensato per i World Games, oggi ospita le partite della Nazionale di calcio di Tapei. Il complesso è innovativo anche nella scelta dei materiali riciclabili e nell’uso dei circa 9mila pannelli solari fotovoltaici che la ricoprono. La struttura di base è formata da un telaio in acciaio rinforzato con tiranti e ricoperta di mattoni e resine plastiche e naturali. Il disegno dell’impianto, inoltre, ha voluto omaggiare il territorio che lo ospita: lo stadio, infatti, ha una forma circolare che non si chiude ma prosegue oltre fino a svanire nella terra, come la figura di un drago (o di un serpente) che corre in circolo e poi scompare.

FBN Stadium di Johannesburg: Rinnovato nel 2010, quando la città sudafricana ospitò i mondiali di calcio, è conosciuto soprattutto per aver ospitato il primo discorso di Nelson Mandela dopo la fine della prigionia nel 1990. La forma e i colori del bellissimo stadio, costruito nel 1987 e ridisegnato dagli studi d’architettura Populous e Boogertman & Partners, ricordano un vaso di argilla sul fuoco; è infatti soprannominato The Calabash, la tipica pentola africana. Tra le ultime modifiche apportate ci sono l’estensione dell’anello superiore, la creazione di nuove stanze e un tetto avvolgente. Oggi la struttura, che può accogliere più di 90mila spettatori, è migliorata anche nella visibilità, mentre la facciata esterna è rivestita da pannelli colorati.

Neu Mestalla a Valencia, Spagna: Il progetto è il nuovo polo di attrazione della città. Progettato dallo studio RFA – Reid Fenwick Asociados, è uno stadio di calcio solenne quanto un tempio contemporaneo, caratterizzato da innovazione, audacia ed impatto visivo tali da destare ammirazione e stupore. Il suo splendido design è ispirato alla morfologia della città di Valencia e infatti vuole caratterizzare il territorio valenciano fino a diventarne un simbolo. È rivestito da placche di alluminio perforato che rappresentano i sedici barrios della città, suddivisi dalla sinuosa linea curva del fiume Turia rappresentato scenograficamente da un’onda luminosa che lega l’intero edificio. La possibilità di smontare la parte delle tribune a ridosso del campo in soli cinque giorni, rende possibile ospitare anche eventi di atletica. La copertura è costituita da travi perimetrali perpendicolari al lato più lungo dello stadio così come era stato fatto per l’Allianz Arena, cercando però di migliorare la linea ellittica dei prospetti e della pianta. All’interno dello stadio vi sorgono bar, sale stampa, luoghi di ricreazione, il museo del club ed un ristorante di 3mila metri quadrati con vista sul campo.

Aviva Stadium di Dublino: Salta all’occhio per le forme futuristiche, in netto contrasto con l’ambiente circostante. Le curve non sono un semplice vezzo estetico: consentono di non privare le abitazioni circostanti della luce del sole. Ad opera dello studio Populous con Scott Tallon Walker Architects, deve la sua forma, la massa, i materiali e l’aspetto al sito su cui sorge. Una scintillante e trasparente copertura si erge a est e a ovest per ospitare la maggior parte degli spettatori nel lato migliore del campo e si riduce in altezza a nord per minimizzare l’impatto della costruzione nei quartieri adiacenti. La copertura trasparente, realizzata in lamelle in policarbonato, si abbassa anche verso sud per massimizzare l’apporto di luce solare sul campo sportivo e garantire una migliore superficie di gioco. La forma ondulata trasparente è un’aggiunta effimera allo skyline di Dublino. Riflettendo il colore del cielo e le condizioni di luce, la facciata della costruzione sembra in continua mutazione. I 50mila posti a sedere, suddivisi in quattro ordini, godono di viste a tutto campo il più vicine possibili alla zona di gioco. All’interno dell’Aviva Stadium gli spazi a doppia altezza che si innalzano offrono scorci della città e, a disposizione degli spettatori, vi sono raffinati ed eleganti ristoranti e lounge bar.

 

Patrizia Cicconi

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