Inizia con l’arresto di ben 69 persone la maxi indagine della Procura di Caserta che congiuntamente con il Nucleo di Polizia tributaria da tempo stava seguendo il caso di strani numerosi appalti ottenuti dal clan campano degli Zagaria, collegato ai Casalesi.

La Guardia di Finanza di Napoli ha infatti dato attuazione alle 69 ordinanze di custodia cautelare chieste dai pm della Dda Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D’Alessio dopo che questi hanno ipotizzato i reati di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa posto in essere da politici, amministratori, commercialisti e professori universitari campani al fine di agevolare le gare d’appalto nei confronti del clan Zagaria, riconoscenti poi in altro modo.

Nelle indagini sono rimasti coinvolti moltissimi volti noti al mondo politico e sociale campano tra cui Pasquale Sommese (Ncd), ex assessore al Turismo della Regione Campania, Enrico De Cristofaro, sindaco di Aversa (Caserta), Claudio D’Alessio, ex sindaco di Pompei, Adele Campanelli, Soprintendente archeologica della Campania, insieme a molti altri, noti e meno noti.

La Guardia di Finanza ha fino ad ora accertato diciotto appalti irregolari, ma si pensa possano essere molti di più: tra questi il restauro di Villa Bruno a San Giorgio ma anche il restauro di due padiglioni della Mostra d’Oltremare.

L’indagine si pone come il continuo di quella che un anno fa portò all’arresto dell’imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto parte del clan omonimo ed accusato di essersi aggiudicato in maniera illecita l’appalto per la ristrutturazione di palazzo Teti Maffuccini a Santa Maria Capua Vetere.

Le indagini sono appena iniziate e non sarà facile per gli inquirenti fare chiarezza sulle relazioni e le attività svolte dai 69 arrestati, indagati a vario titolo.

Lorenzo Maria Lucarelli

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