Nuovi sviluppi nel caso legato al primo quotidiano di informazione economica in Italia. Il consiglio di amministrazione ha nominato direttore ad interim Guido Gentili, editorialista del Sole e già direttore dal 2001 al 2005. Gentili prende il posto di Roberto Napoletano, indagato per lo scandalo delle vendite gonfiate, il quale andrà in aspettativa senza stipendio per sei mesi. Vince la linea dei dipendenti, che avevano indetto uno sciopero ad oltranza per richiedere l’allontanamento di Napoletano. Rimandato alla prossima settimana il cda  per l’approvazione dei conti 2016. Il giornale è tornato in edicola dopo quattro giorni di stop.

 

Mercoledì 15 marzo il programma più seguito di Radio24, La Zanzara, non era in diretta, ma andava in onda con repliche di vecchie puntate. Una conseguenza dello sciopero delle RSU indetto nella giornata, che ha portato la radio del gruppo 24 ore a stravolgere la normale scaletta data la mancanza di tecnici e assistenti. La protesta era partita venerdì, giorno delle perquisizioni nella sede di via Monte Rosa e dell’iscrizione nel registro degli indagati di Roberto Napoletano, dell’ex AD Donatella Treu, dell’ex presidente Benito Benedini e altri manager (tra cui un parlamentare di Scelta Civica Stefano Quintarelli) con l’accusa di false comunicazioni sociali ed appropriazione indebita[1] .

I dipendenti chiedevano l’allontanamento del direttore Napoletano, testimoniando così una spaccatura che ha trovato nel caso delle vendite gonfiate solo l’ultimo atto di uno scontro già aperto. I rapporti tra il vecchio direttore e il comitato di redazione erano infatti già stati compromessi dalla forte polemica circa la maxi liquidazione per licenziamento senza giusta causa che Napoletano aveva concordato con il Presidente Benedini. La buona uscita avrebbe portato nelle casse del vecchio direttore tre anni di mensilità lorde, circa 2 milioni e 250 mila euro. Veniva altresì prevista una somma a suo beneficio anche nel caso di cambiamento dell’editore. Dopo aspre polemiche, l’ex amministratore è stato costretto a rinunciare all’indennizzo, dato che  la notizia era diventata di dominio pubblico e aveva portato alla sfiducia della redazione nei suoi confronti. Inoltre, dopo la relazione semestrale del 2016 che aveva messo in evidenza un rosso di 50 milioni, il CDR aveva emesso un comunicato dai toni durissimi, che indicava Benedini e Napoletano come i responsabili della situazione e attaccava severamente la loro narrazione sulle reali disponibilità del gruppo[2].

 

Napoletano, dopo i primi sviluppi dell’inchiesta, ha offerto la sua autosospensione dichiarando  di essere tranquillo e completamente estraneo alla vicenda, affermando al fattoquotidianotv di essere: “tranquillissimo e molto molto amareggiato”, aggiungendo che sarebbe stato facile dimostrare la sua totale correttezza perché “non si era mai occupato di gestione ma aveva  fatto sempre il direttore[3].

Il provvedimento dell’autosospensione non è bastato al CDR che ancora un volta si è mostrato compatto nel marcare le distanze dalla figura di Napoletano, chiedendo all’editore (Confindustria) di effettuare scelte coraggiose e di spezzare in maniera decisa il legame con la passata gestione. Da qui la scelta di cambiare e di puntare su una persona che rappresentasse un vero punto di rottura con il passato (Gentili aveva da tempo manifestato critiche sull’operato di Napoletano), invece che su personaggi vicini alla vecchia direzione (si faceva il nome di Alberto Orioli, vicedirettore del Sole 24 ore e persona legata al vecchio capo).

La nomina di Gentili darà tempo a Confindustria di scegliere la persona che dovrà guidare il gruppo nella nuova fase di rilancio della testata, anche perché i conti del giornale sono pessimi. A fine Gennaio 2017 a fronte di 30 milioni di liquidità il gruppo aveva un indebitamento finanziario netto di 49 milioni[4]. Giovedì 16 marzo si sarebbe dovuto tenere il Consiglio di amministrazione per discutere il bilancio economico del 2016 e stabilire le basi del nuovo aumento di capitale, reso necessario dal fatto che il gruppo ha un patrimonio netto negativo e trova difficoltà a pagare i propri collaboratori.

Il consiglio è stato rimandato alla prossima settimana, come anticipato dalle dichiarazioni del nuovo Amministratore Delegato Franco Moscetti, in carica da quattro mesi, rilasciate a margine di una mostra di Kandinsky prodotta dal gruppo 24 Ore. Per l’AD l’aumento di capitale sarà più vicino ai 50 milioni che ai cento, sarà aperto al mercato e servirà a stabilizzare la situazione patrimoniale del gruppo. Moscetti ha negato fortemente l’ipotesi cordata, definendola “una panzana”, così come la possibilità di convertire in equity la posizione debitoria nei confronti delle banche (“Potrei proporla ma non la accetterebbero”).  Per quanto riguarda i tempi, il manager ha annunciato che “la ricapitalizzazione verrà portata all’ordine del giorno dell’assemblea di bilancio di aprile, come nelle attese”. Sul nuovo direttore, Moscetti ha semplicemente espresso la volontà di scegliere una figura che non abbia in alcun modo lavorato per il gruppo, una figura esterna che possa segnare un reale cambio di passo. Si ridimensiona quindi il nome di Ferruccio De Bortoli, già direttore del Sole dal 2005 al 2009.

 

Il 2017 dovrà necessariamente essere l’anno della ripartenza per il gruppo 24 Ore. La situazione dell’intero settore è molto difficile, con cali di vendite generalizzati e difficoltà ad utilizzare in maniera efficiente i nuovi mezzi di comunicazione web (emblematico che l’inchiesta in atto nei confronti del gruppo riguardi principalmente un aumento fittizio delle copie digitali vendute).

Oltre alle difficoltà di utilizzo, l’informazione online ha il problema della raccolta pubblicitaria, dato che per riuscire ad avere pubblicità su un blog serve un numero di persone da raggiungere molto più alto rispetto a quelle che servirebbero per un giornale (basti pensare che il Corriere della Sera e Repubblica viaggiano intorno alle 200 mila copie e solo la pagina Facebook di Marco Travaglio piace a un milione e 600 mila persone!).

Per l’informazione cartacea sarà quindi necessario reinventarsi, magari lasciando la parte più divulgativa al web e soffermandosi su un’informazione più specialistica e tecnica.

[1] https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/12/sole-24-ore-in-crisi-dalle-indagini-della-procura-di-milano-allo-sciopero-indetto-dai-giornalisti/

[2] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-09-30/comunicato-sindacale-222251.shtml?uuid=ADSRrLUB

[3] http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/14/il-sole-24-ore-napoletano-e-le-copie-gonfiate-non-ne-sapevo-nulla-ho-dato-la-vita-per-questo-giornale/3450939/

[4] Fonte Milano Finanza

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