Un sabato pomeriggio qualunque e la Rai (la televisione di Stato, per cui si paga un canone), esordisce con una lista di elementi, come una ricetta di cucina, posseduti dalle donne dell’Est, come fosse una categoria definibile in un assoluto.

Una lista per rendere l’uomo soddisfatto di una scelta piuttosto che un’altra: tra la donna italiana e quella straniera? Scegliete la straniera. E tra tutte le straniere? Quelle dell’est.

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La lista del programma, Parliamo…sabato, andato in onda il 18 marzo.

Senza prolungarsi troppo sulla serie di paragoni possibili che potrebbero scaturirne (dalle macchine al cibo, a dei semplici attrezzi di uso quotidiano), chiamiamo semplicemente le cose con il loro nome: sessismo.

Dei più diffusi, oltretutto.

Chiaramente si scatena il putiferio sul web e il direttore del programma Parliamo…sabato, condotto da Paola Perego, Andrea Fabiano, si scusa su twitter, mentre la Presidente di Rai1, Monica Maggioni si è affidata all’Ansa: “Non ho visto la puntata, lo sto scoprendo dai siti. Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell’Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile. Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna, mi scuso”.

Come se potesse risolvere qualcosa.

Il titolo dell’episodio si chiama “La minaccia arriva dall’Est…Sono rubamariti o mogli perfette?“; già solo questo basterebbe a scrivere un saggio per i sottintesi maschilisti e patriarcali che ci sono.

Ma non si accontentano, e allora descrivono la donna dell’Est come una femmina che non si offende, che non mette il broncio, che perdona il tradimento, che permette all’uomo di comandare e che, a letto, si impegna per far raggiungere l’orgasmo all’uomo, al punto che, in caso di fallimento del maschio, arriva a prendersene la colpa.

Questa discussione, ad alto contenuto intelletuale, è tenuta dalla Perego appunto, con invitati come Manila Nazzaro, l’ex Miss Italia, Roberto Alessi, il direttore di Novella 2000, Marta Flavi e l’attore Fabio Testi che, elabora addirittura una tesi antropologica sulla questione: “Il problema è che le nostre donne sono troppo bene abituate agli uomini italiani. Gli uomini italiani amano la donna, la femmina. Quando si incontrano assieme, l’uomo italiano guarda la donna dal basso verso l’alto, la donna russa non viene mai guardata in questo modo. Altra cosa molto importante – aggiunge Testi – se per caso l’uomo italiano ha qualche difficoltà nell’approccio finale con la donna, la brutta figura la fa l’uomo. Mentre se una donna russa vede che l’uomo non riesce a ottenere l’orgasmo, si sente in colpa. La femminilità esce in un altro modo”.

Poi si portano esempi celebri, citando la vita di Donald Trump, “lui ha scelto ben due mogli dell’est Europa”,  dice la conduttrice, facendo riferimento alla prima moglie Ivana e l’attuale first lady Melania Knauss, “e non è il solo”.

 

La scrittrice Silvia Ballestra ha proposto su twitter: “Fuori i nomi degli autori, e domani tutti a casa, la Perego per prima”.

Ammettiamo che succeda, cambierebbe davvero questa percezione della realtà?

Perché se è vero che questo episodio fa il verso ad un articolo del sito umorista e satirico L’Oltreuomo,  e che il programma ha poco seguito, la questione è un’altra.

E cioè che, volenti o nolenti, una lista del genere rispecchia un pensiero comune e assai dilagante.

DONNE DELL’EST: MOGLI PERFETTE O DONNE OBBLIGATE IN UNA CONTINUA COERCIZIONE SOCIALE?

Dalle ricerche sui dati di immigrazione in Italia, risulta predominante la componente femminile che viene a ricoprire incarichi principalmente nei settori dei servizi alberghieri e della cura della persona, ma anche delle industrie tessili. Le difficoltà incontrate da queste donne sono numerose, partendo dal permesso di soggiorno, alla regolarizzazione di eventuali contratti lavorativi, all’ottenere la cittadinanza italiana.

Solitamente, l’assunzione in regola è preceduta da un più o meno lungo periodo di inserimento irregolare e la cittadinanza nel nostro paese viene concessa dopo almeno 10 anni di residenza in loco. Per quest’ultimo motivo, non è un caso il crescente numero di matrimoni misti in quanto, è proprio l’unione con un cittadino italiano ad accelerare l’acquisizione della cittadinanza da parte delle donne immigrate.

Uno degli effetti di questa marginalizzazione lavorativa e sociale è il divario retributivo: se gli stranieri guadagnano mediamente il 28,5% in meno degli italiani, il gap retributivo delle donne straniere è del 32,4% rispetto alle italiane e del 27,8% rispetto ai maschi stranieri, nei confronti dei quali sono però più istruite.

In sostanza, se sei donna e pure immigrata, quasi certamente ti troverai molto in basso. E chi si trova molto in basso, putroppo e raramente, ha diritto di scelta, di essere.

Poi c’è tutto il settore, estremamente redditizio per le strutture criminali straniere e quelle italiane, della tratta delle donne, a fini di prostituzione.

Di un’ampiezza tale che, nel 2007, l’Assessorato alle Politiche della Sicurezza e dei Flussi Migratori  della Regione del Veneto, scrisse un rapporto completo del fenomeno, per ricostruire gli scenari sia del traffico sia della tratta ai fini dello sfruttamento sessuale nella Regione del Veneto nel periodo 1995-2004, quando le vittime sono donne provenienti da paesi dell’est europeo.

 

“LA DONNA ITALIANA E’ TROPPO BEN ABITUATA AI MASCHI ITALIANI”

Mi limito a riportare delle cifre.

Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740: 1.251 (il 71,9%) in famiglia, e 846 di queste (il 67,6%) all’interno della coppia; 224 (il 26,5%) per mano di un ex. Lo studio dell’Eures, l’Istituto di ricerche economiche e sociali che da anni dedica al fenomeno un Osservatorio, racconta di una vera e propria strage.

E se si va ancora più indietro nel tempo, fino al 2000 – anno record con 199 delitti – il dato sale addirittura a 2800 femminicidi.

Di seguito un grafico (fonte: La Repubblica), che riassume il numero di donne vittima di violenza nel mondo e in Italia.

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E per fortuna che sono ben abituate.

 

Di Laura Paoletti

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/20/le-ragazze-dellest-sono-meglio-un-sabato-di-follia-alla-rai

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