21 marzo 2017: la Giornata Mondiale della Poesia diventa maggiorenne, nel primo giorno di primavera. Istituita nel 1999 dall’Unesco, questa ricorrenza nasce per riconoscere a questa forma di espressione un ruolo importante per promuovere la pace, il dialogo, la diversità culturale e quella linguistica. Come la musica.

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Niente, dunque, agisce e comunica come la poesia. Chiunque si occupa di editoria, però, vi dirà che con la poesia non si mangia e non si fanno affari, soprattutto in Italia: Mario Baduino ci ricorda oggi sulla Stampa che il mercato della poesia è fermo all’1%: ogni cento libri venduti, solo uno contiene liriche e versi. E nemmeno a livello internazionale i numeri sono molto più incoraggianti: resta un mondo di nicchia. Un mondo vivo, però, e in evoluzione, per essere al passo con la contemporaneità.

In un mondo in cui nemmeno i dischi e i libri se la passano poi così bene, sono altri i luoghi e i numeri da analizzare per capire come vanno davvero le cose: e allora ecco che accanto a un mondo che credevamo in piena crisi e quasi dimenticato possiamo accostare parole come “virale”, “podcast”, “sold out”, “performance”. Succede sul web, con la Spoken Word Poetryche sembra il sogno dello studioso Walter J. Ong che diventa realtà: l’oralità che si prende la sua rivincita sulla scrittura. Eh sì, perché il successo di questo tipo di poesia, nato negli ambienti blues e afroamericani a metà Novecento e diffusosi poi tra i giovanissimi soprattutto anglosassoni, è dato dalla sua espressione “dal vivo”: l’autore recita, per lo più in un video o live su un palco, dove, come ha detto la poetessa catalana Yolanda Castano, “il respiro, il ritmo e il silenzio completano la parola”. E poi conta moltissimo l’argomento: noi, gli esseri umani “normali”, gli eroi e i gesti quotidiani.

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Per avvicinarsi a questo tipo di poesia basta cercare su Youtube, ma anche su Twitter o Instagram, ma anche nelle care vecchie librerie. E si sta diffondendo anche in Italia. Se poi volete un esempio nostrano, basta citare Ogni volta che mi baci muore un nazista di Guido Catalano, il libro che raccoglie più di 150 poesie e che, prima di essere raccolte e pubblicate da Rizzoli, sono andate in tournée all’Alcatraz di Milano, esattamente come fosse un concerto.

«Siamo in un tempo di nuovi muri e di estremismi. Il dialogo di quella poesia è il mio modo di esprimere il valore di un “Ti amo”. Certo non credo che baciandosi si possano davvero accoppare i nazisti, però parlare di sentimenti, viverli, può essere una soluzione per vincere i Mali, anche quelli assoluti» Guido Catalano intervistato da la Stampa.it

Tornando alla Giornata Mondiale della Poesia, sono state organizzate tantissime mostre, eventi, reading, davvero per tutti i gusti: dalla tappa della #PrimaveraTorinese del Salone Internazionale del Libro di Torino dedicata ai versi, al Poetry Vicenza 2017, alle undici giornate di letture che si terranno al Castello di Duino (Trieste) con cinquanta giovani poeti provenienti da tutto il mondo nello stesso luogo in cui Rilke compose le celebri Elegie Duinesi. Chi abita nei comuni del Casentino, siamo nella provincia di Arezzo, potrebbe aver trovato il vetro della macchina “imbrattato di bellezza”da un volantino con una poesia scritta dagli ospiti dei centri diurni per disabili, “poeteppisti” per un giorno.

Qualunque sia l’evento che scegliete, buona poesia a tutti.

Federica Macchia

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