È sempre interessante approfondire, ricercare, scandagliare nel pensiero di Oriana Fallaci, una giornalista e scrittrice sempre attuale e presente nelle menti di chi l’ha letta e seguita

Dalla biografia di un personaggio è possibile addivenire alla scoperta delle ragioni che hanno determinato delle scelte, dalle corrispondenze epistolari è facile trarre un ritratto della persona e di quel momento che rende unica l’esperienza dell’incontro fra lettura e scrittura. 

Questo rappresenta  uno dei concetti – filo conduttore della bibliografia di Oriana, la sua attenzione principale a quel momento in cui lettura e scrittura si fondono e divengono una storia unica.

‘ La paura è  un peccato, lettere da una vita straordinaria’ p343 edizioni Rizzoli( 2016)è la proposizione dei pensieri, del carattere e dei rapporti umani di Oriana, che dipingono una donna fatta di abitudini, interessi, passioni e di normalità.

Dietro quella apparenza di primo impatto irascibile e dura si nasconde una donna piena di umanità, di speranze, ma anche di malinconia e disillusione.

Comunque è sempre viva in lei la capacità di afferrare un piccolo intervallo di felicità dentro un dolore, un vago interrogativo di sofferenza dentro una momentanea felicità.

La signora toscana mette in evidenza la sua tensione alla perfettibilità; dalla prefazione di  Edoardo Perazzi una rivelazione’  era capace di passare ore a cercare le parole esatte scrivendo e riscrivendo…per essere certa dell’effetto che avrebbe suscitato nel suo interlocutore la vista del biglietto a lui indirizzato’.

La sua vita epica si riflette come in uno specchio d’acqua attraverso le sue lettere; per sua stessa ammissione Fallaci odiava vergare  corrispondenze perché le sottraevano tempo prezioso da dedicare a letture, approfondimenti e ai suoi libri.

Ma pensiamo fosse in realtà uno stratagemma per mostrare ai suoi lettori umanità e  per celare i suoi sentimenti, le sue gioie e le sue sofferenze.

Dal suo archivio pregno di epistolarità la Rizzoli ha scelto ‘i migliori pezzi di carta’ , o comunque quelli  che fossero in grado di svelare anche la Fallaci non professionista e non professionale, anche se immaginarsela è difficile, vista la sua grande onestà intellettuale che talvolta andava a sfociare in una certa brutalità.

Una brutalità in buona fede e mai ignorante, una brutalità che voleva trasformare in passione la noia, in sincerità le ipocrisie e in giornalismo narratore della realtà la vita.

Anche nelle lettere scrittura e lettura tornano ad essere un unico momento e per scoprirlo più a fondo è sufficiente fare un salto in edicola.

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