Non sono buone le notizie che arrivano da Tripoli: a seguito del ricorso firmato da giuristi, ex politici, intellettuali ed esponenti della società civile libica, un tribunale di Tripoli ha bloccato qualsiasi accordo sui migranti derivante dal memorandum of understanding (MoU), firmato lo scorso 2 febbraio dal premier libico Fayez Al Sarraj e dal premier italiano Paolo Gentiloni.

Ne dà notizia oggi l’Ansa, ma la fonte è  il sito Libya Herald che annuncia la sentenza e al contempo segnala e avverte che non è chiaro quale sarà l’impatto del pronunciamento di ieri sulla “determinazione europea” a fermare i migranti in cooperazione con il consiglio presidenziale di Sarraj.

++ Libia: Gentiloni-Serraj firmano memorandum su migranti ++

Il vero motivo del contendere sarebbe infatti il clima di guerra civile e la guerra a distanza condotta tra Khalifa Haftar, ex generale di Gheddafi, sostenuto, tra gli altri, da Egitto Russia e Francia, e il premier Fayez Al Sarraj, che ha invece il sostegno dell’ONU per la guida del Governo di Unità Nazionale (Gna).

E’ una lotta di potere: chi ha presentato l’istanza in tribunale, ha messo in discussione non solo il contenuto del memorandum, ma anche e soprattutto la stessa titolarità del premier Sarraj e del suo governo a firmare un accordo di questo tipo. Dal punto di vista formale, il suo Governo di unità nazionale non è ancora stato riconosciuto dal Parlamento di Tobruk (dove comanda invece l’avversario Haftar).

Di certo, dunque, c’è che i giudici hanno sospeso ogni ulteriore negoziato sulla base dell’intesa sottoscritta lo scorso febbraio, grazie alla quale l’Ue aveva stanziato 215 milioni di dollari per rafforzare la guardia costiera libica e migliorare le condizione dei campi dei migranti nel Paese.

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Di certo, nelle ultime ore, abbiamo la preoccupazione espressa via Twitter dall’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) per quanto potrebbe essere accaduto ieri: “Profondamente allarmati per la notizia di altri due naufragi al largo della Libia, da gennaio 587 morti, escluso quest’ultimo l’incidente”. Non si hanno notizie certe, ma la ong spagnola Pro-activa Open Arms, che opera nel tratto di mare tra Libia e Italia, parla di due naufragi e di circa 240 morti. Ma dei due naufragi nessuna segnalazione è pervenuta alla Guardia costiera italiana, che attende invece per domani, al porto di Catania, l’arrivo della nave “Golfo Azzurro”, con a bordo centinaia di migranti tratti in salvo e, purtroppo, anche cinque cadaveri. Che sono sempre troppi.

Federica Macchia

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