“Oggi ho fatto una vecchietta per allenarmi! […] Eh l’ho rotto (il femore)…l’ho lasciato lì così perché…gli ho fatto la via d’accesso bikini…va beh adesso non dirmi…Per allenarmi su quella lì che devo fare privatamente…è quella lì che devo fare il 30″.

Ad incastrare Norberto Confalonieri, primario ortopedico del Pini di Milano, è stata un’intercettazione telefonica in cui parla con la dottoressa Maria Grazia C. confessando il suo operato.

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Dichiarazioni pesantissime, dunque, in cui Confalonieri ammette apertamente di aver lesionato il femore della paziente solo per preparasi ad un altro intervento chirurgico da effettuare privatamente nella casa di cura “San Camillo”.

Poi continua: “Invece dei punti gli ho messo una cerniera così la apro più facile“.

Così il chrurgo faceva una battuta seguita da una risata, sulle condizioni di salute di una donna da lui operata in regime privato, e a cui aveva rotto un femore, e che voleva rioperare all’ospedale in regime pubblico.

E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare. Il 18 aprile del 2016, infatti, il medico contattava un coordinatore infermieristico del Pini per “richiedere un posto letto” per la paziente “da lui operata privatamente” il 30 marzo. E ancora nelle interecettazioni, diceva: “Ho bisogno di un posto letto per domani (…) se riesci a farlo perché ho rotto un femore a una paziente della San Camillo (casa di cura privata, ndr) e devo rifarlo (…) se riesci a farmi anche una stanza singola”. E in un’altra telefonata ancora: “Se va in mano ad un altro collega sono finito”.

Il medico è stato arrestato (ai domiciliari) per lesioni, ma anche per corruzione e truffa dal Nucleo di Polizia tributaria della Gdf.

Infatti, secondo l’accusa, avrebbe sponsorizzato l’acquisto di protesi e in cambio avrebbe ottenuto soldi e inviti a convegni e programmi tv per i suoi rapporti con dipendenti delle aziende Johnson & Johnson e B. Braun.

Stando alle indagini della Gdf e dei pm milanesi, Confalonieri avrebbe ‘spinto’, anche in casi in cui non era necessario, nell’utilizzo della tecnica delle protesi con “navigazione computerizzata”. Tecnica di cui parla anche nel suo sito online, dove si legge che la ‘navigazione chirurgica computerizzata’ “permette al chirurgo di conoscere, durante una procedura chirurgica, dati precisi, visivi e numerici, sul suo operato. In Ortopedia – è scritto nel sito – la navigazione può essere utilizzata in diversi campi: protesi totali dell’anca, del ginocchio, ricostruzione del legamento crociato anteriore, vari tipi di osteosintesi per fratture di femore e di bacino, complesse osteotomie di bacino e in chirurgia della colonna”.

Bisogna “procedere al sequestro delle 62 cartelle cliniche” dei pazienti operati da Norberto Confalonieri, “per verificare se sono state impiantate protesi senza alcuna necessità clinica e la gravità delle lesioni cagionate“. Lo scrive il gip Teresa De Pascale nell’ordinanza con cui ha disposto i domiciliari, ma non la misura in carcere come avevano chiesto i pm anche per tre casi di lesioni su pazienti.

A detta del gip, gli inquirenti devono indagare ancora su quei casi e anche su molti altri interventi, tanto che nel provvedimento il giudice riporta altre intercettazioni ‘choc’ su un’altra decina di operazioni effettuate da Confalonieri. In una telefonata del 29 ottobre del 2015, ad esempio, il medico diceva: “Ho rivisto una … revisione di protesi d’anca … puttana Eva si era staccata … èun vecchietto di 91 anni“. E ancora: “Ho finito adesso di fare un disastro di revisione d’anca che l’avevo cementato … mi è saltato tutto il cemento”.

Per questo motivo il primario spesso convinceva i suoi pazienti ad utilizzare le protesi anche in casi in cui non era necessario, promuovendo sul suo sito online la tecnica della ‘navigazione chirurgica computerizzata‘.

L’ennesimo caso di malasanità italiana.

Di Laura Paoletti

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/24/primario-di-milano-rompe-volontariamente-il-femore-ad-unanziana

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