19 marzo 2006. Giancarlo Fisichella trionfa in Malesia con la sua Renault davanti al compagno di squadra Fernando Alonso. Dall’altra parte dell’oceano pacifico Roger Federer conquista il primo Masters 1000 stagionale ad Indian Wells, sconfiggendo in finale James Blake con il punteggio di 7-5 6-3 6-0. Lo svizzero festeggia l’accoppiata con l’Australian Open, alzato al cielo due mesi prima con una rimonta in finale sul cipriota Baghdatis e guarda tutti dall’alto del numero 1 del ranking.

19 marzo 2017. Sono passati ormai 11 anni dall’ultima vittoria di un italiano in Formula 1, tuttavia a distanza di un decennio sui campi da tennis lo scenario non è cambiato: è ancora Federer a festeggiare l’accoppiata di inizio stagione e guarda tutti dall’alto nella classifica Race (quella del solo 2017). Con la vittoria ad Indian Wells di domenica scorsa Roger è divenuto il più anziano vincitore di un Masters 1000 con 35 anni e 7 mesi. Siamo davanti agli ultimi acuti di una carriera straordinaria o lo svizzero può ambire nuovamente alla prima posizione della graduatoria? Solo il tempo potrà rispondere a questo quesito. Però è certo che nello scenario del deserto californiano abbiamo assistito all’ennesimo show della carriera di Federer.

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Federer con l’Australian Open 2006

 

Il torneo di Indian Wells è uno dei più apprezzati per pubblico ed organizzazione e da anni se ne parla come più grande torneo dopo i 4 Slam. Al momento del sorteggio è chiaro lo squilibrio del tabellone: nella parte superiore Murray è libero da ostacoli insidiosi nell’eventuale cammino verso la finale, con l’unica eccezione di un possibile scontro in semifinale con Wawrinka. Nella parte inferiore troviamo invece una zona incredibilmente densa di campioni: Djokovic, Del Potro, Federer, Nadal, Kyrgios e Zverev tutti nello stesso quarto di tabellone.

Ci sono annate, però, che girano al contrario ed in California accade tutto ed il contrario di tutto. E così la testa di serie numero 1 Murray si fa sorprendere al secondo turno dall’abbordabile Pospisil e Djokovic, dopo aver sconfitto Del Potro in un secondo turno spettacolare, viene letteralmente preso a pallate da Kyrgios negli ottavi. Tutti i riflettori sono allora puntati sull’ennesimo episodio della leggendaria rivalità tra Federer e Nadal che va in scena nella serata di mercoledì.

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L’epilogo del 36esimo scontro tra Federer e Nadal

 

È qui che si inizia ad avere la sensazione che la vittoria dello svizzero agli Australian Open possa essere più di un semplice fuoco fatuo. Sia Federer che Nadal arrivano allo scontro dopo prestazioni convincenti: lo svizzero ha superato agevolmente Robert e Johnson mentre lo spagnolo ha battuto Pella e Verdasco senza particolari patemi. Sul centrale di Indian Wells si attende una grande lotta come in occasione della finale di Melbourne di due mesi fa, invece va in scena uno one man show con il maiorchino che viene annichilito da Federer. I famigerati problemi sul lato sinistro del campo si trasformano in vincenti con il 35enne che travolge Rafa grazie a quello che dovrebbe essere il suo colpo debole con un secco 6-2 6-3.

Quando poi un’intossicazione alimentare mette fuori causa un lanciatissimo Kyrgios nei quarti di finale, sembra tutto pronto per la definitiva riscossa di Roger. Ad attenderlo c’è Jack Sock, idolo di casa alla prima apparizione in una semifinale Masters. Dopo un primo set da comparsa terminato con il punteggio di 6-1, l’americano inizia a mostrare un tennis interessante ma si deve arrendere al tiebreak del secondo set.

Dall’altra parte del tabellone Wawrinka, a differenza di altre situazioni, riesce a sfruttare un sorteggio benevolo qualificandosi per l’ultimo atto del torneo nonostante il rischio agli ottavi contro con il giovane giapponese Nishioka, che ha servito due volte per il match. Si tratta della seconda finale tutta svizzera a livello Masters (la prima fu vinta da Wawrinka a Montecarlo nel 2014) e Federer conduce per 19 a 3 (tutte sulla terra) negli scontri diretti con il suo amico e compagno di Davis. Il primo set scorre veloce fino al punteggio di 5-4 per Roger, che sul 30-30 in risposta sfrutta le indecisioni di Wawrinka e conquista il primo parziale per 6-4.

In avvio di secondo set arriva la reazione di Stan che riesce a strappare il servizio in apertura e si porta sul 2-0. Pochi minuti dopo Federer riesce però ad ottenere il controbreak e la naturale conclusione del set sembra il tiebreak, ma sul 6-5 Roger alza il livello in risposta ed arriva al match point nei vantaggi. Al primo tentativo Federer chiude la gara con una volée di dritto ed alza il suo 25esimo Masters 1000, nonché il titolo numero 90 della sua meravigliosa ed infinita carriera.

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L’esultanza dopo il match point

 

Dopo questo fantastico avvio di stagione Federer è risalito dalla posizione numero 17 del ranking alla 6. Nella classifica Race lo svizzero è in testa con 3045 punti, quasi il doppio rispetto ai 1635 di Nadal e ai 1410 di Wawrinka. Murray (fermo alla 10) e Djokovic (18) sono molto lontani da Roger ed entrambi sotto i 1000 punti nel 2017. I numeri 1 e 2 del mondo hanno annunciato la loro assenza nell’imminente Masters 1000 di Miami per un problema al gomito ed il divario dalla testa potrebbe ampliarsi ancora nel caso in cui Federer riuscisse a prolungare il suo attuale stato di forma anche in Florida.

Nel proseguo della stagione lo svizzero sicuramente si prenderà un periodo di riposo più che meritato per gestire al meglio le sue 35 primavere, tuttavia una grande prestazione in uno dei rimanenti Slam stagionali (l’ottavo sigillo a Wimbledon è il vero obiettivo) potrebbe aprire scenari interessanti per un eventuale clamoroso ritorno al numero 1 della classifica. A prescindere dai gusti personali la speranza è quella di vivere altri imprevedibili mesi come questi del 2017, per staccare da un tennis che negli ultimi anni era stato monopolizzato dal dominio dei robot Djokovic e Murray.

 

Maurizio Gaddi.

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