Vi ricordate le storie che ci raccontavano nonni o genitori prima di andare a letto? Aneddoti o favole capaci di cullare sogni e speranze per l’indomani. Tutto appariva facile, ogni obiettivo sembrava a portata di mano, anche il più difficile poteva avverarsi! Lo sanno bene a Ferrara, importante città dell’Emilia Romagna tornata alla ribalta delle cronache sportive per la Società Polisportiva Ars et Labor; un nome così lungo ed arcaico non vi dice nulla? Cerco di semplificarvi il compito: questa antica e gloriosa società, protettrice dei colori di Ferrara, veste il biancazzurro (rigorosamente righe azzurre su sfondo bianco), ha partecipato sedici volte alla Serie A, ha lanciato nel calcio che conta profili del calibro di Capello e Picchi, è stata rifondata due volte ed attualmente comanda la Serie B con 58 punti in 31 gare disputate.

Ah, dimenticavo di dirvi che in questo mondo globalizzato capace di unire etnie, culture e modi di vivere completamente diversi fra loro, la società di Ferrara rappresenta un inno all’Italia unico nel suo genere: la SPAL (questo l’acronimo dell’infinito nome sopra citato) è la sola società fra Serie A e Serie B a possedere una rosa di calciatori, e dirigenti, totalmente italiana. Razzismo? Certo che no! In un calcio che bada più alla valorizzazione del prodotto ‘esotico’, gli estensi rappresentano, dall’alto della loro gloriosa storia, un baluardo del Belpaese. Una vera e propria eccellenza italiana! La storia di questo club, nato nel 1907 per volontà del sacerdote salesiano Pietro Acerbis, è irta di successi e drammi sportivi, un meraviglioso film che aspetta il definitivo lieto fine: i primi anni di vita in A, il purgatorio della B interrotto dall’indimenticato presidente Paolo Mazza (detto il ‘Mago’ di campagna’) artefice dei tredici anni consecutivi di massima serie conditi da un quinto posto (miglior piazzamento nella storia del club) e dalla finale di Coppa Italia persa 2-1 contro il Napoli nel 1962.

 

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Il logo della SPAL calcio, foto dal Web.

 

Grandi risultati spianati dalle reti dell’attaccante (arretrato al ruolo di mezzala nel club biancazzurro) argentino Oscar Massei, 244 presenze e 52 goal con la società di Mazza. Gli anni ’70 ed ’80, definiti bui da ogni tifoso ferrarese, sono un’altalena di promozioni e retrocessioni: la SPAL, orfana del suo immenso presidente, culmina il difficile periodo con la prima partecipazione al campionato di C2 nel 1989!

Dopo il peggior piazzamento di sempre (decimo posto in C2), il club ferrarese viene rilevato dalla ‘CoopCostruttori’, colosso edilizio dell’epoca. Le ingenti somme di denaro di Donigaglia, riportano la SPAL guidata da Fabbri nel campionato cadetto grazie alla spinta incessante dei tifosi. I sogni di gloria, però, vengono azzerati da una strategia societaria altamente fallace: dopo un testa a testa con la Fidelis Andria, i biancazzurri retrocedono in C. Vari anni di C1 e C2, conditi dall’addio e dall’improvviso ritorno di Donigaglia al timone del club, aprono le porte al decennio (2002-2012) più amaro per la storia: nel 2005 e nel 2013, infatti, la SPAL fallisce due volte ed il glorioso club, ormai relegato da anni nei bassifondi del calcio italiano, rischia la definitiva morte sportiva.

Il caldo raggio di sole, la scialuppa di salvataggio per i tanti dimenticati tifosi spallini, arriva un anno dopo grazie alla famiglia Colombarini che si adopera alla fusione tra SPAL e Giacomense: la nuova SPAL 2013 (nata d nomina presidente Mattioli, acquista il marchio storico del club e grazie al sesto posto ottenuto nella Seconda Divisione di Lega Pro, approda al successivo campionato di Lega Pro unico. Il colpo di mercato dei dirigenti ferraresi, si materializza nella stagione 2014/15 con l’avvento in panchina di Leonardo Semplici; nello stesso campionato la SPAL sfiora i playoff promozione. La tanto attesa gioia, però, arriva l’anno successivo con il capolavoro del tecnico fiorentino: la società ferrarese domina il girone B (71 punti, +9 sul Pisa secondo) conquistando, dopo ventitré lunghissimi anni d’incertezza e paura, la Serie B! Il campionato cadetto, finalmente, ritrova una tifoseria innamorata e passionale capace di riempire il ‘Paolo Mazza’ (quinto impianto più vecchio d’Italia con una capienza di 8.500 spettatori) degli unici colori che rappresentano calcisticamente la città di Ferrara.

 

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Il ‘Paolo Mazza’, tana della SPAL. Foto dal Web.

 

Il 3-5-2 di mister Semplici sta incantando tutti gli appassionati di calcio, mietendo vittime su vittime in Serie B: il doppio derby vinto contro il Carpi, l’affermazione di Cittadella, il perenotorio 0-3 contro la Virtus Entella, il pareggio a reti bianche contro la corazzata Hellas Verona al ‘Bentegodi’ e la vittoria 2-0 contro il Perugia, hanno infiammato i sogni dei tifosi spallini che, inaspettatamente, si trovano in cima alla classifica con due punti di vantaggio sul Frosinone secondo e ben quattro sugli scaligeri, attualmente terzi in graduatoria. Tutta casualità oppure è il frutto di un immenso lavoro? Nel calcio, come nella vita, un team può beneficiare di qualche colpo di fortuna rappresentato da un goal allo scadere oppure dalla giornata negativa degli avversari ma dopo trentuno giornate di campionato, la buona sorte ha lasciato ufficialmente il campo alla fantastica organizzazione spallina. L’ambizione della famiglia Colombarini, ha portato a vestire la maglia estense ad Antenucci, Floccari, Arini, Meret (in prestito dall’Udinese) e Schiattarella per citarne alcuni e l’inaugurazione del nuovo centro sportivo ferrarese ha confermato le intenzioni ‘bellicose’ della nuova proprietà. Una favola, un vero capolavoro di fantasia, però, ha bisogno di validi antagonisti pronti a detronizzare con le loro trame i fieri protagonisti che, faticosamente, salgono l’impolverata scala del successo. Domenica alle ore 15:00, complice la sosta della Serie A, tutta l’Italia ‘malata’ di calcio si fermerà, sorseggiando un digestivo, davanti al televisore per assistere al grande big match della serie cadetta: il ‘Paolo Mazza’ ospita il Frosinone, seconda forza della B.

 

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Calciatori estensi sotto la curva per festeggiare la vittoria! Foto dal Web.

 

I ciociari di Marino, lo scorso anno retrocessi dalla Serie A con l’onore delle armi, sono desiderosi di tornare a calcare il palcoscenico calcistico italiano più importante e la SPAL di Semplici, rappresenta un avversario inaspettato per l’obiettivo principe: la promozione. La spinta del pubblico amico, il sano innamoramento che veicola le passioni di chi, soffrendo gli anni bui della Lega Pro e la gelida morsa del fallimento, è rimasto accanto ai propri valori sportivi, baluardo inespugnabile posto a difesa dei colori della città. A Ferrara ogni tifoso, idealmente, rappresenta quel Castello Estense (suo simbolo indiscusso) che nei secoli ha protetto, come ultimo fortilizio, la gente ferrarese. Il fiero amore, non importa la categoria o gli avversari: il popolo della SPAL ha risposto presente nelle innumerevoli difficoltà rinascendo come la più fulgida delle fenici.

Sono qui, adesso, per riprendere quell’antico discorso interrotto quarantanove anni fa. Il Frosinone non è il primo avversario sul loro cammino e non sarà neanche l’ultimo; Semplici e la dirigenza, prima dei calciatori, sono consapevoli che servirà un vero prodigio sportivo per approdare nella massima serie. In B negli ultimi anni è già successo. Una squadra fondata da un sacerdote salesiano nel lontano 1907, sembra davvero avere tutte le carte in regola per ricevere un miracolo. Sacro e profano si fondono assieme, l’onda biancazzurra è pronta ad esondare nel palcoscenico più importante, quello che le spetta per diritto…divino. 

ANDREA MARI.

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