Luglio 2016. La S.S.Lazio S.p.A., delusa dal mancato arrivo del dimissionario Bielsa, affida la squadra a S.Inzaghi (già sulla panchina della prima squadra per le ultime 7 gara dello scorso campionato). Comincia così, con questo comunicato, la nuova avventura in biancoceleste del tecnico piacentino.

Il clima a Formello non è dei migliori: la Lazio è reduce da un campionato che l’ha vista arrivare in ottava posizione (fuori dalle coppe) e i tifosi capitolini chiedono a gran voce un cambiamento. L’obiettivo societario è di allestire una squadra in grado di competere per un posto in Europa League, ma il traguardo appare quantomeno difficile.

Dopo l’addio di Klose e di Matri la Lazio necessita di rinforzi in attacco: Ciro Immobile, dal Siviglia, è l’acquisto di punta del mercato biancoceleste.

144007790-cacbb62a-46ef-4287-b7cd-d23138d3d3aeImmobile con il ds Tare e il club manager Peruzzi. Foto Marco Rosi, Corriere dello Sport.

Al centravanti di Torre Annunziata non viene però accostato un esterno offensivo in grado di sostituire Candreva, ceduto all’Inter. I maggiori movimenti di mercato riguardano il reparto difensivo, che tanti problemi aveva causato a Pioli nella stagione appena conclusa: vengono ceduti Bisevac, Mauricio, Braafheid, Gentiletti e Konko; al loro posto arrivano tre giocatori promettenti (Bastos, Wallace, Lukaku). Ma il vero “acquisto” è il ritorno di Stefan De Vrij dopo il lungo infortunio che l’aveva tenuto lontano dal campo per un intera stagione. Inoltre, ceduto Berisha in prestito all’Atalanta, il ruolo di secondo portiere sembra essere preso da Vargic con il giovane Strakosha terzo.

A completare il momento critico poi, in prossimità della prima gara di campionato, scoppia il caso Keita.

E tra lo scetticismo generale dell’ambiente comincia la stagione 2016-17 dei biancocelesti, in quel di Bergamo. Inzaghi, costretto a fare a meno del suo numero 14 (a causa dei diverbi con la società) e di Felipe Anderson impegnato nelle Olimpiadi di Rio, decide di lanciare il primavera Lombardi.

A sorpresa, dopo un quarto d’ora, la Lazio passa in vantaggio con Immobile. Raddoppia con Hoedt e prima della fine del primo tempo si porta sul 3-0 proprio con Lombardi (esordio in Serie A con gol). Poi nel finale il gol che chiude il match è del giovane Cataldi. Gli aquilotti, partiti a fari spenti, espugnano l’Atleti Azzurri d’Italia e si preparano ad affrontare la Juventus in casa.

214338844-6c672714-366b-4fea-ac55-17e4f69f2317L’esultanza di Lombardi e di Immobile al gol del parziale 0-3. Foto Marco Rosi, CdS.

Escono dal campo sconfitti, ma a testa altissima: i ragazzi di Inzaghi tengono per più di un tempo contro i Campioni d’Italia e fra in tanti impressiona l’ottima prestazione di Bastos, arrivato in estate dal Rostov. Dopo un serie di risultati altalenanti la Lazio torna a fare faville: sono nove i risultati utili consecutivi (dalla 6a alla 14a giornata) con protagonista soprattutto il trio avanzato Felipe Anderson, Immobile e Keita.

E’ proprio con il talento senegalese che Inzaghi mostra grandi capacità di gestione. Le vicende societarie non sembrano risolversi ma il tecnico biancoceleste è chiaro: non vuole rinunciare al ragazzo, troppo importante per la squadra.

172010316-fada2e33-5efd-4dd5-8589-31e44a993e9bWallace abbraccia Keita dopo il gol contro l’Empoli. Foto La Repubblica.

Inoltre continua a lanciare dei primavera tra cui Murgia, che va subito a segno contro il Torino, e Strakosha come vice Marchetti. La serie positiva fa volare gli aquilotti in posizioni di alta classifica impensabili ad inizio stagione: alla 14a i biancocelesti si trovano al quarto posto, a -1 da Milan e Roma. E sono proprio i giallorossi i prossimi avversari: il risultato del derby, fermo sullo 0-0 per più di un’ora, viene sbloccato a causa di un errore difensivo di Wallace (autore di grandissime prestazioni fino a quel momento della stagione) che pecca d’inesperienza regalando il pallone agli avversari.

La Lazio però non si deve abbattere ed Inzaghi è bravo a farlo capire ai suoi ragazzi: i capitolini espugnano Marassi nella partita seguente e conquistano i tre punti anche contro la Fiorentina in casa.

A Milano sono autori di un grandissimo primo tempo, probabilmente il migliore della stagione: l’Inter però tiene lo 0-0, e nella ripresa ne fa tre.

Oramai però i biancocelesti dimostrano di avere una chiara idea di gioco, decisamente offensiva, che va al di là dei risultati. Insomma, non sono più una rivelazione. Dopo la sosta natalizia vincono due partite all’Olimpico (per motivi diversi entrambe complicate) e raggiungono i quarti di Coppa Italia.

Un’ amara sconfitta contro il Chievo in casa non fa cambiare nulla. Gli aquilotti si riprendono e vincono al Meazza. Era questo ciò che era mancato fino a questo momento a Inzaghi: una grande prestazione contro una cosiddetta “grande”. La partita, bella quanto sofferta, si conclude con il risultato di 1-2. I biancocelesti accedono alle semifinali della coppa nazionale dove incontreranno in una doppia sfida attesissima a Roma gli eterni rivali giallorossi.

Da qui in avanti la Lazio non fa più brusche frenate: travolge il Pescara (l’unico passo falso è in casa contro il Milan, 1-1, dopo una gara giocata completamente all’attacco), poi espugna il Castellani e batte in casa l’Udinese prima dell’atteso derby di andata di Coppa Italia.

642691708-U202182049561LOC-U180885378216kOD-620x349@Gazzetta-Web_articoloIl trio d’attacco Immobile-Keita-Felipe Anderson. Foto La Gazzetta dello Sport.

Inzaghi, che deve fare a meno di Radu e Lulic, opta per per un 3-5-2:

tra i pali Strakosha; difesa a tre con Bastos, Wallace e De Vrij; centrocampo centrale con Parolo, Biglia e Milinkovi-Savic, mentre sugli esterni agiscono Basta e Lukaku a tutta fascia; in avanti, a supporto di Immobile, Felipe Anderson.

I biancocelesti surclassano i giallorossi, sopratutto a centrocampo: Biglia e Parolo sono autori di una partita splendida, ma a spiccare è Milinkovic. Il serbo impressiona più del solito: gioca da vero veterano e sblocca il match, anticipando tutta la difesa giallorossa e mettendo in rete un pallone d’oro di Felipe Anderson. Lukaku mette constantemente pressione con continue incursioni partendo da sinistra, la difesa a tre tiene benissimo nei pochi momenti in cui la Roma cerca di farsi avanti. Immobile, instancabile, è l’autore del 2-0 confezionato da Keita. L’ingresso del senegalese a mezzora dalla fine è determinante per permettere ai biancocelesti di chiudere la partita, che si conclude con un netto successo degli aquilotti.

230132458-49982812-03c3-4eff-b25a-78c6a5678c9bImmobile nell’esultanza a fine gara. Foto Marco Rosi, CdS.

Archiviata l’andata di Coppa Italia i capitolini vincono a Bologna e all’Olimpico contro il Torino (5° vittoria di fila tra campionato e coppa) e si ritrovano soli in quarta posizione, a -4 dal Napoli terzo. Poi una lieve frenata nel pareggio di domenica scorsa a Cagliari (settimo risultato utile consecutivo in campionato, nono con le due vittorie in coppa) che però mantiene comunque i biancocelesti al quarto posto, in piena corsa per il traguardo stagionale.

L’ aquila, partita con l’obiettivo di lottare per la prossima Europa League, si ritrova a nove giornate dalla fine in testa alle quattro pretendenti per un posto nella vecchia Coppa Uefa. Inoltre lo straordinario cammino di Inzaghi non fa neppure abbandonare il sogno, seppur molto difficile, della Champions. E da aggiungere oramai alle ambizioni dei capitolini c’è anche il raggiungimento della finale di Coppa Italia (che, se dovesse essere contro la Juventus, garantirebbe anche la finale di Supercoppa Italiana).

La Lazio, in 9 giorni, si gioca la stagione.

Dopo la sosta avrà tre impegni molto difficoltosi: sarà qui che si deciderà il futuro prossimo dei biancocelesti. Sassuolo a Reggio Emilia, derby di ritorno di coppa, Napoli all’Olimpico.

Juventus-Lazio serie A

Inzaghi, nel corso del campionato, ci ha ormai abituato a continui cambi di modulo.

E’ proprio questa la vera forza del piacentino: adattarsi alle caratteristiche dell’avversario per poi, al momento opportuno, evidenziarne i punti deboli.

Ha riportato i capitolini ai vertici della classifica, senza grandi stravolgimenti tattici. Ha puntato sui giovani, lanciando diversi giocatori allenati da lui stesso in primavera. Ha contributo al rilancio di Immobile e alla conferma di F.Anderson. Non ha messo da parte Keita, evitando di perdere un patrimonio sia dal punto di vista tecnico che monetario. E, in fase difensiva, ha trovato una solidità che alla Lazio mancava da diverse stagioni: sia grazie ai nuovi acquisti, sia grazie al maggiore impiego di giocatori già presenti nella rosa dello scorso anno (ad esempio l’olandese Hoedt).

Inzaghi ha quindi dimostrato con i fatti che la scuola italiana degli allenatori è sicuramente tra le migliori, se non la migliore. Così come Conte, capolista in Premier davanti ai più considerati Mourinho e Guardiola; come Sarri, sempre tra le prime posizioni con il suo Napoli e con il suo splendido gioco; come Pioli, che ha risollevato l’Inter riportandola in prossimità dei primi posti dopo una stagione iniziata male con De Boer.

E difatti è proprio grazie alle dimissioni di un altro tecnico straniero (Bielsa) che l’attaccante dello storico scudetto del 2000 ha avuto la possibilità di emergere e di affermarsi nel calcio che conta. Possibilità che, di certo, ha saputo egregiamente sfruttare.

Ora vola con la sua Lazio, solo al quarto posto in classifica.

E guarda dall’alto le più blasonate e accreditate milanesi.

Articolo di Luca Fiorelli.

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