Moriva il 28 marzo del 1941 Virginia Woolf: femminista, donna di lettere, modernista e persona dallo spirito fine e politicamente acuto. 

All’età di 59 anni, soffrendo di disturbi oggi inquadrati come bipolari, si suicida nel fiume Orse, di fianco alla sua casa di campagna.

Virginia Woolf ha cambiato il senso della scrittura, ha declinato al femminile, insieme alla Bronte e a Mery Shelley, le produzione letteraria.

Fa parte della rosa delle grandi penne che sono riuscite a crearsi un varco, in un mondo, all’epoca, completamente dominato dagli uomini, e a loro destinato. 

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Il più famoso ritratto di Virginia Woolf fatto dall’artista George Charles Beresford

Nella Londra degli anni ’20, diventerà membro centrale dell’associazione di letterati Bloomsbury Group, che riuniva filosofi, artisti e scrittori.

Autrice di libri che hanno attraversato il millennio, con la stessa forza di quando furono pubblicati: La stanza di Jacob, La signora Dalloway (da cui Marleen Goriss trasse l’omonimo film), Gita al Faro, Orlando, ebbe una produzione importante anche di novelle, saggi, lettere e diari.

Tra le sue opere più importanti, storicamente parlando, troviamo “Una Stanza tutta per sé“; dove la Woolf affronta la società londinese e i pregiudizi sessisti sulle donne, per definire e identificare la problematica primordiale, senza la quale le donne avrebbero molto più accesso alle lettere e alla scrittura.

La sua teoria è quella dello spazio e del tempo che ne consegue: le donne sono confinate nelle camere, o nelle cucine. Non hanno uno spazio lavorativo propriamente detto, dove poter cercare, indagare ed esprimere i pensieri, dove metterli in atto.

Con questo saggio dunque, pubblicato nel ’29, racchiude in un’idea, quella di una camera appunto, il simbolo stesso della condizione femminile dell’epoca ( e anche degli anni a venire).

La non accessibilità ad una solitudine produttiva e creatrice.

Ai nostri giorni forse ci sembra ormai scontato, di poter chiudere la porta della nostra stanza, fin dall’adolescenza, e tra le mura, poter essere liberi (libere).

Ma all’epoca, tutto ciò, non era ancora pensabile, fino a che Virginia, con il suo spudorato senso del coraggio e della femminilità liberata, non ne parlò.

Grazie.

Di Laura Paoletti

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/28/25317

 

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