Niente più burqa, né velo che copra il viso delle donne, nei luoghi pubblici.

Le misure, preannunciate a febbraio, sono state approvate oggi dall’esecutivo austriaco, con largo consenso nel Consiglio dei Ministri che ha apportato modifiche al piano “sicurezza e integrazione”.

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L’Austria vieta il velo in pubblico dunque e si prepara a bandire la distribuzione del Corano e a rendere obbligatoria la frequentazione di corsi di lingua e cultura tedesca per i profughi, nel primo anno del loro arrivo nel paese.

Il cancelliere austriaco, Kern, spiega che la misura è stata pensata per “evitare che i 600mila musulmani residenti in Austria si sentano esclusi dalla società” e per rispettare i valori della “società aperta austriaca”.

L’esecutivo socialdemocratico popolare austriaco, in realtà, si sposta a destra, per arginare l’Fpö (il partito di estrema destra austriaco): politica più restrittiva sugli immigrati, meno tasse e divieto del velo integrale per le donne musulmane, fanno parte di questa tattica.

Il candidato del Partito della Libertà austriaco, Norbert Hofer, infatti, continua a crescere nei sondaggi e il suo leader Heinz-Christian Strache è sempre più popolare nel Paese.

Per ostacolare la popolarità del partito nazionalista, quindi, il socialdemocratico Kern ha deciso di prendere delle decisioni che possano andare incontro anche agli elettori più conservatori, tra queste:  l’obbligo di firma, per i migranti, di “un contratto di integrazione” e di “una dichiarazione di valori condivisi ed accettati”, pena l’espulsione dal Paese.

Nel piano, compaiono anche misure in favore della diminuzione della pressione fiscale, restrizioni all’accesso al mercato del lavoro austriaco per gli stranieri, soprattutto quelli provenienti dall’Europa dell’Est, la creazione di 70.000 posti di lavoro e il divieto generale per i dipendenti pubblici di indossare simboli religiosi. Il documento deve essere approvato dal Parlamento e verrà attuato, seocondo quanto ha annunciato il governo, entro i prossimi 18 mesi.

Questo tipo di divieto, di indossare il niqab fuori dalle mura domestiche e di mostrare simboli religiosi in luoghi pubblici, è già in vigore in Francia e in Belgio, da anni.

Di Laura Paoletti 

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/29/laustria-vieta-il-velo-e-la-distribuzione-del-corano-come

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