Come promesso in campagna elettorale, Trump, questo martedì 28  Marzo, ha rivolto le sue attenzioni alla questione climatica.

Sferrando un grosso attacco alla politica sull’ambiente del suo predecessore Obama, e agli accordi di Parigi del 2015, questo decreto cancella parecchie decisioni prese in direzione di una transizione energetica, aprendo una nuova era americana di “ode al carbone”.

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Dalla sede centrale dell’Agenzia di Protezione dell’Ambiente (Epa), Trump ha firmato il decreto d’indipendenza energetica per gli Stati Uniti, mettendo così in discussione il Clean Power Plan, la serie di misure elaborate da Obama per allinearsi agli accordi di Parigi di fine 2015.

Il Clean Power Plan (progetto per un’energia pulita, t.d.r.), aveva come fine quello di un’accelerazione della transizione energetica: la riduzione di CO2, imposta alle centrali termiche del paese, era fissata al 32% da qui al 2030.

Bloccato poi dalla giustizia, poiché una trentina di Stati a maggioranza repubblicana lo avevano contrastato, questo piano, se messo in vigore, avrebbe portato alla chiusura di numerose centrali di carbone, la più parti delle quali obsolete e inquinanti.

La mia amministrazione mette fine alla guerra contro il carbone“, annuncia il Presidente, circondanto, durante la firma, da minatori e lavoratori del settore; evitando di pronunciare ed affrontare la questione del riscaldamento globale e mettendo in dubbio la realtà dello stesso, e il ruolo dell’uomo in questo processo.

Questo messaggio, inviato alla comunità internazionale, non lascia dubbi: gli Stati Uniti di Trump non adatteranno la loro politica energetica ed economica, alle problematiche climatiche.

Annunciando dunque una “nuova era” nel settore energetico, Trump ha insistito sulla necessità di sopprimere tutta quella regolamentazione che definisce “inutile e distruttrice di posti di lavoro, […], noi adoriamo i minatori, gente fantastica! […] daremo loro di nuovo lavoro!”.

Più o meno un mese fa, secondo quanto riferito da delle fonti della Cnn, Trump aveva deciso di tagliare un quarto del bilancio dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (Epa), annunciando il budget per il prossimo anno fiscale che prevede un aumento di 54 miliardi di dollari per la spesa militare a fronte di tagli dello stesso importo ad altri programmi.  Fonti interne all’amministrazione dissero sapere che proprio il bilancio dell’Epa sarebbe stato quello essere maggiormente toccato.

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Donald Trump, martedi’ 28 marzo all’Epa.

ALCUNE REAZIONI 

Questo decreto non fa certo unanimità, sia all’interno del paese che nella comunità internazionle, suscitando molte preoccupazione e inquietudini sull’atteggiamento di Trump verso l’accordo di Parigi sul clima, firmato da più di 190 paesi; accordo che in nessun momento è stato evocato dal Presidente in carica.

Per il Governatore californiano democratico Jerry Brownquesto decreto è un regalo incosciente a tutta l’industria inquinante“.

Sempre per il democratico Chuck Shumer, che presiede il Congresso, questo testo mostra che la lobby dell’energia fossile è “di ritorno in mezzo agli affari politici“, continuando :” si direbbe che sia stato scritto dal consiglio d’amministrazione Exxon senza il minimo rispetto per l’ambiente e la salute dei cittadini“.

Nonostante la Exxonmobile stessa, si sia unita alle voci contestatarie, schierandosi con l’accordo di Parigi e chiedendo all’amministrazione Trump di difenderlo :” come un piano efficace per rispondere ai rischi del cambiamento climatico“.

Tra i favorevoli invece la National Mining Association (l’organizzazione industriale e commerciale del settore minerario), che ha elogiato il decreto, affermando che salverà 27.700 posti di lavoro dei minatori e più in generale quasi 100.000 in tutta la catena del settore.

E il nuovo Presidente dell’Epa, Scott Pruitt che ha dichiarato, in contro corrente con il consenso scientifico, che le emissioni di CO2 non sono la causa maggiore del riscaldamento in corso, concludendo che l’accordo di Parigi “era semplicemente un accordo che non funzionava“.

 

Di Laura Paoletti 

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/29/la-nuova-era-americana-del-carbone-la-politica-ambientale-di-trump-dopo-i-tagli-in-alcuni-settori-in-favore-della-spesa-militare

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