Una partita a senso unico quella andata in scena sul centrale del Tennis Center di Key Biscayne: Caroline Wozniacki, professionista specializzata nelle rimonte impossibili, questa volta non ce l’ha fatta. Si è dovuta arrendere ad una prepotente e decisa Johanna Konta, asfissiante al servizio e –soprattutto- in risposta. La danese è costretta così a rimandare per la settima volta l’appuntamento con la vittoria in un Premier Mandatory e si consola con la 12esima posizione nel ranking ed una Race to Singapore –la classifica annuale che non tiene conto dei risultati dell’annata precedente- che continua a sorriderle, data la straordinaria costanza di risultati di peso ottenuti da inizio stagione (quella di oggi era la sua terza finale dell’anno dopo Dubai e Doha).  Grande, grandissima è stata la prova di carattere da parte di Johanna Konta che, per mutuare un vecchio adagio, ha applicato alla lettera “tattica che vince non si cambia”: conscia che che, alla lunga, avrebbe pagato dazio alla maratoneta danese, ha impostato il suo gioco su scambi brevi, aggressività in risposta e colpi in contro balzo con cui ha sempre tolto il tempo alla Wozniacki, stessa trama con cui ha annichilito in semifinale la duttile Venus Williams. Non solo: vi ha tenuto fede fino in fondo, anche quando questa scelta ha pagato un po’ meno, a conferma di una raggiunta maturità tennistica e della tanto agognata solidità psicologica, suo tallone d’Achille fino a due stagioni fa. Il punteggio finale e la durata dell’incontro (6-4 6-3 per la Konta in 1h e 36’) non fotografano al meglio l’andamento della partita e poco raccontano della totale superiorità dell’inglese che ha sprecato a più riprese il vantaggio ottenuto ogni volta con estrema facilità: i contro-break della Wozniacki, infatti, sono stati ben 3 ma sono sembrati più una gentile concessione da parte della nativa australiana che un concreto tentativo di mettere la testa avanti da parte della danese, i cui 8 vincenti impallidiscono di fronte ai 33 della Konta.

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(Johanna Konta, Miami – foto dal web)

E’ il primo game a fare da sunto a quasi tutto il match: con la Wozniacki al servizio, la Konta mette a segno 3 magnifiche risposte profonde e rapide che le garantiscono una partenza fulminante, per poi ribadire il concetto anche nel suo turno di battuta. Nonostante la prima di servizio non goda della usuale ottima forma, la Konta, che è sempre stata in vantaggio nel primo set, si è potuta permettere il lusso di far riavvicinare la Wozniacki in un quarto game condito da una serie di errori anche grossolani frutto del costante e senza compromessi gioco in spinta: è la danese stessa, infatti, a riconsegnarle le chiavi del match nel suo turno in battuta per ben due volte, dopo essere riuscita a fatica a riagganciare l’inglese sul 4-4 al quarto tentativo di break; con due sanguinosi doppi falli consecutivi nell’ottavo game mette l’affamata Konta nella condizione psicologica ideale per il suo gioco: l’inglese non si fa pregare e con una risposta bruciante e un rovescio vincente ritorna in vantaggio, per poi chiudere il set sul 6-4 con grande personalità, recuperando da uno svantaggio di 15-40.

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(Karoline Wozniacki, Miami – foto dal web)

Nuovo set, stesso inizio: la Wozniacki, dopo essere riuscita miracolosamente a riparare ai vantaggi grazie al servizio che l’ha tirata fuori dalla palude dello 0-40 ed aver annullato un’altra palla break, perde il primo game ai vantaggi. Il tentativo di allungo della Konta, tuttavia, dura giusto il tempo di un cambio-campo: alla prima occasione la danese si riprende il break e, per la prima volta nel match, riesce a mantenere -a 0- il servizio dopo aver strappato la battuta alla sua avversaria. Quella del secondo game resterà l’ultima palla break concessa dalla Konta a fronte delle innumerevoli difficoltà incontrate dalla ex n.1 del mondo: il sesto game è di pura sofferenza per la danese che non riesce a sottrarsi alla furia della sua avversaria nonostante fosse riuscita a risalire la china dallo 0-40 sprecando l’opportunità di portare il game ai vantaggi con un approccio a rete imbarazzante. Ottenuto l’ennesimo vantaggio, questa volta la Konta è brava a serrare tutte le porte e a non lasciare alcuno spiraglio alla Wozniacki. Con un parziale di quattro giochi consecutivi ed un lob precisissimo che si stampa sulla linea di fondo, Johanna Konta chiude le ostilità sul 6-4 6-3, prima britannica a vincere un Masters 1000.

Grazie a questo successo, il più importante della sua ancora giovane carriera, la Konta ritornerà in quella top-ten con cui aveva familiarizzato a lungo lo scorso anno, ritoccando il suo best ranking e accomodandosi alla posizione n.7.

ANGELA MAZZIOTTA

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