Ancora derby, il terzo in stagione e ne manca ancora un altro in campionato. Roma e Lazio si trovano nuovamente faccia a faccia nella partita più sentita, la gara che riesce a smuovere ansie e preoccupazioni anche nel tifoso più compassato e glaciale. Non esistono compromessi nei novanta minuti: la vittoria, l’annientamento sportivo dell’avversario è l’unico obiettivo concesso ai ventidue in campo! Sarà finalmente il derby del tifo, dei colori e della goliardia: la Curva Sud e la Nord ripopoleranno a pieno regime lo stadio intonando cori, sventolando bandiere, spingendo i propri idoli, veri protettori dell’orgoglio cittadino, verso un risultato favorevole. Il famoso dodicesimo uomo, l’insieme dei tifosi. Nulla di più bello e romantico per un movimento che di sentimentale, purtroppo, ha perso davvero tanto. Si riparte dal netto 2-0 (Milinkovic-Savic ed Immobile i marcatori) dell’andata a favore dei biancocelesti, la Roma dovrà compiere una vera e propria impresa per accedere alla finalissima dello stadio ‘Olimpico’. In questo articolo, però, non vogliamo porre l’accento sulle tematiche tattiche, sui possibili grimaldelli che possono sbloccare la gara, sulle grandi individualità o sulle possibilità del passaggio del turno delle due squadre. Noi del ‘Metropolitan Magazine Italia’, sfruttando anche il ritorno dei tifosi (soprattutto della Sud), vogliamo raccontare in una piccola intervista doppia le emozioni, le sensazioni e le scaramanzie che precedono una gara così importante e sentita dal punto di vista di entrambe le tifoserie. Un piccolo, innocente viaggio nella passione di Francesco, tifoso romanista e Lorenzo, supporter laziale. Un derby non termina mai al fischio finale ed il risultato influenza gli umori di due piazze calde collocate alle rive opposte del Tevere. Roma contro Lazio, giallorossi e biancocelesti, lupa capitolina contro aquila imperiale. Benvenuti alla partite delle vita, pronti a farvi emozionare? La ‘Città Eterna‘ si sta progressivamente fermando, nelle strade e nei bar non si parla più d’altro. Deboli di cuore? Ibernatevi. Depressi? Potreste esserlo ancor di più al fischio finale. Ansiosi? Preparatevi a sudare le proverbiali sette camicie. Qui non si scherza, è una faccenda seria. Roma è pronta, e voi? Il Colosseo moderno è pronto a rivivere i fasti di un tempo, la vecchia capitale del mondo avrà nuovamente tutti gli occhi puntati addosso. Benvenuti all’eccitante e conturbante derby della Capitale.

 

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Le due curve a confronto (foto dal Web)

“Francesco e Lorenzo! Grazie per l’opportunità che ci state concedendo. A poche ore dal calcio d’inizio, come vi sentite?”

F:”L’ansia è sempre la stessa, non c’è niente da fare! Puoi vincere 4-0 l’andata o perderla con lo stesso risultato ma le aspettative ed i sogni restano sempre immutati, soprattutto non l’affronterò mai in modo tranquillo. Bello anche per questo, il clima derby ti assale e non ti molla più…”

L:”Avendo vinto 2-0 il primo round, si ha la sensazione che abbiamo tutto da perdere e questo è tediante! Partivamo da sfavoriti, ora siamo i favoriti ma fra poche ore come finirà? Un derby è così: una grande altalena di emozioni e sensazioni che difficilmente riesci a gestire. Diventiamo tutti irrazionali e sognatori, dei Peter Pan con bandiere e sciarpe…”

“Mi piace questa similitudine con Peter Pan! Se i tifosi diventano eterni bambini, lo stadio ‘Olimpico’ potrebbe trasformarsi nella famosissima ‘Isola che non c’è’. In questo luogo ideale, cosa non dovrebbe mai mancare? Le vittorie?”

F:”Le vittorie, a parer mio, accrescono semplicemente la gioia dei tifosi. La felicità è vestirsi dei colori della tua squadra del cuore, sognare un futuro roseo, sostenere i calciatori e ritrovarsi insieme ad amici e sconosciuti per parlare, ridere e scherzare nei settori attendendo l’inizio del match. Sembra stupido ma a volte mi sono divertito di più durante una sconfitta, anche dolorosa.”

L:”Sottoscrivo tutto ciò che ha detto il romanista ed aggiungo: a volte vale molto di più l’abbraccio sincero, ricevuto nella gioia del goal appena siglato, da uno sconosciuto, che quello di un conoscente falso! Il calcio è davvero felicità, sono sentimenti genuini. Tifiamo Lazio e Roma, quante volte abbiamo esultato per vere, grandi vittorie? Dovremmo tifare tutti per la Juventus se fossimo attaccati alla semplice vittoria! Eppure, eccoci qui: malati di calcio alla ricerca dell’ennesima emozione. Nella mia personale isola, non devono mai mancare le emozioni che solo lo stadio sa regalare…”

“Avete dei riti da onorare assolutamente prima di una gara importante? Siete scaramantici?”

F:”Non sono scaramantico, in nessun aspetto della mia vita! La birra prima della gara, però, è sacra: non importa l’orario, la compagnia oppure il luogo: l’avvicinamento ad un match importante deve essere annaffiato da una bionda. Marca e gradiazione alcolica non interessano, mi deve semplicemente accompagnare nell’ansia!”

L:”Se per scaramanzia intendi fare la stessa strada, fermarsi al solito bar per un caffè ascoltando la solita musica…allora si! Quando non lo faccio, la mia Lazio gioca male. Non è possibile, mi sento in colpa se cambio programma. Al derby di campionato, infatti, non ho seguito questa meticolosa scaletta: sappiamo tutti come è finito. Maledico ancora un mio carissimo amico!”

“Cosa vi ha convinto a tifare Roma e Lazio?”

F:”Il masochismo? A parte gli scherzi: a casa siamo tutti romanisti, mio padre e mio nonno sono tifosi accaniti e mi hanno bombardato fin da piccolo. Mia madre mi racconta sempre una storia emblematica: il mio vecchio era fidanzato con una bellissima ragazza, l’unico difetto era la sua fede calcistica! Tifava Lazio e nonostante fosse davvero bella, non riuscì ad intavolare una relazione stabile con lei! Litigavano sempre per il calcio, non poteva durare. Scelse mia madre quindi, meno bella ma romanista fino al midollo! Non fu attratto solo da quello, ovvio. Mi piace pensare, però, che il mio sangue si sia salvato dalle impurità biancocelesti: potevo essere laziale al 50%, pericolo scampato!”

L:”Di padre in figlio è un’iniziativa che ho sempre adorato perchè mi permette di guardare indietro e dire orgogliosamente che provengo da una famiglia laziale! Famiglia, è un parolone: mia madre e mia sorella non amano il calcio ma io e papà siamo completamente fusi di Lazio! Mio nonno, purtroppo non c’è più, ci ha insegnato a tifare per l’aquila ed in suo onore dobbiamo portare avanti la tradizione. La mia prima tutina, suo regalo, aveva i colori della Lazio. Ancora la conservo come cimelio.”

“Il derby più bello che avete vissuto?”

F:”Il 5-1 senza ombra di dubbio, che serata! Montella era immarcabile, ha segnato in ogni modo ridicolizzando un grande difensore come Nesta. Che meraviglia! Ero a casa di amici, quasi non credevamo alla netta superiorità che la Roma aveva dimostrato in campo. Poi il pallonetto beffardo del capitano…mi è scoppiato il cuore di felicità!”

L:”Il mio derby preferito ha visto solo un goal segnato ma è valso la Coppa Italia! Come posso non ricordarvi il 26 maggio? Non sarei un laziale come si deve! Il giorno perfetto: affermazione in un derby tirato, vittoria di un trofeo, festeggiamenti straordinari sotto la curva e tifosi romanisti in lacrime. Che altro puoi chiedere di più?! Ho moltissimi amici giallorossi e non ho voluto mai infierire in modo fastidioso, una grande delusione merita anche rispetto!”

“Quindi esiste anche il rispetto fra le due tifoserie?”

F:”Rispetto assolutamente no! Non è mai esistito e mai esisterà, tengo a sottolinearlo! La Lazio è la peggior squadra, insieme alla Juventus, che possa calcare il rettangolo verde di gioco. I tifosi biancocelesti sono la nostra nemesi, li odiamo sportivamente ma deve assolutamente finire in quel contesto: i miei più cari amici sono laziali, ho addirittura parenti biancazzurri ai quali voglio un bene infinito. L’apice dell’odio si registra durante la partita e qualche ora dopo il triplice fischio finale, poi si ride e scherza tutti insieme!”

L:”Non ho rispetto della Roma, mi piacerebbe vederla in Lega Pro! Soprattutto per evitarmi i derby! Non dimentichiamoci che si parla di calcio, è un gioco meraviglioso e coinvolgente che genera emozioni e sentimenti forti ma non bisogna mai trascendere. Ricordiamoci che siamo tutti romani, figli di questa bellissima città”.

Il vostro uomo derby preferito?”

F:”Risposta abbastanza scontata: Marco Delvecchio! Calciatore spesso sottovalutato, nei derby rinasceva a nuova vita segnando sistematicamente! A casa conservo una maglia celebrativa che arreca la scritta ‘Vola super Marco, vola!’ esibita dal numero ventiquattro sotto la Sud dopo l’ennesimo goal alla Lazio. Ero allo stadio, quante emozioni mi ha regalato Marcolino mio!”

L:”Dico Paolo Di Canio perchè in lui c’era il perfetto prolungamento della Nord! Torna dopo anni alla Lazio e segna il goal nel derby del 2009 vinto 3-1. Esulta spavaldo sotto la Sud ed in quel momento non sarebbe esistita coppa più bella da poter alzare, era la vittoria di un popolo in difficoltà contro i nemici più accreditati. Un sogno pazzesco realizzato da un nostro idolo”.

“Come si sopravvive ai famosi sfottò?”

F:”La parte più difficile dell’intera faccenda! Non puoi fuggire dall’inevitabile accanimento degli amici: messaggi, chiamate e continue battute quando si esce tutti insieme. Una tortura! Spesso mi sono dato latitante, ho spento anche il cellulare. Niente da fare: mi hanno inviato le email e qualche volta si sono accampati letteralmente sotto casa mia. Complimenti a questi disgraziati per la costanza!”

L:”Si affronta con il sorriso e con la speranza di diventare martello ed abbandonare il ruolo d’incudine la prossima volta! Con i miei amici abbiamo raggiunto un accordo, chiamiamolo quasi un compromesso: sfottere va bene, ci sta. Ci siamo impegnati, però, a non divenatere troppo molesti! La presa in giro è bella, divertente e strappa spesso un sorriso ma non deve in nessun modo diventare la protagonista assoluta delle uscite. Sono fortunato a conoscere persone che la pensano esattamente come me!”

“Chi potrebbe risolvere questo derby?”

F:”Mi affido ai goal di Dzeko, il capocannoniere della Serie A! Sarà essenziale sbloccare il risultato immediatamente, speriamo che il bosniaco sia ispirato stasera!”

L:”Siamo in netto vantaggio, dobbiamo fare una gara attenta e ragionata: difesa e ripartenze fulminanti con i nostri uomini più veloci. Devono venirci a prendere loro! Mi affido, quindi, alla velocità di Anderson e Keita ed alla vena realizzativa di Immobile. Loro tre saranno le chiavi del match!”

“Niente più barriere allo stadio, tutti felici?”

F:”Questa è la vittoria della Sud e della Roma! Tolte quelle ignobili barriere grazie alla battaglia portata avanti; non era semplice privarsi di una passione, di un amore così grande! Per troppo tempo abbiamo vissuto una relazione a distanza con la nostra amante preferita, la Roma. Ora siamo tutti carichi, senza scuse! Coloriamo nuovamente il settore, le grandi conquiste derivano da proteste importanti. Noi, e sottolineo noi, abbiamo dimostrato di che pasta siamo fatti!”

L:”Felice perchè è sempre bello combattere con le stesse armi, c’è più gusto! Ho notato la frecciatina di Francesco riguardo la protesta e non posso dargli completamente torto: la Nord ha deciso di rientrare prima, ognuno è padrone delle proprie azioni e noi non potevamo restare senza Lazio così a lungo. Non credo sia giusto criticare una scelta differente però abbiamo perso un’occasione per unire, una volta tanto, tutto il tifo romano sotto un unico, sano ideale. Pazienza.”

“Ultima domanda ragazzi: come finisce il derby? Chi passa il turno?”

F:”Non sono scaramantico ma nemmeno cretino! Non ti dico nulla, mi tengo tutto per me. Sarà una gara difficile da ribaltare ma sostenere nelle difficoltà la Roma mi ha sempre dato il doppio della carica! Non mi sbilancio, spero solo che il grande Ago vegli su di noi! Forza Roma!”

L:”Spero sia una partita noiosa, senza grandi emozioni. Basterebbe per passare il turno e preserverebbe le mie coronarie, il che non è male! Il risultato lo tengo per me, ho fatto un sogno e spero sia premonitore! Posso soltanto dirvi forza Lazio, siamo la prima squadra di questa città e dobbiamo onorare questo privilegio!”

Grazie Francesco, grazie Lorenzo. Il derby è pronto ad infiammare i cuori di una città intera, l’adrenalina inizia a scorrere nelle vene e l’ansia ammanta progressivamente il cielo azzurro di Roma. La gara delle gare è alle porte, vittoria o scherno. Non ci sono altre soluzioni. Buon derby a tutti!

ANDREA MARI

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