La lingua è un corpo vivo  con un’anima in continua evoluzione, che non rinuncia però al suo passato; potremmo dire anche  che rappresenta il fattore  costitutivo, distintivo e caratterizzante di un popolo.

È   la bandiera morale di un territorio, la tradizione che ha accompagnato la sua narrazione, l’elemento quasi  fondamentale di identificazione delle sue caratterisitiche  . Uno specchio antropologico della genesi, lo sviluppo e la vita di una popolazione …

Ci sono poi lingue estremamente tipiche , come quella tedesca che deriva  dalla logica dell’organizzazione, da una cultura razionale, e da una disciplina grammaticale e sintattica.

Piccolo viaggio nell’anima tedesca” di Vanna Vannuccini e Francesca Predazzi è libro che rispecchia appunto la psicologia delle persone che  sono parte integrante di un’area territoriale.

La linguistica presa in esame dal saggio con semplicità e genuinità sottolinea la relazione reciproca individuo- Paese, Paese –individuo specificando tutti i modi attraverso i quali tutte queste interazioni condizionano nel bene e nel male la vita dei popoli e degli Stati.

Il libro cerca di scardinate lo schema Germania-nazismo, che ha travolto  il significato  storico culturale della Patria tedesca, dal momento che  il territorio teutonico è stato per secoli patria di spunti, idee, movimenti e capolavori artistici, musicali  e  letterari.

Ci sono vocaboli appartenenti ad  altre lingue che  non sono traducibili fedelmente,  perché la vitalità di questa lingua è il risultato  del connubio  fra parole che  sostanziano  un concetto e valenze semantiche.

La lingua è l’anima di un popolo; analizzare ed approfondire  la lingua tedesca ci permette di uscire da quel senso di diffidenza  verso la durezza apparente di una pronuncia che invece nasconde significati profondi e che una volta  scoperti ed esplorati aprono un mondo .

I famosi ‘treni’ della lingua tedesca, a volte formati anche da tre parole trasmettono  il dono della sintesi ma al contempo  inducono  all’esplorazione e alla introspezione delle terminologie. In questo modo la diffidenza  può tramutarsi in ammirazione e il timore reverenziale per il tedesco  in un senso poetico della vita.

La lingua subisce delle modificazioni, si evolve,  ma è sempre il riflesso  di un passato incancellabile, di cui si è giustamente custodi, talvolta possessivi . Le foreste e le montagne tedesche a volte sono impervie; la lingua potrebbe essere una grande ed immensa catena montuosa difficilmente  esplorabile, ma talmente sontuosa  ed incantata che merita il rischio di avventurarcisi.

Le sottigliezze concettuali sono la benzina e la linfa vitale  del cuore germanico. Verstehen: comprendere, capire gli altri per capire se stessi, mettere il vestito di un altro , calarsi nell’altro, ecco un termine ad esempio dove c’è tutto il tedesco. Così come Schadenfreude, la negativa gioia per le disgrazie altrui…

Anche dal confronto con l’italiano nascono delle argomentazioni, dei ragionamenti e dei pensieri  che rappresentano il sinonimo di apertura culturale e di confluenza  fra due biografie di popoli complementari ed allo stesso tempo tanto differenti . Da qui si possono individuare minimi comun denominatori e elementi  di contatto ed unione .

Se tante situazioni stanno subendo  delle modificazioni  in Germania, ad un concetto i Tedeschi restano legati stabilmente : all’importanza della parola. Perché da una parola pensata o detta nasce un ragionamento, e da un ragionamento un’azione. La lingua è l’abito  di una cultura e allo stesso tempo la componente che fa della tradizione una Storia, e della storia una tradizione.

Dovremmo inorgoglirci anche e noi e preservare con tutti i mezzi  la nostra lingua sulla scorta della lezione tedesca, per tornare a quella lingua che Dante considerava cemento della Nazione Culturale.

Nel contesto europeo la modernità deve andare di pari passo con la valorizzazione della memoria, della storia e della lingua. Questo libro ci mostra quanto sia importante ripartire dalla ricchezza linguistica.

David Taglieri

 

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