Oggi è la Giornata Mondiale della Salute e il tema scelto quest’anno è la Depressione.

Disturbo diffusissimo e spesso pericoloso, di cui ancora si parla e si conosce poco.

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L’artista Ajgiel, per il progetto artistico sulla depressione 

La depressione è uno dei disturbi mentali più comuni, tanto che colpisce oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo e si stima che causi circa 850.000 morti ogni anno. In realtà, il problema principale è che più della metà di chi ne soffre non si sottopone a trattamento ed è ancora una problematica vista come un tabù, in famiglia e nella società.

Se non curata, può portare a conseguenze negative come isolamento, ritiro sociale, perdita di interessi e scopi, fino ad atti estremi come il suicidio, la seconda causa di morte nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni.

In questa giornata di sensibilizzazione l’Organizzazione Mondiale della Sanità vuole ricordare quindi che la depressione è una malattia seria ma che può essere trattata e curata attraverso cure farmacologiche e psicoterapeutiche adeguate. 

DEPRESSIONE E ARTE

“Se guarderai a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà dentro di te” diceva Nietzsche, e sempre lui pero’ ci ricordava che per fortuna “abbiamo l’arte per salvarci dalla verità”. 

Binomio conosciuto, in questa giornata di sensibilizzazione alla malattia dell’anima, scegliamo di ricordare come e quanto, questa bestia nera abbia influenzato il mondo dell’arte e gli artisti stessi. 

Selezionando per voi, una lista, magari non proprio allegra, ma importante, di film, libri, quadri e artisti, che hanno legato e aggiunto alla storia di questa malattia, un tassello.

CINEMA :

Se volete saperne di più e vedere come il grande schermo ne parla, vi consiglio di andare a ripescare queste pellicole eccellenti.

Sylvia (2003). Il film di Christine Jeff, che racconta gli ultimi cinque anni della vita di Sylvia Plath, suicida nel 1963.

A Single Man (2009). Di Tom Ford, dove un professore universitario perde il suo compagno, e si lascia trasportare nel fondo di una depressione. Da vedere anche per la straordinaria interpretazione di Julienne Moore.

Helen (2009) Di Sandra Nettelbeck, dove una brillante Ashely Judd nasconde a tutti il suo vero tormento.

Le ore (The Hours del 2002). È la storia della vita quotidiana di tre donne appartenenti a epoche diverse, ma che si intrecciano attraverso un romanzo di Virginia Woolf

Prozac Nation (2001). È un adattamento del best-seller omonimo di Elizabeth Lee Wurtzel, dove la scrittrice e giornalista statunitense narra il suo percorso attraverso la depressione maggiore

E infine il più visionario e poetico Il giardino delle vergini suicide (The Virgin Suicides) del 1999 diretto da Sofia Coppola, tratto dall’omonimo romanzo di Jeffrey Nidifuges.

 

OPERE D’ARTE:

Le immagini parlano da sé, allora non aggiungo altro.

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William Kurelek, Il Labirinto
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Edvard Munch, L’Urlo
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L’artista Sebmaestro

 

ARTISTI SUICIDI :

Ernest Hemingway, premio Nobel per la letteratura, morì suicida sparandosi in bocca con un fucile, il 2 luglio 1961.

Robin Williams, che lasciò il mondo di stucco, quando fu ritrovato impiccato nella sua casa in California.

Primo Levi che metterà fine ad un’esistenza difficile e oppressa del ricordo dei campi di concentramento nel 1987.

La bellezza e la fama di Marylin Monroe non le facilitarono nulla, si tolse la vita il 5 agosto del ’62.

Nella musica ricordiamo : Nick Drake, lo struggente cantautore folk,  Kurt Conbain e Sid Vicius .

Cesare Pavese che ingerì volontariamente una quantità eccessiva di sonniferi.

Virginia Woolf che si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume.

 

LETTERATURA:

Nemica ma allo stesso tempo musa ispiratrice spesso, questa malattia non ha lasciato tregua a certi scrittori, che alle volte se la sono cavata, altre meno, parlando di lei.

Verlaine, Rimbaud, Baudelaire e tutti gli scrittori maledetti, hanno fatto di questo calvario una vera e propria sorgente di versi e poemi.

Edgar Allan Po , il padre geniale del romanzo poliziesco e noir, si dannò fino alla fine tra depressione e alcolismo.

Leo Tolstoj, ossessionato dal successo, si rinchiuse in sé stesso, criticandosi duramente per non aver avuto, in passato, il coraggio di suicidarsi.

Kafka il genio solitario, che soffriva di attacchi d’ansia, forti emicranie, insonnia e depressione, che non lasciava neppure Fitzgerald, Tennessee Williams e Marc Twain.

 

La lista, purtroppo, non è esaustiva.

Ma ancora maggiore è il numero di persone che invece, per fortuna, ce la fanno ad uscire da questo problema.

Perché la depressione si può guarire. 

 

Di Laura Paoletti

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/07/la-malattia-dellanima-vista-attraverso-larte-per-la-giornata-mondiale-della-salute

 

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