Cosa prevede nel dettaglio il progetto Casa Italia? Si parte con 10 cantieri pilota, che costeranno al governo 25 milioni di euro, situati in 10 città disposte lungo l’arco appenninico, con i quali si sperimenterà la “messa in sicurezza” di edifici abitati in zone sismiche. L’intero programma però è più complesso e di lungo periodo.

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Come vi abbiamo raccontato ieri, il progetto, ideato dal senatore a vita e architetto, Renzo Piano è stato rilanciato dal premier Gentiloni, sabato 8 aprile, in una conferenza stampa al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci’ di Milano. Insieme a Paolo Gentiloni era presente Giovanni Aizzone, project manager di Casa Italia. Vi avevamo già annunciato che sarebbero serviti molti fondi: 3 miliardi in tutto, 1 per ogni anno, quelli stanziati dal governo per la ricostruzione; per Casa Italia “solo”, ma si fa per dire, 25 milioni. Circa 2,5 milioni per cantiere.

Il senso profondo di Casa Italia è intervenire su edifici esistenti per renderli meno vulnerabili alle scosse e assicurare così una vita migliore per chi li abita, grazie a nuove tecnologie e informazioni, oggi disponibili. E farlo focalizzandosi, nel 2017, sul luogo in cui sentirsi sicuri e protetti per antonomasia: la casa.

Museo di Leonardo Da Vinci, conferenza Stampa del Primo ministro Paolo  Gentiloni, con Renzo Piano e Giovanni Azzone
Il premier Gentiloni a Milano parla di Casa Italia. Foto: Adkronos

I dieci cantieri pilota sono stati scelti in base alla pericolosità sismica, al rischio idrogeologico e alla distribuzione sul territorio – non più di uno per regione -. I luoghi prescelti si trovano a: Catania, Feltre, Foligno, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Reggio Calabria, Sora e Sulmona.

Si spera di partire a settembre con i lavori.

Durante questa prima fase si dovrà giungere a linee guida che siano poi di riferimento per interventi da applicare in futuro all’intero territorio italiano tramite la sperimentazione di soluzioni costruttive innovative. E anche creare coinvolgimento sul tema della sicurezza, a livello locale e nazionale e consentire una “riflessione dal basso” sulle politiche adottate in passato per promuovere lo stesso tema.

Casa Italia prevede anche il coinvolgimento di molti ministeri ed enti (Istat, Ingv, Cnr tra gli altri) per individuare una mappa dei rischi su tutto il territorio e creare un data base integrato sulle caratteristiche degli edifici (età, tipologia costruttiva, stato di conservazione, qualità energetica, dimensione, tipologia e localizzazione degli edifici).

Un progetto complesso e articolato, che va dal particolare al generale, e che Renzo Piano ha sintetizzato in 5 principi base:

  1. Diagnostica
  2. Cantieristica leggera
  3. Non separare le persone dalla propria casa
  4. Educazione delle persone e degli operatori
  5. Sostenibilità economica

Che dire? Speriamo che funzioni.

Federica Macchia

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