La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per “falso” su Gianpaolo Scafarto, indagato per aver omesso informazioni importanti nelle indagini da lui dirette e per aver attribuito un’intercettazione fondamentale ad Alfredo Romeo invece che ad Italo Bocchino

Importanti novità in arrivo in grado di ribaltare le indagini che da qualche mese a questa parte riguardano Tiziano Renzi, il padre dell’ex premier italiano, indagato per “traffico di influenze”: egli avrebbe infatti fatto da tramite, fornendo informazioni privilegiate, tra Alfredo Romeo, imprenditore indagato per corruzione e la Consip, in particolare il suo dirigente Marco Gasparri, anche egli indagato per corruzione.

Il filone “Alfredo Romeo-Tiziano Renzi-Consip” costituisce una parte della coplessa indagine che la magistratura sta portando avanti riguardo ai maxi appalti della Pubblica Amministrazione.

Dalla pressoché sicurezza della Procura di Roma circa l’incontro tra Tiziano Renzi e l’imprenditore Alfredo Romeo, che proverebbe effettivamente almeno il tentativo di sfruttamento dei legami tra Tiziano Renzi e Marco Gasparri per l’aggiudicazione del maxi appalto da 2,7 miliardi di Euro, si è passati a considerare che le indagini siano state in realtà depistate.

Il capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, colui che ha portato materialmente avanti buona parte delle indagini, è stato indagato per falso dalla Procura di Roma, in quanto avrebbe trasmesso alle autorità giudiziarie elementi appositamente modificati rispetto al vero per depistare le indagini.

Nello specifico due sono i falsi attribuiti all’ufficiale del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri:

  • Gianpaolo Scafarto avrebbe, secondo il primo capo di imputazione, sostenuto la presenza di persone riconducibili ai servizi segreti durante l’attività di raccolta dei “pizzini” svolta dai Carabinieri; questo perché l’ufficiale avrebbe omesso di riferire alle autorità giudiziarie gli esiti relativi proprio alle indagini sulla partecipazione dei servizi segreti. A seguito delle indagini, infatti, fu rilevato che si trattava semplicemente di un residente della zona;
  • Gianpaolo Scafarto avrebbe attribuito la frase “…Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato…”, che proverebbe un reale incontro tra l’imprenditore in carcere per corruzione e il padre dell’ex Presidente del Consiglio, ad Alfredo Romeo invece che ad italo Bocchino, il reale interlocutore della conversazione captata con le attività di intercettazione telefonica.

Secondo la Procura della Repubblica si sarebbe trattato di un vero e proprio depistaggio, che venendo a galla farebbe cadere la prova principale dell’incontro tra Alfredo Romeo e Tiziano Renzi.

Il ritenuto responsabile del fatto del reato di falso, chiamato a deporre da parte dell’autorità giudiziaria, si è avvalso della facoltà di non rispondere, facendo sapere attraverso il suo legale che “Appena saremo in condizione di farlo chiederemo di essere sentiti per chiarire la nostra posizione […] La scelta di non rispondere alle domande dei pm rientra in una mia strategia difensiva. Ho l’esigenza di conoscere gli atti dell’indagine nella loro completezza. Appena il quadro sarà chiaro, chiederò alla Procura di convocare il mio assistito per essere interrogato”.

Può tirare un sospiro di sollievo Tiziano Renzi che insieme al più noto figlio si erano sempre, dall’inizio dichiarati fiduciosi nella magistratura. “Un altro apparente indizio se ne va”, afferma l’avvocato difensore di Tiziano Renzi, Federico Bagattini, sottolineando che “ora si aspetta solo l’archiviazione”.

Le nuove indagini sottolineano sempre più come fin dall’inizio le attività investigative siano state condotte in modo non corretto e siano state influenzate indebitamente: infatti, già precedentemente le attività investigative erano state affidate al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, dopo che dal Noe erano fugate notizie che sarebbero dovute essere riservate.

Il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli non ci sta ad essere messo da parte, nemmeno dopo l’incriminazione del Capitano Giampaolo Scafarto: il Noe continuerà, infatti, le attività di indagine parallelamente ai carabinieri di Roma, come lo stesso fa sapere, incrementando così lo scontro tra la procura di Roma e quella di Napoli già in atto fin dalla revoca delle indagini a quest’ultima.

Sull’intera vicenda prende la parola il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che afferma: “La vicenda Consip e le sue irregolarità sono emerse anche grazie all’attenzione della magistratura e la fiducia nella giustizia non va messa in discussione. È una vicenda nella quale non posso, e né voglio entrare, se non per dire che è una vicenda, per il profilo che emerso, inquietante”.

Lo stesso Matteo Renzi, a seguito delle novità intervenute nelle indagini e fedele alla linea fin da subito perseguita sostiene: “È molto strano quello sta avvenendo ma ho totale fiducia nella magistratura. Non abbiamo nulla da nascondere. Sarebbe facile per me venire qui oggi e dire, essendo in corso un’indagine per falso, ‘avete visto…’, niente di tutto questo, chiedo come cittadino che tutti abbiano totale fiducia nella magistratura e lo dico oggi che è più facile di due mesi fa perché credo che la verità viene sempre a galla”.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/11/indagato-per-falso-il-capitano-del-noe-gianpaolo-scafarto-alfredo-romeo-e-tiziano-renzi-potrebbero-non-essersi-mai-visti/

 

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