Dodici persone tra dirigenti e dipendenti del Cas, il Consorzio per le Autostrade Siciliane, sono state raggiunte da un provvedimento di misura cautelare riguardante finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche.

Il personale della Direzione investigativa antimafia di Messina e del Centro operativo Dia di Catania prevedono nei loro confronti la sospensione dalla professione. Inoltre, nell’inchiesta sono complessivamente più di 57 le persone indagate.

C’è anche un sindaco di un Comune della fascia tirrenica del Messinese tra i coinvolti. Il provvedimento riguarda la professione e non il suo ruolo di amministratore pubblico, estraneo all’inchiesta. Secondo l’accusa, molti progetti per cui sarebbero stati incassati dei soldi non sarebbero stati conclusi o, addirittura, neppure esistiti. Il danno per il consorzio in due anni è stato stimato in oltre un milione di euro, e la Dia sta eseguendo, oltre a perquisizioni domiciliari e negli uffici, anche un sequestro beni equivalente per lo stesso importo. I reati ipotizzati dal Gip, che ha emesso l’ordinanza su richiesta della Procura, sono, a vario titolo, falso, abuso d’ufficio e truffa.

Dichiara il capo Centro DIA Sicilia Orientale, Renato Panvino: “È un’operazione molto articolata e complessa di quasi 2 anni di intenso lavoro. L’operazione è ancora in corso in diverse città siciliane”. E aggiunge: “È una costola di una precedente indagine nei confronti di imprenditori e funzionari del Consorzio per le autostrade siciliane, condotta nel 2015, che riguardava l’affidamento di appalti ad imprese compiacenti con modalità di corruzione”.

Ben 70 sono invece i decreti di pagamento indagati dalla Dia di Messina sul Cas e riferiti a 60 opere da realizzare sulle autostrade siciliane. Di questi decreti tutti erano viziati di forma e alcuni erano completamente inesistenti perché mancavano i progetti. Per il Gip “si tratta di fatti sconcertanti”. Al centro delle indagini della Dia di Catania, ci sarebbe la percentuale di circa il 2% che spetta per legge a chi segue appalti pubblici, pagata alla fine dei lavori.

Il presidente del Cas, Rosario Faraci, in una nota si dice “profondamente rammaricato per gli sviluppi della vicenda giudiziaria e manifesta, anche a nome della amministrazione e della direzione Generale, la totale fiducia nell’operato della Magistratura. Il Cas procederà – aggiunge – secondo legge, ad adottare ogni conseguente provvedimento nei confronti dei dipendenti in servizio destinatari delle misure interdittive disposte dal magistrato”.

 

Patrizia Cicconi

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/12/autostrade-sicilia-sospesi-per-truffa-12-dirigenti-e-dipendenti/

 

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