La notizia del giorno nei rapporti tra Usa e Cina è la telefonata, storica, avvenuta tra il presidente cinese Xi Jinping e quello americano Donald Trump. Hanno discusso delle questioni legate alla Siria, auspicando di trovare “una sola voce” in seno all’ONU, e dell’immancabile minaccia bellica rappresentata dalla Corea del Nord. Minaccia che Trump sembra voler far esplodere e Xi spegnere.

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Li avevamo lasciati a sorseggiare un tè con le first lady nel resort Mar-a-Lago, in Florida, nel loro altrettanto storico primo incontro dal vivo. E poi a parlare di “affari” e politica internazionale nelle loro riunioni. Succedeva il 6 e il 7 aprile. E oggi la conversazione al telefono per tornare a parlare di Siria e, soprattutto, di Corea del Nord.

Il “problema Pyongyang” ha subito, negli ultimi giorni, un’escalation verso il temuto “scontro finale”: da una parte Kim Jong Un che minaccia di un imminente sesto test nucleare, dall’altra un Trump che annuncia l’invio di una “armada”, la flotta navale Carrier Strike Group 1, verso la penisola coreana e chiede, in un tweet a Pechino, di fare di più per risolvere la questione.

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La risposta del presidente Xi ribadisce la “necessità di una soluzione attraverso mezzi pacifici”; per lui l’obiettivo resta quello di denuclearizzare la Corea del Nord per mantenere pace e stabilità ed evitare la guerra sulla soglia di casa. Dunque Xi getta acqua sul fuoco per fermare l’ira di Trump, mentre invia un monito a Kim Jong Un: il nuovo test nucleare sarebbe «uno schiaffo in faccia al governo statunitense», aumenterà il conflitto tra i due Paesi, e Pechino «presumibilmente reagirà con forza alle nuove azioni nucleari di Pyongyang».

Sulla Siria, le due potenze sembrano aver trovato invece una posizione comune: durante il colloquio telefonico il presidente cinese ha definito “inaccettabile” l’uso delle armi chimiche in Siria e, sulla questione, auspica che ci sia una sola voce in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, come riferito dall’agenzia Nuova Cina.

La posizione di Donal Trump è, al solito, meno diplomatica e più “colorita”: proprio in queste ore, mentre a Mosca è in corso l’incontro tra il segretario di Stato Usa Rex Tillerson e il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, in un’intervista a Fox ha definito Assad “un animale” e attaccato Putin perché sta dando il suo sostegno ad “una persona diabolica”.

Speriamo davvero che la diplomazia di Xi riesca a spegnere i suoi bollenti spiriti.

Federica Macchia

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