Dopo le critiche di molti artisti, tra i quali Fedez e molti enti nati per svolgere la stessa attività esercitata da anni in regime di monopolio dalla Siae, l’autorità per la concorrenza ha aperto un’istruttoria al fine di far chiarezza sui presunti illeciti, denunciati da più voci del settore, posti in essere dalla Società Italiana degli Autori ed Editori

È da tempo che si vocifera su condotte a dir poco discutibili della Siae, la “Società Italiana degli Autori e degli Editori”, l’ente pubblico economico che in Italia si occupa della tutela del diritto d’autore, della gestione dei pagamenti, contributi e tasse degli affiliati. È già da qualche anno, infatti, che numerosi artisti e scrittori hanno deciso di boicottare la Siae abbandonandola o iscrivendosi ad altri enti nati successivamente e che svolgono sul territorio la stessa attività.

Proprio da qui bisogna partire per poter comprendere al meglio il motivo per cui l’Autorità Antitrust ha aperto un procedimento a carico dell’ente per verificare eventuali condotte anticoncorrenziali, segnalate nel tempo da numerosi operatori del settore. Giovani Pitruzzella, Presidente dell’Antitrust ha infatti fatto sapere con una nota che “è stato avviato a seguito delle segnalazioni di alcune imprese che offrono in Italia servizi innovativi alternativi a quelli del monopolista nazionale, al fine di verificare se le condotte di Siae abbiano l’effetto di escludere ogni concorrenza dai mercati oggetto di indagine, ostacolando le attività degli operatori nuovi entranti e riducendo così anche la libertà degli stessi autori ed editori di scegliere a quale collecting associarsi o richiedere servizi, anche solo di carattere ‘accessorio’ a quelli di intermediazione del copyright”.

Nelle indagini dell’Authority rientra anche Assomusica, l’associazione che si occupa dell’organizzazione di concerti e musica dal vivo, che si pensa abbia concluso con la Siae un’intesa restrittiva della concorrenza, al fine di scoraggiare l’entrata nel mercato di altri operatori.

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Tra coloro che hanno recentemente lasciato la Siae c’è Fedez: il rapper ha firmato un contratto con il quale cede la gestione dei ropri diritti d’autore proprio a Soundreef – Immagine dal Web –

Gli illeciti su cui l’Antitrust ha deciso di far luce sono quindi due:

  • L’abuso di posizione dominante reiterata dalla Siae: trattasi di un illecito previso dall’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea che dispone come sia “incompatibile con il mercato interno e vietato, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio tra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato interno o su una parte sostanziale di questo”. Il legislatore europeo, in un’ottica concorrenziale, non vieta tout court la posizione dominante, che è lecita in quanto fisiologicamente necessitata quando un’impresa è naturalmente più grande delle altre oltre che più attiva, efficace ed efficiente ma, invece, vieta l’abuso di tale posizione. L’abuso di posizione dominante è rinvenibile in alcuni atteggiamenti sintomatici delineati dallo stesso legislatore tutti caratterizzati da un’eccessiva imposizione di oneri da parte dell’azienda dominante alle altre imprese presenti in regime di concorrenza.
  • Le intese restrittive, forse concluse tra la Siae e Assomusica: come per l’abuso di posizione dominante, anche le intese restrittive sono vietate dall’art.101 del TFUE in quanto lesive del regime concorrenziale sotteso agli scopi e funzioni dell’Unione Europea. In concreto sono incompatibili con il mercato interno tutti gli accordi tra imprese finalizzati a restringere o addirittura eliminare il gioco concorrenziale tra imprese. Nello specifico, la Siae e Assomusica si sarebbero accordate affinché la seconda consigliasse alle imprese e ai soggetti fisici che ad essa si rivolgono, di far riferimento esclusivo solo alla Siae per l’attività di mediazione e di gestione dei diritti d’autore, garantendo ad Assomusica sconti sulla commissione da versare alla Siae.

Secondo i soggetti danneggiati, tra i quali Soundreef e Innovaetica, recentemente entrati nel mercato della gestione del diritto d’autore, precedentemente monopolio della Siae (come dalla legge 633/1941), i comportamenti sono tesi a disincentivare gli associati a lasciarla e a delegare la propria tutela a nuove realtà, le quali hanno ormai aperto al regime (parzialmente) concorrenziale il settore della gestione dei diritti d’autore.

Davide D’Atri, amministratore delegato di Soundreef sostiene positivamente l’attività ispettiva intrapresa dall’Antitrust per mezzo della Guardia di Finanza: “Quello dell’Antitrust è un atto importante che mira a ripristinare la legalità in questo settore nel nostro Paese. L’Autorithy riconosce una liberalizzazione che è nei fatti del mercato e che la politica continua a negare con provvedimenti confusi. La Siae agisce sempre più in maniera nervosa e scorretta nei confronti di Soundreef, degli utilizzatori e degli ottomila autori che l’hanno lasciata negli ultimi 18 mesi. Ci spiace constatare che la nuova legge italiana di recepimento della direttiva Barnier è assolutamente insufficiente e lacunosa e crediamo che ci sarà anche l’intervento dell’Unione Europea dopo quello dell’Antitrust. In questa fase di transizione chiediamo a tutti gli utilizzatori di usare il buon senso e rispettare i diritti degli autori che sono usciti da Siae”.

D’Atri fa riferimento alla recente legge di recepimento della direttiva Barnier dell’Unione Europea (che afferma come i creativi possano affidare la tutela dei propri diritti alla società che preferiscono nell’ambito dell’Ue, al fine di rafforzare la libertà di mercato e il regime di concorrenza). La legge di recepimento ha invece mantenuto il monopolio della Siae, imponendo però alla stessa comportamenti tesi alla trasparenza e al coinvolgimento diretto degli interessati, con l’esito che l’Italia è l’unico membro Ue, insieme alla Repubblica Ceca, dove la gestione dei diritti d’autore è affidata ad un regime di monopolio.

Contro il monopolio in tema di gestione dei diritti d’autore anche il Movimento Cinque Stelle che da tempo sostiene la necessità di abolire tale regime, tanto da aver presentato in Parlamento un’apposita proposta di legge: “Il monopolio della Siae deve essere abolito, così come previsto da una nostra proposta di legge già depositata alla Camera, a prescindere da quale sarà l’esito dell’istruttoria aperta dall’Antitrust nei confronti della Siae per abuso di posizione dominante”, afferma Sergio Battelli, deputato pentastellato che per primo ha firmato il disegno di legge “Stop Siae”.

Risponde alle accuse la stessa Siae, che in una nota del direttore Gaetano Blandini afferma: “La Siae è trasparente e tranquilla, come sempre collaborativa con le istituzioni. Finalmente si farà chiarezza”.

 

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/13/ispezioni-alla-siae-lantistrust-indaga-per-abuso-di-posizione-dominante-e-intese-restrittive-della-concorrenza/

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