A Tarsia, nel cosentino, l’amministrazione comunale ha dato il via ai lavori per realizzare un progetto, finanziato dalla Regione Calabria, che prevede la costruzione di un cimitero che dia dignità post-mortem ai migranti che ogni anno perdono la vita per giungere sulle coste italiane

Migliaia sono i migranti disperati che ogni anno partono dai loro paesi, lasciando la fame, la guerra ma anche gli affetti, per raggiungere le coste italiane in cerca di riscatto. Moltissimi sono quelli che vedono i loro sogni sprofondare negli abissi e che noi non possiamo fare altro che recuperare e seppellire. Sulle coste siciliane e calabresi tanti cimiteri sono ormai popolati dalle salme di etiopi, siriani, nigeriani ai quali è assegnato solo un numero, non conoscendone le generalità. Diventano dei numeri i profughi che scappano dalla miseria dei paesi africani e arabi, non trovando dignità neanche dopo la morte.

Per ricordare le migliaia di uomini, donne e bambini che tutti i giorni perdono la vita in mare per raggiungere l’Italia, e poi i Nord Europa, a Tarsia, un pesino della Calabria poco lontano da Cosenza, l’amministrazione comunale ha deciso di erigere un cimitero monumentale, dandovi degna sepoltura.

Si tratta del più grande Cimitero Internazionale dei Migranti, il cui progetto è stato terminato dai tecnici e presentato al Sindaco Roberto Ameruso, fortemente voluto dal movimento “Diritti Civili” il cui presidente, Franco Corbelli, ha donato il terreno per realizzare il progetto. È lo stesso Sindaco che, da subito, ha sostenuto la causa chiedendo i fondi necessari per l’esecuzione alla Regione Calabria a commentare il progetto: “Finalmente possiamo partire con i lavori per il cimitero internazionale dei migranti. Sarà eliminata per sempre la disumanità di quei poveri corpi, senza volto e senza nome, sepolti con un semplice numerino in tanti piccoli sperduti cimiteri calabresi e siciliani che di fatto ne cancellano ogni identità, ogni ricordo e ogni possibile riferimento per i loro familiari […] Tarsia vuole continuare la sua tradizione di accoglienza. Con questa opera universale vogliamo mandare al mondo minacciato da uno spietato a crudele terrorismo e dalla criminalizzazione degli immigrati un messaggio di pace e di speranza”.

Il cimitero verrà intitolato ad Aylan Kurdi, il bambino siriano che fu trovato morto sulle spiagge della Turchia e di cui la straziante immagine, scattata dalla fotografa Nilüfer Demir, fece il giro del mondo.

Il cimitero di Tarsia non è l’unico dedicato all’accoglienza delle salme dei migranti morti: ad Arno, frazione di Reggio Calabria, esiste già da tempo il “cimitero dei migranti”, gestito dal parroco africano don Alain Alen. Questo fa parte del programma di assistenza dei migranti, come spiega suor Lina Guzzo, che ha partecipato alla creazione: “L’obbiettivo è di dare dignità a quelle persone. Se non l’hanno avuta da vivi, vogliamo fare in modo che ce l’abbiano da morti. Quei monticelli di terra, rappresentano storie, tutte diverse. Vogliamo dare dignità a quelle persone e abbiamo cominciato a farlo a partire da un fior, che abbiamo voluto portare a ciascuno di loro”.

Il cimitero di Tarsia, però, sarò un’opera monumentale, volta alla celebrazione della memoria dei migranti, formata da piazze a questi intestate, dove vi sarà anche uno spazio dedicato alla proiezione continua delle immagini degli sbarchi e dei naufragi, in un’ottica di sensibilizzazione. Il progetto è stato chiaramente illustrato dal Sindaco Roberto Ameruso: “Sarà un enorme parco della pace, che si estenderà su una superficie di 30mila metri quadri, con grandi piazze (su tutte la Piazza del Ricordo), il Viale degli ulivi e il Percorso degli sguardi, con due fontane a forma di occhio che ti guardano a simboleggiare la tragedia di chi arriva sulle nostre coste e nel suo sguardo racchiude il suo dramma, la sua sofferenza, la sua speranza. Ci sarà un enorme schermo che proietterà ininterrottamente, in silenzio, senza audio, le immagini delle operazioni e delle tragedie in mare. Ci sarà un edificio-archivio con il nome di tutte le vittime. Il Cimitero dei Migranti, che sarà realizzato in un tutt’uno con il nuovo cimitero comunale, quale esempio di integrazione anche dopo la morte, sarà intitolato al piccolo siriano Aylan Kurdi, il bambino trovato privo di vita su una spiaggia della Turchia, diventato il simbolo del dramma dell’immigrazione. Sarà un’opera imponente e monumentale, che sarà realizzata in un luogo di grande valore simbolico, su una collina, tra ulivi e cipressi, proprio di fronte al vecchio cimitero comunale ebraico e al Lago di Tarsia”.

Il cimitero dovrebbe essere pronto per luglio di quest’anno quando, finalmente, i freddi corpi di uomini e donne come tutti noi in fuga dalla guerra e della fame, troveranno pace e degna sepoltura.

 Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/18/vicino-a-cosenza-il-primo-cimitero-internazionale-dei-migranti/

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