Un contrabbasso posto in orizzontale sul palco e, affianco, due casse che svettano in verticale. Questa è la scena che accoglie il pubblico quando inizia a prendere posto nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un potente simbolo, i due alterego di Ferruccio Spinetti e di Petra Magoni: note profonde di uno strumento e voce potente di donna, che si diffonderanno di lì a poco all’interno della sala.
Ad aprire il concerto è Luigi Salerno, “gruppo spalla” del duo Musica Nuda, come si presenta lui al pubblico curioso di ascoltarlo. Cantautore genuino e talentuoso, co-autore del brano Ti darò presente nel nuovo disco Leggera del duo e che canterà insieme a loro durante il concerto.

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Quasi di soppiatto, finite le belle note delle canzoni di Luigi Salerno, nella penombra della scena, entrano Petra e Ferruccio, che aprono le danze con Tu sei tutto per me, omaggio a Fausto Mesolella, recentemente scomparso. L’atmosfera si fa subito familiare, sembra di essere a casa di amici per una serata informale, a raccontarsi episodi di vita, manca solo del buon vino. Quella semplice e magica complicità tra Petra e Ferruccio stemperano la formalità pomposa di trovarsi seduti su poltrone di velluto rosso, davanti ad un palco posto più in alto; questo non sminuisce l’eccezionalità di un’esibizione di pura musica da maestri. Le note blues e jazz amplificano lo spazio della sala e ci portano in un viaggio memorabile, che si dipana tra strade turbolente, fatte di curve e note basse, profonde e veloci, per poi rallentare in percorsi in cui rilassarsi, ma non troppo. L’attenzione e la meraviglia sono stuzzicati continuamente dal virtuosismo vocale e dal carattere istrionico di Petra e dall’eleganza e forza delle note di Ferruccio. Dopo il passionale tango di Condizione imprescindibile, entra nel gioco di alchimie del duo anche il pubblico, chiamato ad intonare il ritornello di Feltrinelli: così entriamo a divertirci anche noi tra gli scaffali di una libreria che prende vita.

Cuore del concerto sono i pezzi rock Amazing Grace, Nature Boy e Paint it Black, cantati e suonati magistralmente dal duo Musica Nuda. A creare un’atmosfera da fiaba gotica ci pensano note basse di contrabbasso, gocce d’acqua di un torrente in lontananza; la voce di Petra che sembra riprodurre suoni di un sottobosco fatato; infine, le luci smerigliate sullo sfondo nero, a riprodurre la luce della luna che si fa spazio tra le fronde di alberi boschivi. Sembrano consumarsi tutte le fiabe di una vita in questo momento del concerto; non perdendo però la sua cifra giocosa, che si apre spontanea nei pezzi da cabaret comico con cui giocano Petra e Ferruccio, per le canzoni Bellezze in bicicletta e Il Cammello e il Dromedario del Quartetto Cetra. Quest’ultima canzone, in particolare, segna quasi la cifra esistenziale di Musica Nuda, dicendoci metaforicamente: non ci vendiamo al migliore offerente, rimaniamo quelli che siamo, cioè talentuosi, creativi e genuini. Perché è questo che rappresentano Petra Magoni e Ferruccio Spinetti: una dimensione musicale sincera, scevra di quel fumo mediatico che non promette sostanza; la loro musica e la loro presenza è fatta di umanità, che significa relazione, che significa talento, con pochi fronzoli e tanta, tanta, ottima musica.
Tra questi due pezzi musicali, vediamo Ferruccio suonare la chitarra per Come si canta una domanda, scritta per loro da Beppe Servillo e cantata in maniera disinvolta, seduti entrambi sulla stessa sedia, ad interrogare il pubblico con la canzone che apre il loro ultimo disco.
Il concerto finisce in maniera “leggera”, che non vuol dire superficialità, come ci insegna Italo Calvino. Il duo plana dolcemente verso la fine della serata con Leggera, brano-anima dell’ultimo disco, e poi con Prendila così che diventa un Guarda che Luna, seguendo i suggerimenti e i desideri del pubblico. Si chiude così un concerto, che si è fatto evento e presenza leggera, che ci lascia con la piacevole sensazione che un’altra musica è possibile.

Infine, ecco l’intervista a Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, che ci parlano personalmente di questo nuovo Disco.

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Ciao Petra e Ferruccio. È per me un onore potervi intervistare.
Volevo iniziare col chiedervi cos’è che differenzia questo nuovo album, “Leggera”, dagli altri di Musica Nuda, oltre al fatto che è il primo con canzoni solo in italiano.

FERRUCCIO: credo che ogni disco abbia una propria vita ed è la naturale continuazione di una maturazione artistica. La nostra avventura musicale è iniziata 14 anni fa e credo che con questo disco abbiamo messo al centro le canzoni, anche se tutte inedite, mettendoci noi al servizio delle stesse canzoni. Pochi virtuosismi, molta sostanza.

PETRA: È un disco più omogeneo e maturo rispetto ad altri che abbiamo fatto. Diciamo che è la maturazione di “Complici”, il nostro primo disco di inediti. Siamo musicalmente onnivori e questo si riflette nei nostri dischi e nei nostri concerti. Potersi permettere di accostare Beatles e Monteverdi, Chico Buarque e i Pink Floyd, Paolo Conte a Rino Gaetano è una delle grandi libertà che ci consente il nostro essere un duo e di avere un nostro personalissimo suono, e una delle caratteristiche di Musica Nuda che più ci ha entusiasmato è proprio questo poter attingere ad ogni repertorio senza per questo perdere la nostra identità. L’entusiasmo degli inizi si è sempre più trasformato in consapevolezza dei nostri mezzi, abbiamo messo a fuoco le nostre potenzialità ed il significato che vogliamo che abbia la nostra musica. Dare ad un album una connotazione specifica ed un’unità è quello che ci prefiggiamo sempre di più.

“Leggera”, un aggettivo al femminile, come femminile è la voce di Petra, anima delle vostre canzoni, il cui corpo prende forma con le note di Ferruccio. Dai testi emerge la sensazione che leggerezza significhi lasciar andare e lasciarsi andare, “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” come ci ha insegnato Calvino. In questa realtà di oggi, cosa può donarci leggerezza? O, sempre citando Calvino, la cui espressione sembra chiosare il vostro album, c’è qualcosa che “inferno non è”?

FERRUCCIO: per me la leggerezza non si trova in giro, ma si deve ricercare prima dentro di noi. Solo in questo modo si riesce poi a vivere in modo più sereno ed anche i problemi più grandi diventano piccoli, gli accordi più difficili diventano magicamente più facili.

PETRA: “ma poi l’inferno cos’è? a parte il caldo che fa non è poi diverso da qui….” per citare Lucio Dalla. In questa fase siamo in pace con noi stessi. Non rincorriamo un successo superficiale che non ci interessa ma amiamo molto questa dimensione così vera, fatta di concerti in tutto il mondo e sold out in teatri bellissimi, ma anche di una vita privata veramente tale. Leggerezza è anche non dare ascolto alle SIRENE che ti chiamano verso percorsi già tracciati ma seguire il proprio istinto e la propria stella polare per trovare la propria rotta.

Petra e Ferruccio, compagni in questa leggera battaglia musicale in armatura, come ci illustra la copertina dell’album, avete creato un duo che si è rivelato la formula perfetta. Cosa potete dirci del vostro lavoro e della vostra collaborazione, alla luce di questo ultimo album?

FERRUCCIO: Equilibrio. Abbiamo trovato un equilibrio come una vera coppia nella vita, anche se lo siamo solo artisticamente. Non deve mai mancare poi la curiosità e crediamo che bisogna fare i dischi solo se si ha qualcosa da dire e non perché questo o quel discografico ha deciso che è arrivato il momento. Noi in questo senso siamo stati sempre liberi, ed anche i discografici che abbiamo incontrato nella nostra strada ( Storie di Note, Radiofandango, Bonsai France, Emi Blue Note, Warner, Edel) ci hanno sempre lasciato ampi margini d’azione.

PETRA: La leggerezza, la verità, la sensibilità vanno anche protette in quanto fragili. Le nostre armi sono le nostre idee che portiamo avanti in modo molto semplice: con delle canzoni. Il feeling musicale con Ferruccio è stato immediato e devo dire che forse è proprio mentre suoniamo che comunichiamo di più! Oggi come oggi poi il pubblico non si stupisce più per effetti speciali e scenografie ma resta colpito dalla forza di due persone con qualcosa da dire.

“Canzone senza pretese”, inedito di Lelio Luttazzi e Alberto Zeppieri, ci propone la voce di una promessa del canto italiano. Petra, come è stato duettare con tua figlia Frida per “Leggera”?

PETRA: È stato senz’altro un grande piacere. Frida è abituata ormai da anni ad improvvisare con voce e pianoforte in jam sassions con amici o a salire sul palco con me. Frequenta le medie musicali ed ha una facilità incredibile nel mondo dei suoni. Oltre ad avere l’orecchio assoluto sa già cosa significhi registrare, sovraincidere, fare un arrangiamento, stare su un palco ecc ecc….ed è stata a decine di concerti di classica, jazz, pop, rock……tutte cose che ne io ne suo padre avevamo mai sperimentato, a 12 anni! Nel caso specifico di Canzone senza pretese avevamo già registrato una versione io e Ferruccio nel teatro di San Casciano, ma dopo qualche mese in studio le ho detto: “Vai, c’è il microfono acceso, inventati una seconda voce”….quello che c’è su disco è esattamente quello che ha cantato, senza alcuna modifica né di intonazione né di ritmo. Credo di averle insegnato tano ma anche di avere imparato tanto, garzie a lei, in questi anni.

Vari sono gli artisti che hanno collaborato alla creazione dell’album: Peppe Servillo, Alessio Bonomo, Frankie hi-nrg e poi ancora Kaballà e Tony canto, Luigi Salerno, Bruno Lauzi e, non ultimo, Fausto Mesolella, recentemente scomparso. Volete ricordarlo qui, per noi, magari con un aneddoto?

FERRUCCIO: Fausto ha condiviso con me 27 anni di musica e di vita con gli Avion Travel. Potrei scriverti un libro, ma mi piace ricordare che 4 brani di questo cd Leggera sono stati registrati proprio nel suo studio a Caserta, oltre ad averlo ospite sia come chitarrista che come compositore in questo cd. Infine il 16 marzo 2017 al Politeama di Napoli è salito per l’ultima volta su un palco proprio con noi. In quell’occasione suonammo Vuelvo al sur in trio con Petra e O sole mio in duo solo chitarra e contrabbasso. Il 7 aprile è uscito poi con la Warner il nuovo cd del Nada trio “La posa” trio formato, guarda caso, da me, Fausto e Nada Malanima.

PETRA: Il giorno in cui ho conosciuto Ferruccio (10 gennaio 2003) c’era anche Fausto su quel palco. Fausto era una figura un po’ fraterna, un po’ paterna… sicuramente un maestro. Abbiamo condiviso tanti momenti, mi ricordo in particolare un concerto ad Arezzo Wave a Lecce credo 2011 in cui il suo set da solo stava durando un po’ troppo per cui Ferruccio mi fa “Io entro” e dopo poco mi sono detta “Entro anche io!” ed abbiamo improvvisato un pezzo. Quando si ha la capacità di ascoltarsi (come abbiamo io e Ferruccio e come aveva Fausto) queste cose sono possibili. (Ecco il link: Fausto Mesolella “Sonatina improvvisata di inizio estate” ferruccio entra a 2.10 e Petra a 5.20.)

Infine, delle dodici canzoni di questo album, nei cui testi per la maggior parte in seconda persona emerge un tu inafferrabile e presente allo stesso tempo, leggero e concreto; qual è la canzone che vi appartiene di più, personalmente?

FERRUCCIO: Difficile. Amiamo tutte le canzoni che inseriamo nei nostri dischi. Forse, anche perché firmo la musica, sono molto affezionato a Come si canta una domanda, col testo di Beppe Servillo, che a Tu sei tutto per me, il brano di Fausto Mesolella col testo di Alessio Bonomo. Mai come in questo momento difficile, la famiglia Avion Travel, di cui fa parte oramai anche Petra, è unita.

PETRA: È come chiedere a quale figlio vuoi piu’ bene: li ami proprio perchè sono diversi e ciascuno ti dà qualcosa. È senz’altro un disco che guarda al futuro (Ti darò, Ti ruberò… ma anche “e se la vita ci allontanera’”) perché il futuro è più “Leggero” del passato ed è là, con le tante idee che abbiamo in mente, che vogliamo andare.

SCALETTA CONCERTO:
– Tu sei tutto per me
– Sirene
– Condizione imprescindibile
– Ain’t no sunshine
– Lei colorerà
– Feltrinelli
– Tutto nero
– Amazing Grace
– Nature Boy
– Paint it Black
– Ti ruberò
– Ti darò
– Zitto Zitto
– Biciclette
– Come si canta una domanda
– Black Bird
– Il Cammello e il dromedario
Bis:
– Leggera
– Prendila così
– Guarda che luna

TRACKLIST
01 Come si canta una domanda (Servillo-Spinetti). Chitarra, F. Spinetti
02 Condizione imprescindibile (Kaballa-Canto)
03 Dimane (Spinetti)
04 Leggera (Kaballa – Canto). Chitarra, Tony Canto
05 Lunedì (Spinetti – Di Gesu)
06 Feltrinelli (Cusumano). Ospite F. Mesolella al Dobro
07 Canzone senza pretese (Luttazzi-Zeppieri). Ospite Frida Bollani Magoni
08 Ti darò (Salerno). Ospite Luigi Salerno
09 Zitto zitto (Kaballa-Parigi)
10 Luce (Salerno-Spinetti). Chitarra F. Spinetti
11 Tu sei tutto per me (Mesolella-Bonomo). Ospite F. Mesolella alla chitarra
12 Ti ruberò (Lauzi)

“LEGGERA” TOUR
03/03 Botticino (Bs) – Teatro Centrolucia
04/03 Mira (Ve) – Teatro Villa dei Leoni
05/03 Torino – Cap10100
09/04 Fontaine (Francia) – La Source Fontaine
10/03 Rimini – Teatro degli Atti
11/03 Milano – Blue Note (Doppio spettacolo ore 21,00 e 23,30)
16/03 Napoli – Teatro Politeama
21/03 Cusset (Francia) – Theatre de Cusset
29/03 Parma – Wopa Temporary
07/04 Poggibonsi (Si) – Teatro Politeama
08/04 Vittoria (Rg) – Teatro Vittoria Colonna
12/04 Matera – Auditorium Gervasio (repertorio musica classica dall’album Quam Dilecta)
18/04 Roma – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi
22/04 Fano (PU) – Teatro della Fortuna
27/04 Denver (Colorado, Usa) – Newman Center For The Perfoming Arts
28/04 Detroit (Michigan, Usa) – Detroit Institute Of Arts
29/04 Ann Arbor (Michigan) – Kerrytown Concert House
30/04 Toledo (Ohio, Usa) – Toledo Museum Of Art

Sito www.musicanuda.com
Facebook www.facebook.com/MusicaNuda
iTunes https://itunes.apple.com/it/artist/musica-nuda/id421645288

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