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Autore: Carlo Screti

Per la scienza il cellulare è già classificato come possibile cancerogeno dal 2011

 

L’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Bologna, che da tempo studia gli effetti delle emissioni dei telefonini sulle cellule umane, commentando la sentenza di Ivrea in cui i giudici hanno considerato valido il nesso tra cellulare e tumore afferma che  sono molti gli studi in merito al rischio per dire che ormai risulta dannoso.

L’agenzia dell’Oms, la Iarc, già nel 2011 considera tale rischio nella fascia 2B. Si tratta di una dichiarazione di possibile rischio e  questo dovrebbe già farne evitare l’abuso. A giudicare dai numeri epidemiologici  tutto lo rende vero.

E’ aumentato infatti la percentuale di diagnosi di tumori cerebrali, Neuronimi ,  Meningiomi e anche di Gliomi .Anche un ampio studio in Svezia del 2013 ha indotto i ricercatori a richiedere di classificare il cellulare come un cancerogeno certo.

Anche una recente  ricerca sugli smartphone di nuova generazione ha messo in evidenza che  pur avendo emissioni minori, hanno un impatto biologico 4 volte maggiore, perché trasmettono contemporaneamente su più frequenze, per inviare dati, immagini.

Il Cnr  e l’Università La Sapienza di Roma  stanno conducendo studi specifici per dimostrare  come i campi magnetici influenzino la cinetica enzimatica. E’ noto  che c’è una modifica nel funzionamento della cellula  e questo dovrebbe indurre  intanto a una maggiore precauzione d’uso.

L’Organizzazione mondiale della sanità, precisando che gli studi finora hanno indagato gli effetti dei campi a radiofrequenza su attività elettrica del cervello, funzione cognitiva, sonno, battito cardiaco, pressione e tumori ma al momento non sono stati provati effetti avversi” provocati dall’impiego del cellulare.

Mentre la sentenza di Ivrea,  ha riconosciuto un nesso causale tra l’uso prolungato del cellulare e il tumore al cervello, l’OMS  ricorda che il gruppo di esperti dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato nel 2011 i campi elettromagnetici a radiofrequenza quali “possibili cancerogeni” per l’uomo (gruppo 2B).

L’Oms  sottolinea l’aumento in questi anni dell’uso del telefonino, anche da parte di gruppi vulnerabili come ad esempio i giovanissimi  ed  evidenzia inoltre l’importanza di ulteriori ricerche sugli effetti dell’uso del cellulare per periodi maggiori ai 15 anni e il rischio di tumori al cervello, precisando che sono in corso indagini su bambini e adolescenti.

Al momento nessuno studio suggerisce una evidenza consistente di eventi avversi per la salute dall’esposizione” alle onde dei telefonini, così è anche per gli studi sugli animali .

Insomma aspettare risposte certe significa  vedere aumentare le diagnosi di tumori cerebrali. Allora ,poiché il telefono è un mezzo di emergenza ,usiamolo poco ,evitiamo lunghe conversazioni , usiamo gli auricolari e facciamo più SMS. I bambini possono aspettare gli studi sulle radiofrequenze.

 

Fonte: CNR, OMS- Sentenza Ivrea

 

 

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