Emozioni, emozioni forti, emozioni incantate, emozioni sconcertate. Ragione o sentimento?

Palpitazioni, sudorazione, batticuore, vista offuscata, brividi, pelle d’oca, assenza. Tutto questo, e non solo, è emozione.

Mettetevi comodi ed immaginate una fisarmonica di sottofondo:  intona un esotico valzer tutto français, ci catapulta in un danzante mondo di sogno, un mondo addobbato a mo’ di fiaba: nastri sgargianti colorano l’ atmosfera, luci calde accompagnano la sera che si appresta ad arrivare, brezza mite avvolge i corpi, giostre stregate animano la festa come dolci carillon in azione, sorrisi appassionati irradiano i volti. Quale emozione vi esplode nell’ animo? Dall’ altro capo dell’ immaginario, in un angolino riservato e solitario, ai margini di un fiume, o sul ciglio di un marciapiede, un mesto violoncello, dalle tonalità basse e malinconiche ci prende per mano e ci guida nelle strade dei ricordi: gli anni trascorsi, gli amori finiti in astio, le gioie spezzate, i progetti infranti, i rimorsi, le parole non dette, i gesti mancati…

Tutto questo è emozione. Che sia ridente o che sia amara, l’ emozione non ha un tempo, non ha un’ età, non ha un preciso nome, l’ unica cosa che di certo possiede è la soggettività. Per quanto, in grandi linee, siano state definite le caratteristiche di ogni condizione emotiva, risulta impossibile classificarle universalmente in modo oggettivo. Negli anni, lo studio di questa tematica è stato affrontato con una certa assiduità da scienziati, filosofi e psicologi. Per antonomasia l’ emozione viene descritta come una condizione derivante da tutta una serie di modificazioni che si vengono a concretizzare nel nostro corpo a livello fisiologico (tachicardia o iperpnea), a livello di pensiero (non ce la farò mai…), a livello comportamentale, a livello della mimica facciale.

A proposito di mimica facciale, Paul Ekman, psicologo statunitense, ha voluto definire le emozioni per eccellenza, le emozioni cosiddette primarie, o innate: Rabbia, paura, tristezza, gioia, disgusto, disprezzo.

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A questo assunto è giunto attraverso degli studi effettuati proprio sull’ osservazione della mimica facciale e sull’ attività dei 42 muscoli che sfruttiamo in tutte le possibili espressioni del nostro volto. Ha così appurato che determinate espressioni facciali si ripresentano con costanza in popolazioni completamente inconciliabili all’ apparenza e con background culturali distanti o del tutto  differenti. A tali espressioni di base, egli ha accostato le emozioni primarie che discutevamo in precedenza e che si riconoscono a livello universale. Ad esse si associano poi le emozioni secondarie che originano da una miscela delle prime, ma soprattutto, dalla crescita dell’ individuo e dall’ interazione dello stesso con il mondo sociale. Nello specifico: invidia, gelosia, vergogna, speranza, rassegnazione, perdono, nostalgia, offesa, rimorso, delusione.

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/21/le-emozioni-croce-e-delizia-condanna-e-salvezza/

Stefania Conte

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