Lutto nel circuito delle due ruote che perde uno dei sui atleti più validi. Michele Scarponi è stato investito questa mattina da un furgone nel suo paese natale di Filottrano, in provincia di Ancona.

Un normale allenamento si è trasformato in tragedia, il tutto sotto lo sguardo attonito di molti automobilisti che si sono subito resi conto della gravità della situazione.

L’incidente stradale in cui ha perso la vita Scarponi è avvenuto intorno alle 8 di questa mattina sulla strada provinciale 362, in via dell’Industria, all’altezza di un incrocio. Michele veniva in discesa dal paese, mentre, all’intersezione con un’altra strada, l’autista di un autocarro Fiat Iveco, un 57enne del posto, avrebbe omesso di dare la precedenza, centrando in pieno Scarponi, che nel violentissimo impatto frontale sarebbe morto sul colpo. Attivato il 118, la centrale operativa ha provveduto ad inviare un’ambulanza che in pochi minuti ha raggiunto il luogo dell’intervento. Nel frattempo, dall’ospedale regionale di Torrette di Ancona, si alzava in volo l’elicottero. L’anestesista rianimatore non ha potuto far altro che constatare il decesso. Scarponi è deceduto sul colpo. L’investitore, indagato per omicidio stradale, ha detto ai carabinieri di non aver visto il corridore mentre sopraggiungeva. L’uomo, che si è fermato a prestare soccorso, è stato denunciato a piede libero per il reato di omicidio stradale.

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Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/foto/michele-scarponi-morto

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Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/foto/michele-scarponi-morto

Scarponi si stava preparando per il 100esimo Giro d’Italia, a cui avrebbe partecipato come capitano dell’Astana, dopo il forfait di Fabio Aru, la squadra kazaka per cui correva dal 2014: era tornato la sera prima dal Tour of the Alps, in cui aveva ottenuto la sua prima vittoria da quando corre per l’Astana.

Conosciuto come l’Aquila di Filottrano, era nato 37 anni fa ad Osimo e in carriera aveva vinto un Giro d’Italia nel 2011 quando la squalifica di Alberto Contador gli consegnò la maglia rosa davanti a Vincenzo Nibali, il successo più importante della sua carriera, insieme alla Tirreno-Adriatico vinta nel 2009.

Scarponi era conosciuto e apprezzato anche per le sue doti umane: oltre ad essere un corridore affermato, si era reso protagonista di diverse campagne in sostegno dei terremotati marchigiani. Sorridente e sempre pronto alla battuta, spesso iniziava gli allenamenti in compagnia del suo pappagallo Frankie, ripreso più volte in video postati sul suo profilo Twitter.

Scarponi lascia due figli gemelli e la moglie, Anna Tommasi, coetanea, che su Instagram si è limitata a scrivere: “Grazie a tutti”, accanto ad una foto del marito in bici, con i due figli.

Non è mancato il cordoglio di tutto lo sport italiano, a cominciare dal presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Sono profondamente colpito dalla tragica scomparsa di Michele“. Via social i messaggi si moltiplicano, anche dal mondo del calcio. Il Coni ha poi invitato le federazioni nazionali a far osservare durante le manifestazioni del weekend un minuto di silenzio per ricordare Scarponi.

La scompara del noto corridore ha scatenato molte reazioni nel mondo del ciclismo. Tra tutti, Vincenzo Nibali: “Non ce la faccio, non ho parole“. Davide Cassani, ct della Nazionale di ciclismo: “Ieri in corsa Michele si era affiancato a me, contento per la vittoria, mi parlava del Giro. Ed ora sono qui a piangerlo“. Fabio Aru, compagno di squadra di Scarponi all’Astana, ha dedicato un tweet alla scomparsa dell’amico: “E’una tragedia infinita, non esistono parole“.

Il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, commenta così la scomparsa dell’atleta: “Michele aveva qualità umane enormi, è una tragedia che ha colpito tutti. È tempo di avere una legge, i ciclisti in strada sono poco tutelati“.

A tal proposito, ha affermato il Ministro dello Sport, Luca Lotti: “Non solo abbiamo approvato la legge sull’omicidio stradale ma abbiamo anche presentato un provvedimento tre giorni fa con il Vice Ministro Nencini che abbiamo denominato ‘salva ciclisti’. Mai abbassare la guardia sulla sicurezza stradale“.

 

Patrizia Cicconi

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