“Parlate di Poe con un americano: egli forse ammetterà il suo genio, forse se ne mostrerà persino fiero; ma con un tono provocatorio di superiorità che sa di uomo positivo, vi parlerà della vita disordinata del poeta, del suo fiato da alcolizzato che avrebbe preso fuoco alla fiammella di una candela, delle sue abitudini di vagabondo; vi dirà poi ch’era un essere instabile e stravagante, un pianeta fuori dall’orbita che ruotava senza posa da Baltimora a New York, da New York a Philadelphia, da Philadelphia a Boston, da Boston a Baltimora, da Baltimora a Richmond […]. Ho finito per convincermi che Edgar Poe e la sua patria non erano allo stesso livello.”

                                                                                          Baudelaire su Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe nacque a Boston il 19 gennaio del 1809 e dopo solo due anni rimase orfano di entrambi i genitori. Fu affidato ad un ricco mercante scozzese, John Allan. Mai adottato legalmente, a partire dal 1824 aggiungerà per gratitudine al proprio nome il prenome Allan. Dopo un breve periodo passato a Londra, tornò in America, e dopo essere stato espulso dall’università di Charlottesville, a causa di alcuni disaccordi con il padre adottivo legati a debiti di gioco, Poe concepì il progetto di partecipare alla guerra contro i Turchi. Partì dunque per la guerra. Rimane oscuro questo passaggio della sua vita, in quanto non parlerà mai direttamente di questa esperienza. Tornato in America entrò nell’accademia militare di West Point, ma come manifestò i segni di un’intelligenza dotata ma ribelle, fu radiato pochi mesi dopo.

Successivamente ad alcune vicende familiari che lo portano ad allontanarsi definitivamente dal padre adottivo, Edgar s’arruolò a causa della miseria patita, sfruttando il tempo e gli ozi della guarnigione per preparare il materiale delle sue composizioni future. Rientrato nella vita letteraria, Poe stava morendo a causa dell’estrema miseria, quando il proprietario di una rivista istituì due premi: uno per il miglior racconto, l’altro per la miglior poesia. Accadde che Poe partecipando, vinse i due premi, ma gliene fu dato solo uno. Poe a quel punto conobbe un certo Thomas White, che fondò il Southern Literary Messenger, ma privo di talento letterario s’appropriò dell’aiuto di Poe mettendolo alla direzione della rivista. Da lì la rivista ebbe una proficua notorietà, ed in questo magazine comparve per la prima volta “La straordinaria vita di Hans Pfaall” scritta dallo stesso Poe insieme ad altre opere prodotte, forte di un ardore meraviglioso. Sollevatosi dalla miseria e forte di una paga prosperosa, Edgar Poe sposa una fanciulla bella ed incantevole: Virginia Clemm, sua cugina.

Questo fervore e questo ottimismo, ben presto verranno a mancare a causa della separazione professionale tra White e Poe a causa degli eccessi di ipocondria e di crisi di ubriachezza di quest’ultimo. Da quel momento noi vediamo quello sfortunato levar la tenda come un beduino del deserto, e trasportare i suoi leggeri penati nelle principali città dell’Unione.(cit. Baudelaire). Poco tempo dopo la morte della signora Poe, il poeta subì i primi attacchi di delirium tremens (grave psicosi con tremori o allucinazioni che possono insorgere in caso di crisi acuta nell’alcolismo). Ritornato alla miseria, per procurarsi una somma di denaro sufficiente, fece ricorso alla letture. Queste sono una sorta di speculazione, è un College de France messo a disposizione di tutti i letterati, ove l’autore pubblica la sua lettura dopo che ne sono state ricavate tutte le entrate che può rendere. Diede a New York una lettura di Eureka, il suo poema cosmogonico (interpretazione e origine dell’universo), che sollevò grandi discussioni.

Una sera tornato da trionfatore nella città di Richmond nella quale ebbe vissuto,  ripartì verso Baltimora per alcuni impegni. Trattenutosi fino a tarda sera con alcune conoscenze in una taverna, la mattina seguente fu trovato un cadavere per strada. Non si trovarono nè documenti nè denaro e fu trasportato in un ospedale. Poe morì là, il 7 ottobre del 1849 a trentasette anni vinto dal delirium tremens.

“Vieni presto, o morte! Ma sii salda e non fare che io mi accorga del tuo arrivo, per paura che il piacere che proverò al tuo arrivo non debba sfortunatamente riportarmi in vita.”

                                                                                                                              Edgar Allan Poe

Mattia Gargiulo

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/23/la-realta-supera-la-fantasia-edgar-allan-poe/

Il Corvo narra la vicenda di un amante ancora in pena per la sua amata morta.

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