Torna la terra rossa e torna Rafael Nadal. Lo spagnolo conquista il decimo titolo a Montecarlo, nessuno mai come lui nella storia dei Masters. Il primo grande appuntamento dell’anno su terra ci ha regalato tantissime sorprese, con Murray e Djokovic ancora in difficoltà nei primi turni.

Arrivano a 70 i titoli conquistati in carriera da Nadal, di cui 50 sul rosso, record assoluto. Il cannibale di Manacor comincia al meglio la stagione di caccia con il primo successo del 2017 al Masters 1000 di Montecarlo, che dopo un paio di anni di infortuni e scarsa forma fisica lo vedeva di nuovo favorito. Il tabellone inizialmente non sembrava sorridere allo spagnolo, sorteggiato nella parte bassa presidiata da Djokovic e con uno scomodo ottavo di finale contro Sasha Zverev. Nella parte alta sulla carta Murray sembra avere vita facile fino alla semifinale.

Il primo turno, primo delle prime 8 teste di serie che usufruiscono di un bye, vede l’eliminazione di due dei tre italiani in tabellone: dopo gli ottimi risultati di Miami, Fognini si deve arrendere per 7-6 6-7 6-3 a Carreno Busta, mentre su Seppi si abbatte l’uragano Alexander Zverev, che lascia soltanto 3 game all’altoatesino sconfitto per 6-1 6-2. Lorenzi riesce invece ad accedere al secondo turno con una facile vittoria su Marcel Granollers per 6-2 6-4.

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Nel secondo turno entrano in scena i big, che vanno subito in difficoltà nonostante dall’altra parte della rete abbiano avversari abbordabili: le prime 4 teste di serie rendono sotto le aspettative ma riescono a qualificarsi per gli ottavi. Nella parte alta Murray va sotto con Gilles Muller, non proprio uno specialista della terra rossa, ma recupera e chiude per 7-5 7-5, mentre Wawrinka cede un set a Jiry Vesely ma accede agli ottavi con il punteggio di 6-2 4-6 6-2.

Anche Nadal concede un set al suo avversario Kyle Edmund, sconfitto 6-0 5-7 6-3, mentre rischia la clamorosa eliminazione all’esordio Novak Djokovic: Gilles Simon porta il serbo al terzo set e sul punteggio di 5-4 va a servire per il match prima di essere inesorabilmente rimontato e sconfitto 6-3 3-6 7-5. Il secondo turno vede anche l’eliminazione a sorpresa di due possibili outsider come Tsonga e Dimitrov, sconfitti da Mannarino e Struff, entrambi provenienti dalle qualificazioni.

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Gli ottavi di finale vedono impegni relativamente agevoli per Murray contro Albert Ramos e Djokovic contro Carreno Busta. Ma quest’anno ci ha abituato a grande sorprese dai primi due della classifica mondiale e così Murray, dopo aver vinto 6-2 il primo set, subisce la rimonta del mancino spagnolo che lo estromette con il punteggio finale di 2-6 6-2 7-5. Djokovic viene trascinato al terzo da Carreno Busta e sul 4-4 del terzo set deve fronteggiare due palle break sotto 15-40, ma da vero campione tiene il servizio e chiude la partita per 6-2 4-6 6-4. Nadal impartisce una lezione al giovane Zverev che viene eliminato con un doppio 6-1, mentre a sorpresa Wawrinka cede per 6-4 6-4 a Pablo Cuevas, che non gli concede nemmeno una palla break in tutto il match.

I quarti di finale della parte alta sono due match che solitamente non vediamo a questo livello: Ramos-Cilic e Pouille-Cuevas. Nella parte bassa Nadal se la vede con l’argentino Schwartzman mentre Djokovic con il belga Goffin. I primi due match sono due maratone, vinte al terzo set da Ramos per 6-2 6-7 6-2 e Pouille per 6-0 3-6 7-5, mentre Nadal si libera in due set di Schwartzman per 6-4 6-4. Il grande upset arriva da Goffin, che evidenzia ancora una volta i problemi di Djokovic degli ultimi mesi e lo sconfigge con il punteggio di 6-2 3-6 7-5. L’inedita semifinale tra Ramos e l’idolo di casa Pouille viene vinta dallo spagnolo per 6-3 5-7 6-1, Nadal si sbarazza di Goffin per 6-3 6-1 nell’altra semifinale, condizionata nettamente da un grossolano errore dell’arbitro Cedric Mourier, che annulla ingiustamente un punto al belga su una palla break a favore.

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La finale è un derby spagnolo tra i mancini Nadal e Ramos. I favori del pronostico sono tutti per il mancino di Manacor, che vince agilmente per 6-1 6-3 il 29esimo Masters della sua vita, meglio di lui solo Djokovic con 30. Per Rafa è un successo molto significativo: dopo anni di difficoltà fisiche e infortuni in cui la sua superiorità sulla terra rossa è stat messa in discussione da Murray e Djokovic, Rafa comincia la stagione sul rosso di nuovo da grande favorito, sulla strada del decimo Roland Garros in questo 2017 che somiglia sempre più incredibilmente al 2006.

 

Maurizio Gaddi

(https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/24/decima/)

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