SNARKY PUPPY 1
Snarky Puppy – Immagine da Web

Assistere a un concerto degli Snarky Puppy è come assistere a una liturgia dove tutta la musica, tutti i suoni possibili, tutte le sperimentazioni, tutte le possibilità di ricomposizione delle note si materializzano, mentre una folla di età variabile in estasi balla, batte le mani, soprattutto si illumina in un rapporto d’amore e  simbiosi che lega questo fenomeno assoluto che sono gli Snarky Puppy al proprio pubblico.

Che sia una band di culto è indubbio. Hanno reinventato la world music, mescolato il jazz al funky, al blues, alla black music, al soul, al pop, al rock, trasportando la musica direttamente da un altro pianeta fin qui. E l’evidenza del loro successo planetario è nei ritmi assolutamente incredibili, nel groove “cattivo” delle aperture o nei passaggi “progressive”, nel latin-jazz che scioglie le vene, nei fraseggi violenti dei fiati e nelle percussioni che regalano un tappeto di suoni tribali. Una musica di altissimo livello, la crema della musica moderna, suonata a livelli altrettanto stratosferici.

Gli Snarky Puppy sono anche registrazioni direttamente dal vivo, perfette, come il concerto di ieri sera e video web con milioni di visualizzazioni. Sono, per il mondo musicale, anche un patrimonio con tre Grammy Awards vinti, di cui l’ultimo assegnato al loro ultimo cd nel 2017.

SNARKY 2 CULCHA VULCHA
Copertina CD  “Culcha Vulcha” Grammy 2017 immagine da WEB

Il fondatore, compositore incredibile e bassista Michael League aveva promesso un anno fa che sarebbero tornati e hanno mantenuto la promessa. Grazie  a Crossroad, festival itinerante organizzato da Jazz Network e l’Assessorato alla Cultura dell’Emilia Romagna, si sono esibiti all’Estragon Club per un concerto attesissimo.

Come i fans sanno l’ensamble degli Snarky Puppy conta più di 40 elementi, che vengono coinvolti nei live a rotazioni e a seconda di esigenze e disponibilità , in blocchi di 10 o 12 , ma possono arrivare fino a 20 /25 presenze per tournèè e incisioni.

“Il nostro nome? Era pensato per un solo concerto e pensavo che la band sarebbe durata effettivamente per una sola esibizione. 13 anni dopo siamo ancora qua” .

Così si espresse solo un anno fa Michael League. E meno male perchè è una occasione ghiotta e indimenticabile.

M. League
Michael League  – immagine da web

Anche questa volta si è esibita solo una parte, ma la qualità resta invariabilmente alta e la sopresa è garantita ogni volta. Sul palco c’era una formazione di eccellenza: Michael League (basso el.) assieme a Mike Maher (tromba), Chris Bullock e Bob Reynolds (sax), Chris McQueen (chitarra), Justin Stanton (tastiere, tromba), Bill Laurance (tastiere), Larnell Lewis (batteria) e Marcelo Woloski (percussioni).

Le sorprese sono iniziate con l’apertura in anticipo di circa venti minuti del concerto, con la presenza eccezionale di una cantante e autrice, che lavora con loro da anni, Lucy Woodward, che ha scaldato la platea con alcuni brani dalle sonorità jazz e soul. Voce jazz straordinaria, ha fatto esaltare il pubblico, grazie a interpretazioni suadenti e esplosive, in connessione diretta con le sperimentazioni degli strumentisti.

C’è stato tutto anche ieri sera: jazz, funk, crossover, strumenti acustici ed elettronici, con i fiati in grande evidenza. Sorprendenti e ipnotiche le loro sonorità combinate in modo differente tra brano e brano: a volte doppiate dal synth o caratterizzate dalle trombe sordinate o dal doppio sax. Il suono dei fiati degli Snarky è ormai parte della grande storia delle big band americane, e guarda alla tradizione jazz come pure alla musica nera (Earth Wind &Fire), a Gil Evans, Blood Sweat&Tears, ai primi Chicago e alle sezioni degli Steely Dan e dei Tower of Power .

Attingendo in primis da tutto il loro repertorio raggiungono il climax con i pezzi del nuovo disco strumentale, Grammy per l’anno 2017 , Culcha Vulcha .Il livello di abilità musicale del gruppo permette di godere di cambi di marcia impensabili, passando dall’elettronica a ritmi più lenti e fluidi. I fiati dialogano con i synth e il pubblico è in adorazione.

Durante la performance ho pensato che sarebbe potuto uscir fuori sorridente James Brown in certi momenti fantasticamente soul. O perdermi tra le orchestrazioni fusion insieme ai Weather Report. La sperimentazione sul palco è continua e palese, in un gioco continuo tra i musicisti e tra i loro strumenti. Malinconiche tastiere si avventano improvvise sulle melodie travolgendole nei richiami alla tradizione jazzistica per poi farsi sorprendere dalle esplosioni dei bassi, dei synth che aprono dialoghi impossibili con una batteria che scandaglia profondità difficilmente accessibili.

SP2

Il pubblico si muove, balla, è tutt’uno con l’onda sonora degli Snarky Puppy. Su tutto l’eclettico Michael League sovrintende l’ensemble con l’abilità e l’estro che appaiono inarrestabili.

Difficile lasciarli andare, il pubblico li trattiene fino all’ultimo e è straordinario vedere come per  la maggior parte sia costituito da ragazzi e ragazze. Che per le oltre due ore di concerto hanno assecondato ogni movimento musicale, sottolineato ogni passaggio, muovendosi quasi in una danza comune con i musicisti sul palco.

SP LEAGUE
M. League  al Moog sub phatty

La cantante Lucy Woodward mi è passata accanto e ho colto l’occasione per scambiare con lei due parole . Mi ha raccontato che conosce e collabora con gli Snarky da diverso tempo e che per lei sono una famiglia. “ Look… they are a family”!

Senza dubbio una famiglia cui tutti ieri sera abbiamo voluto appartenere per qualche ora.

Giulia La Face

http://metropolitandotblog.com

https://www.musicajazz.it/snarky-puppy-grammy-award/

http://snarkypuppy.com/about

http://www.lucywoodward.com/

http://www.crossroads-it.org/eventi.htm

http://italiajazz.it/organizzazioni/jazz-network/14

http://www.estragon.it/it/

 

 

 

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