Il Deep Space di New York è un party leggendario tenuto nella stessa city presidiato dal resident dj Francois K. Nel 2013 fu ospite un certo Giorgio Moroder. Quest’invito successivo alla collaborazione con i Daft Punk dell’album “Random Access Memories “, è un omaggio all’artista della musica elettronica da parte del popolo americano. Forse è meglio dire il contrario, Moroder, suona un set da capogiro, omaggiando gli ascoltatori in sala, con pezzi d’autore (perlopiù i suoi) e un mixaggio da far spavento. L’attacco di “From here to Eternity” è un brivido che pervade il corpo, scuotendolo, portandolo all’essenza della sua musica, tra sensualità ed ebbrezza. Il set è una sorta di autobiografia, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera , portando la sua italianità all’estero, al resto del mondo con magia, essendo il vero prestigiatore della serata.

All’ascolto di “Love to love you baby” è un’esplosione di boati in pista. E’ la vera dance music degli anni ’80, con quei piatti incessanti e la grancassa della batteria a dettare i tempi d’innesco della bomba. La voce graffiante di Donna Summer è sublime, tra le note vibranti del basso e i gemiti di quell’orgasmo simulato, ma più reale che mai all’ascolto di tutto questo. Giorgio Moroder nasce in Val Gardena in Alto Adige. Dopo aver girato con diversi gruppi musicali, si stabilisce a Berlino nel 1967 ove iniziò a scrivere canzoni e demo. Nel 1971 si trasferisce a Monaco di Baviera dove fonda il suo primo studio di registrazione l’Arabella House (Musicland Stusdios). Nel 1972 si trasferisce negli Stati Uniti promuovendo alcuni brani che includevano anche la collaborazione di Donna Summer.

Nel 1977 ebbe un notevole successo con le Munich Machine per il brano “Get on the Funk Train”.  Famosissima è stata l’affermazione di Brian Eno all’ascolto di “I feel Love” firmato: Donna Summer – Giorgio Moroder, all’artista David Bowie: “Ho sentito il suono del futuro”, racchiudendo in poche parole lo scenario futuristico della dance music.

Nel 1979 vinse il premio oscar per la miglior colonna sonora per il film “Fuga di Mezzanotte” (tra l’altro, oscar alla sceneggiatura ad un giovane Oliver Stone). Nell’84 e nell’87 ne arrivano altri due per la miglior canzone nei rispettivi film:

  • Flashdance…What a feeling“;
  • Top Gun con la canzone “Take my breath away“.

Collabora ad altre colonne sonore tra cui Scarface ed American Gigolò. Ha scritto la musica per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e per i Giochi di Seul del 1988. Inarrestabile, nel 2010 gli viene conferito il Grande Ordine al merito della Provincia autonoma di Bolzano. Nel 2013 collabora con i Daft Punk producendo “Giorgio by Moroder“; nel 2014 con Kyle Minogue producendo alcuni singoli. Nel 2017 ha fatto parte della giuria del 67° festival della canzone italiana di Sanremo. 

Moroder compie 77 anni scolpendo un pezzo di storia della musica, innovandola, facendola desiderare  sempre di più ad un pubblico verace di sound sensibili al cambiamento tecnologico, verso quell’eternità che spetta ai grandi artisti tra caos e divertimento. Giorgio Moroder se l’è meritata, e anche se non lo fosse, gliela concediamo ben volentieri!

“My name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me Giorgio”.

                                                                                                     Giorgio Moroder

Mattia Gargiulo

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/26/my-name-is-giorgio-moroder/

Annunci