Quante volte avete avuto a che fare con ragazze che non capiscono nulla di calcio? Avete mai barattato un posticipo della vostra squadra per una cena con la vostra dolce metà? Vi siete mai trovati, inutilmente, a spiegare la regola del fuorigioco con le matite senza cavare un ragno dal buco? In questo articolo, dimenticatevi tutte queste dinamiche. Questo pezzo accomuna due universi, un tempo distanti anni luce, che si stanno progressivamente avvicinando: le donne ed il calcio. Noi del Metropolitan Magazine Italia, vogliamo farvi conoscere il meraviglioso mondo che lega il gentil sesso al gioco più praticato in Europa; siamo riusciti a contattare Simona Scerra, difensore centrale della squadra Coppa D’Oro, società neopromossa nella massima competizione nazionale del futsal femminile: la Serie A Elite.

Com’è arrivata Simona a calcare il palcoscenico più importante? Ve lo spieghiamo subito: la ragazza calabrese, più precisamente di Paola, è nata con la passione per il football; inizia a muovere i primi passi nel calcio ad undici con una società di Serie B locale. La chiamata arriva grazie alle ottime prestazioni in un torneo scolastico che opponeva diverse scuole superiori del territorio; la bravura e la passione che la ragazza sprigiona nel rettangolo verde di gioco non sfuggono all’attento sguardo del mister: all’età di quattordici anni inizia il sogno!

Il 2008 cambia la vita agonistica di Simona, imprimendo un netto cambio di rotta: passa dal calcio a undici al futsal (calcio a cinque o calcetto) accasandosi per quattro stagioni alla Jordan, società professionistica calabrese. Fra le fila della Jordan, Simona partecipa dal 2008 al 2010 alle competizioni regionali; nel 2011 la società calabrese vince i playoff promozione approdando nella stagione successiva (2011/12) nel girone B della Serie A. Nell’estate del 2012, la calciatrice si trasferisce a Roma portando nel suo bagaglio la ferma volontà di continuare l’avventura calcistica nella Capitale: entra nel roster dell’Atletico Ardea ma dopo una sola stagione, Simona decide di dedicarsi più al lavoro che al calcio.

IMG-20170425-WA0023

La retribuzione nel futsal femminile, nonostante il dignitoso palcoscenico della Serie A, non permette alle praticanti di poter vivere di calcio. La sua passione per il calcio, però, non si sopisce; scende di categoria cimentandosi nei campionati regionali con la squadra femminile di Cerveteri: la Coppa D’Oro. Dal 2013 al 2015, la società laziale sfiora soltanto la Serie A, nel 2016 il salto di categoria diventa realtà: la Coppa D’Oro approda nella lega superiore. Pensate sia il lieto fine? Il bello deve ancora arrivare! Lo scorso 3 aprile, infatti, la società di Cerveteri (56 punti in 24 gare giocate, +6 sull’Angelana seconda) stravince il girone B e viene catapultata nell’olimpo del futsal femminile: la Serie A Elite.

IMG-20170425-WA0017

Un cammino straordinario quello di Simona, le difficoltà spazzate via dalla ferma convinzione che, prima o poi, i sogni possono avversarsi. Andiamo a conoscere meglio la campionessa del girone B della Serie A, il perno difensivo della Coppa D’Oro e la futura giocatrice della Serie A Elite. Per noi, e per tutti voi, più semplicemente Simona!

“Ciao Simona, grazie per averci concesso questa intervista! “La prima domanda è d’obbligo: come nasce la tua passione per il calcio?”

“La passione per il calcio è nata fin da quando ero bambina, in famiglia il calcio è sempre stato lo sport più seguito e crescendo con cugini e vicini di casa (gran parte maschietti) era inevitabile che il gioco prescelto ogni volta fosse la partitella a pallone sotto casa. Ho sempre praticato sport: pallavolo, atletica, ma entrare in un campo da calcio mi ha fin da subito fatta innamorare e ho coltivato questa mia passione negli anni a seguire facendo salti mortali tra scuola e allenamenti.”

“Hai mai dovuto affrontare i vari pregiudizi ed i luoghi comuni delle persone? Il calcio può togliere femminilità ad una donna?”

“Pregiudizi? Si, sicuramente 20 anni fa era più facile vedere delle bambine praticare danza o pallavolo e non calcio. Oggi, invece, ci sono scuole calcio tutte al femminile; non ho mai seguito la massa, ho sempre fatto ciò che mi piaceva fare. Giocare a calcio mi rendeva felice e ho continuato a praticarlo fino a farlo diventare parte integrante della mia vita. Oggi vedere una bimba tirare un calcio ad un pallone non stupisce più…come vedere un ragazzo fare danza …. ed era ora!”

“A me puoi dirlo: meglio i tacchetti oppure il tacco a spillo?”

“Non credo che uno sport possa incidere sulla femminilità di una donna, in tante levano gli scarpini per mettere i tacchi a spillo dopo gli allenamenti. E’ uno sport molto fisico e fatto a livello agonistico spesso anche duro, quindi non aspettarti di vedere calciatrici ‘Barbie’, io finora non ne ho incontrate! Tacco a spillo o tacchetti? Tacchetti tutta la vita, ma non mi spiace mettere un bel paio di scarpe col tacco nel borsone con una bella gonna da indossare finita la partita. In campo sono la stessa Simona di sempre: metto tanta determinazione in ciò che faccio nella vita privata portandola con me anche in campo. Non mi arrendo facilmente e se devo entrare decisa in scivolata o in un contrasto non mi tiro dietro, non ho paura di farmi male. In campo, come nella vita.”

“Ti approcci al calcio ad undici ma prendi la strada del futsal. Come mai questo cambio di rotta?”

“Il mio approccio al futsal è stato casuale, quando giocavo a calcio a 11 a Fagnano Castello, la società ha deciso di fare in concomitanza un campionato di futsal infrasettimanale, per divertimento, era un’integrazione agli allenamenti. Fino a qualche anno fa chi faceva calcio generalmente vedeva il futsal come sport secondario, meno importante, non so perché ma anche io lo vedevo cosi. Mi sono dovuta ricredere dopo la prima settimana e me ne sono subito innamorata.”

“In Italia non conosciamo moltissimo il futsal. Ci descrivi brevemente questa disciplina?”

“In Italia il calcio a 5 sta prendendo piede negli ultimi anni, il maschile ovviamente ha impiegato meno tempo per farsi conoscere a differenza di quello femminile ma devo dire che i progressi di stagione in stagione sono notevoli. Lo scorso anno è nata finalmente la Nazionale femminile di calcio a 5 e sicuramente questo ha dato molta notorietà al movimento. E’ evidente che paragonato alla realtà calcistica di nazioni come Spagna, Portogallo e Brasile è impensabile: abbiamo molto da fare ancora, ma siamo sulla buona strada a mio parere. Il futsal è un gioco di squadra, molto tattico e allo stesso tempo tecnico. Si gioca in frazioni di secondi e le partite possono ribaltarsi anche a 2 minuti dalla fine. Stai col fiato sospeso guardando il cronometro: non è uno sport che annoia. E’ fatto di complicità, una posizione sbagliata di una compagna di squadra scompone quella delle altre, serve molta alchimia.”

“Parliamo un po’ del tuo ruolo. Sei un difensore centrale: quali sono le tue caratteristiche ed i punti deboli da migliorare? Hai un modello da seguire?”

“Il mio ruolo è difensore centrale, in gergo “l’ultimo”. Caratteristica di tutti i centrali è saper mantenere bene la posizione, smistare palla da dietro e soprattutto contrastare bene l’avversario in situazioni di superiorità numerica soprattutto, sono queste le caratteristiche che un difensore deve avere. Le mie compagne mi prendono spesso in giro dicendo che prendo o piede o gamba senza timore quando entro a contrasto con l’avversario, un pochino fallosa sono ma senza cattiveria, quello mai. Da buon difensore non ho l’attitudine al gol, sotto porta non sono un cecchino però quest’anno sei li ho fatti.”

“Ricordi il tuo esordio nella Jordan? Quali emozioni ti porti ancora nel cuore?”

“La Jordan ce l’ho nel cuore, con loro ho iniziato a prendere questo sport sul serio, parliamo di 10 anni fa circa. Sono iniziate le prime esperienze a livello nazionale che ci hanno fatto incontrare e conoscere realtà già affermate. L’emozione più grande? Il pareggio con la squadra più titolata d’Italia, il Real Statte, 1 – 1 fuori casa nel 2010, risultato che ci ha fatto provare l’ebrezza di salire in vetta alla classifica, nel nostro primo anno in Serie A. Quegli anni sono stati per me indimenticabili, sono rimasta molto legata a tutte le ragazze con la quale giocavo nonostante vivendo lontana le vedo molto poco.”

“Il distacco dalla tua Calabria e l’arrivo a Roma: hai mai avuto il timore di non trovare una società di futsal nella Capitale?”

“No, non mi hai mai preoccupata il fatto che trasferendomi a Roma avrei smesso di giocare. Rispetto al sud qui è molto più diffuso il futsal, dalla serie D alla serie A d’Elite ci sono davvero tante squadre. L’ho messo in conto di smettere, perché ho sempre dato priorità al lavoro ma fortunatamente sono riuscita a conciliarlo con lo sport finora non negandoti che non e’ stato facile.”

“Dopo un anno all’Atletico Ardea, hai preferito dedicarti di più al lavoro; non si vive di sola passione purtroppo. Cosa manca a questo movimento per assestarsi fra i grandi eventi sportivi italiani? Un giorno, ti piacerebbe accomunare passione e lavoro?”

“Purtroppo nel femminile, anche a livello agonistico, le retribuzioni non ti consentono di fare soltanto quello; se vivi da sola e hai delle spese da affrontare non puoi soltanto giocare a futsal. Questo giustamente mi ha indirizzata a dare priorità al lavoro cercando in tutti i modi di incastrare tutto per poter anche portare avanti questa passione. A questo sport manca ancora la visibilità che merita per poter emergere e diventare uno sport importante in Italia. Non ho mai preso in considerazione l’idea di lavorare in ambito sportivo finora, ma perché no, se dovesse presentarsi l’opportunità credo mi piacerebbe, lavorare facendo qualcosa che non ti pesa e ami penso sia il top.”

La tua scelta assennata di dedicarti al lavoro retribuito, però, ti ha aperto le porte della Coppa D’Oro. Con quali aspettative ti sei approcciata ad un progetto più piccolo rispetto al tuo precedente club?”

“Mi sono avvicinata alla Coppa D’Oro l’anno in cui militava nel campionato regionale. In quella stagione abbiamo vinto la Coppa Lazio e siamo arrivate seconde in campionato, anno 2013/14. C’erano in squadra molte ragazze con le quali avevo già giocato il primo anno all’Atletico Ardea e non ho avuto difficoltà ad integrarmi.”

“La tua epopea con il club di Cerveteri è bellissima, quali emozioni ti ha regalato la promozione in Serie A?”

“Vincere il campionato al primo anno di Serie A è stata un’emozione indescrivibile, non ce l’aspettavamo! Basta pensare che l’obiettivo societario era la salvezza. E’ stato un traguardo importante.”

“Qualche giorno fa si è avverato il tuo sogno: la Serie A Elite. Esordirai nel prossimo campionato, sfiderai le migliori e ti confronterai con una competizione molto difficile. Come reagirai alla pressione? Quale turbine di sensazioni provi in questo momento?”

“Il giorno in cui abbiamo avuto matematica certezza della promozione è stato nella penultima partita di campionato, il 2 aprile contro la Vis Fondi. Siamo andate sotto di un gol, perdevamo 1 a 0 e pochi minuti prima che finisse il primo tempo ho segnato io il gol del parziale 1-1, una turbina di emozioni. Gli ultimi 5 minuti del secondo tempo guardavo il cronometro continuamente, sembrava non terminasse mai, la partita si e’ conclusa 2 a 2 e matematicamente eravamo in Serie A.”

“Per ora, meglio godersi la vittoria del girone B. Torniamo al giorno della matematica promozione. Come ti sentivi prima del fischio iniziale e come avete festeggiato a partita finita?”

“Del post partita ricordo soltanto un’invasione di tutta la panchina in campo, tifosi e staff compresi, a saltare ed abbracciarsi. E’ stato un campionato difficile, con molta pressione, come in tutte le squadre ci sono stati alti e bassi e quando arrivi alla fine di una stagione raggiungendo un obiettivo tanto atteso le emozioni si raddoppiano.”

“Ringraziandoti per la bellissima intervista, ti pongo l’ultima domanda: quali obiettivi hai per il futuro? Resti alla Coppa D’Oro o ti piacerebbe competere per traguardi più prestigiosi?”

“Sicuramente vorrei restare con la Coppa D’Oro! Penso sia scontato voler restare con la squadra con la quale hai vinto.  E’ una società che dà tanto e merita altrettanto, a partire dal presidente che non ci ha mai fatto mancare nulla per finire ai dirigenti, Gigia, Renato e Pino, che ci hanno permesso di arrivare fino a qui. Infatti voglio approfittarne se mi consenti, per ringraziarli, io sono del parere che quando si vince non è merito soltanto di chi sta in campo ma anche del contesto che hai attorno, e loro ci hanno messo l’anima. Un altro ringraziamento voglio farlo al mister, Loredana Ceccarini, che ci ha guidate in questa splendida avventura. Il grazie più grande va alle mie compagne di squadra con la quale ho condiviso tanto e spero di condividere molto ancora. Adesso un po di riposo meritato ci sta, qualche torneo quest’estate e e poi ci si rimbocca le maniche per un’altra avventura ad agosto.”

IMG-20170425-WA0015

Grazie Simona, in bocca al lupo per il futuro!

ANDREA MARI

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/37641

https://www.facebook.com/andreapendragon

https://www.twitter.com/AndrewMari1988

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci