Si è inaugurata ieri a Roma, negli spazi dell’Ex Dogana di San Lorenzo, la mostra temporanea ArtFutura – Creature Digitali.

ArtFutura è il nome del festival itinerante che presenta il mondo internazionale dei nuovi media – dai videogiochi all’animazione digitale – offrendo al visitatore un’esperienza tout court all’interno di questa nuova forma d’arte con mostre, spettacoli, laboratori e conferenze. Il festival da ben 26 anni viene organizzato in più di trenta città tra cui Londra, Madrid, Barcellona, Parigi, Ibiza e tra i tanti espositori creativi prendono parte anche case di produzione cinematografica come Dreamworks e Pixar.

Gli spazi dell’Ex Dogana ospitano per 4 mesi le creazioni di 6 artisti importanti nel mondo digitale – Paul Friedlander, Esteban Diacono, Chico MacMurtrie, Can Buyukberber, Sachiko Kodana e il collettivo Universal Everything – di nazionalità diversa e dal percorso artistico differente.

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Spinning Cosmos – Paul Friedlander

Si inizia il percorso con l’illusione oleografica del fisico inglese Paul Friedlander – ispirato dalla Light Art californiana degli anni 60 – con le sue Spinning Cosmos: sfere formate dall’influsso della luce sparata dall’alto che sembra le faccia roteare sospese nel vuoto.

Dall’illusione delle sfere di Friendlaner si passa al videomapping, proiettato su uno schermo che si estende per tutto il lungo corridoio, in cui forme geometriche si intersecano all’infinito dando vita a proiezioni ipnotiche. Alla fine del corridoio il visitatore trova un’installazione digitale con cui è possibile interagire attraverso il proprio smartphone.

Particolare l’hangar centrale che ospita le installazioni in ferrofluido dell’artista giapponese Sachiko Kodama. Le tre parti che compongono l’opera di Sashiko Kodama mostrano l’interazione tra il ferrofluido – un liquido che contiene piccole particelle ferromagnetiche – e i campi elettromagnetici dando vita a forme diverse, partendo dal liquido e arrivando a piccole forme definite nel dettaglio.

ART FUTURA TUBI
I robot in tessuto ultraleggero di Chico MacMurtrie

Al centro dello spazio espositivo spiccano i tubi in tessuto ultraleggero di Chico Mac Murtrie che cambiano composizione nel corso della giornata influenzati dal passaggio dei visitatori.

Una stanza grande è occupata dalla raccolta di animazioni video Uncanny del graphic designer autodidatta Esteban Diacono, diventato una star di Instagram con i suoi 82.000 follower, definita da lui stesso come: “una raccolta di 40 animazioni ispirate all’assurdo, al surreale e alla paura del futuro”.

Alla fine del percorso viene proposta la rassegna di Universal Everything, il collettivo di artisti e designer, in cui si dà forma alla relazione emotiva che intercorre tra l’uomo e la tecnologia emergente al fine di suscitare e stimolare sensazioni, emozioni e coinvolgimento. Sui muri dell’hangar, che delimitano una piccola sala cinema in cui vengono riprodotti i video degli artisti del festival, sono presentati i loro Screens of the Future: “prototipi visionari, basati sulle tecnologie emergenti degli schermi flessibili, materiali intelligenti che cambiano forma e si adattano ai contesti”.

La mostra ArtFutura è curata dallo stesso direttore dell’omonimo Festival internazionale, Montxo Algora, e prodotto da MondoMostre Skira insieme al patrocinio dell’Università di Roma “La Sapienza” e di Roma Capitale.

Il New York Times ha definito così il festival ArtFutura: “Sin dalla prima edizione di Barcellona nel 1990, Art Futura porta avanti la tesi secondo la quale l’arte non può più essere considerata separata dalle tecnologie digitali”.

Un’esperienza sensoriale che finalmente arriva a Roma – e rende l’Ex Dogana la fabbrica del futuro – per esplorare, seppur in maniera ridotta, questa nuova forma d’arte che deve essere vissuta dal pubblico.

 

Micol Trua

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