“La legge è uguale per tutti”? Vorremmo esserne certi. E invece non passa giorno senza che il dubbio si riproponga. I processi che si concludono con la prescrizione, lasciando liberi persino i reo confessi non rappresentano che una delle mille occasioni in cui la risposta che ci diamo non può che essere inquietante e cioè che la legge non lo sia uguale per tutti. Per questo cerchiamo rassicurazioni presso le istituzioni. Aspettiamo con ansia riforme in tema di giustizia che pongano rimedio alle molte diseguaglianze che il sistema inevitabilmente crea: l’eccessiva lunghezza dei processi che finisce per favorire chi può permettersene i costi è uno dei tanti esempi che si possono fare, per non menzionare l’incertezza della pena.

Non sempre però le rassicurazioni che vorremmo arrivano come ce le aspetteremmo. Capita perfino che siano le stesse istituzioni ad accentuare i nostri dubbi e la nostra inquietudine.

A me è successo il 10 aprile scorso, mentre ascoltavo il nostro ex premier Matteo Renzi che, sollecitato da Bruno Vespa, esprimeva la sua pacata soddisfazione a proposito degli sviluppi del caso Consip.

Come è noto qualche giorno prima la Procura della Repubblica di Roma aveva aperto un fascicolo nei confronti del Capitano del Noe Giampaolo Scafarto perché sospettato di essersi reso responsabile del reato di falso ideologico e materiale nell’estensione dei suoi rapporti relativi alle indagini di cui era stato incaricato. Come è ugualmente noto, in questi rapporti si indicava Tiziano Renzi, padre di Matteo, quale interlocutore diretto dell’imprenditore Alfredo Romeo indagato per corruzione a seguito dell’autoaccusa del corrotto, il dirigente della Consip Marco Gasparri. Anche sulla base di tale rapporto, nei confronti di Tiziano Renzi era stata aperta un’indagine al fine di appurare se si fosse reso o meno colpevole del reato di “traffico illecito di influenze”.

La notizia dell’indagine giudiziaria sull’operato nei confronti del Capitano del Noe aveva notevolmente modificato il quadro in cui si collocava quella aperta nei confronti di Tiziano Renzi. Di questo, Bruno Vespa voleva che l’ex premier parlasse e delle sensazioni che tutta la sua famiglia aveva provato.

Il commento di Matteo Renzi mi è parso estremamente “istituzionale”, ineccepibile, direi di più, confortante: ‹‹Sarebbe stato facile per me – ha detto – venire qui e dire ‘avete visto? Niente di tutto questo. Chiedo che tutti abbiano la più totale fiducia nella magistratura, perché credo che la verità in questo paese viene a galla. Noi speriamo che ci sia la massima attenzione quando la verità verrà fuori. Massima fiducia nella magistratura e nelle indagini››.

Poi, però, e questo davvero non me lo aspettavo, Matteo Renzi ha soggiunto: ‹‹Vespa, noi siamo fortunati perché possiamo venire qua a parlarne ma quanti sono i cittadini che si trovano in una situazione del genere e che non hanno la possibilità di difendersi? Allora io penso a loro, non penso a mio padre››.

“Che bello!”, mi sono detto, il suo primo pensiero per i cittadini comuni. Ci ho riflettuto poi per un attimo, ho ripensato alle parole che aveva pronunciato qualche minuto prima e sono balzato sulla sedia: ma come? un secondo fa ha invocato da parte di tutti il rispetto per l’operato della magistratura e, poi (forse senza volerlo, ma se così fosse sarebbe ancora più grave) ha pensato bene di insinuare il dubbio che quella stessa magistratura si sarebbe potuta comportare diversamente se al posto di suo padre, persona nota e in grado di difendersi al meglio, ci fosse stato un qualsiasi cittadino.

Mi sono ritrovato, a questo punto, non più nel dubbio che la legge non sia uguale per tutti ma nella certezza che la politica, e quando si parla di Matteo Renzi politica va scritto con la “P” maiuscola, dia per scontato che in Italia, di fronte alla legge, esistano i cittadini di serie B, quelli che non vanno in televisione e dunque non possono assicurarsi la miglior difesa, e quelli di serie A, tra i quali, ne siamo contenti per lui, si colloca il signor Tiziano Renzi.

Ora, non è un male in sé che un dubbio si trasformi in certezza quando la certezza risolve la nostra inquietudine. Francamente, però, sulla questione se la legge, in Italia, sia “uguale per tutti” avrei preferito essere lasciato nel dubbio.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/30/in-italia-la-legge-e-uguale-per-tutti-un-po-si-e-un-po-no/

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/11/indagato-per-falso-il-capitano-del-noe-gianpaolo-scafarto-alfredo-romeo-e-tiziano-renzi-potrebbero-non-essersi-mai-visti/

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