Un’intera stagione ancora inedita, la quinta, della serie tv Orange is the new black del colosso delle trasmissioni in streaming Netflix, prima trafugata e poi messa in rete dopo un’iniziale minaccia con richiesta di riscatto. Dopo il rifiuto dell’azienda di Los Gatos di pagare la “modesta somma” (ma non ne è stato precisato l’ammontare) gli hacker, uno o forse un gruppo, hanno diffuso gratuitamente 10 delle 13 puntate sul sito Pirate Bay, alle 6 di ieri, mezzanotte ora italiana. E sembra non essere finita qui: The Dark Overlord, questo il nome dietro cui si cela l’hacker, sostiene di essere in possesso dei nuovi prodotti tv delle reti Abc, Fox, National Geographic. Ma questo attacco ai big dell’intrattenimento USA sarà motivato solo dai soldi?

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Il nome dell’hacker (ma potrebbe benissimo essere un gruppo di persone) The Dark Over Lord, è traducibile con “signore dell’oscuro” e in effetti non promette nulla di buono: la sua prima vittima è stata Netflix, l’azienda californiana nata nel 1997 e ormai famosa in tutto il mondo per la distribuzione via internet di film, serie televisive e contenuti d’intrattenimento in genere, Italia compresa.  Contenuti e serie come Orange is the new black, ispirata alla storia e alle memorie carcerarie di Piper Karman e prodotto di punta dell’azienda. La messa in onda dell’intera serie era attesa per il prossimo 9 giugno. Il colosso dello streaming ha attualmente circa 100 milioni di abbonati e quindi grandi ricavi, anche pubblicitari, che potrebbero essere a rischio. Oltre all’attesa potenzialmente “sgonfiata” per milioni di fan in tutto il mondo. 

Venerdì era stato diffuso un solo episodio: tanto per far vedere che si faceva sul serio. Poi, dopo aver ricevuto un secco rifiuto per il “riscatto”, la messa in rete di 10 dei 13 episodi, prodotti trafugati nello studio di post produzione Larson Studios alla fine dello scorso anno. I tre episodi che mancano non erano ancora stati prodotti quando l’hacker ha fatto irruzione e quindi per la serie OITNB potrebbe essere finita qui. Ma per chi lavora nel marketing e per gli addetti ai lavori il problema è serio: l’ingrediente “suspence” conta molto e questo enorme spoiler potrebbe mandare in fumo mesi di lavoro, di accordi pubblicitari e avere ripercussioni sulla quotazione in borsa. Tutto con un click e un file compresso “shared”, condiviso, a tradimento.

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Netflix per il momento non si scompone e diffonde un laconico e scarno comunicato: è “a conoscenza della situazione” cioè che “un distributore usato da molti grandi studi tv ha subito un problema di sicurezza e le autorità competenti se ne stanno occupando”.

Il Signore dell’Oscuro ha iniziato da Netflix ma ha già minacciato anche altri grandi network, tra cui ABC, National Geographic e Fox, di “rapinare le loro serie di maggior successo”. Il tutto via Twitter. E sempre da Twitter lancia un’interrogativo: “Chi sarà il prossimo della lista? Oh quanto ci divertiremo.. non stiamo giocando!”.

Ma è un altro l’interrogativo che dovremmo porci: può essere questa una mera questione di soldi? O forse il criminale a cui da la caccia l’FBI ha altre ragioni? Forse vuole solo dimostrare quanto è bravo o quanto è labile la sicurezza on line? E perché colpire proprio i network dell’intrattenimento?

A voi la riflessione.

Federica Macchia

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