Nessuna squadra in Seria A è mai riuscita a conquistare 6 scudetti consecutivi, nessuna squadra italiana è riuscita mai a vincere per tre volte di fila la Coppa Nazionale. La Juventus, che in campionato è a +9 sulla Roma e che ha raggiunto la finale di Coppa Italia (dove affronterà la Lazio), può entrare nella Storia.

Allegri, da molti criticato, ha egregiamente succeduto Conte. Dal suo arrivo la Vecchia Signora, nel nostro stivale, ha vinto quasi tutto (lasciando solo la Supercoppa giocata a Doha al Milan). In campo internazionale può vantare una finale disputata nel 2015 e persa contro il Barcellona: proprio contro gli spagnoli ha avuto la sua rivincita. Nel doppio confronto dei quarti di finale di questa edizione della Champions i bianconeri si sono imposti per 3-0 allo Stadium per poi pareggiare, mantenendo la porta di Buffon inviolata, al Camp Nou. E ora, in semifinale, sono attesi dal Monaco capolista in Francia con un attacco formidabile (95 reti all’attivo).

La società della famiglia Agnelli, soprattutto nell’ultimo mercato estivo, ha investito fior fior di milioni (molti provenienti dalla lucrosa cessione di Pogba allo United) per cercare di colmare il gap con le grandi squadre del calcio europeo e a giudicare dai risultati ha ottenuto l’obiettivo.

Certo mister Allegri continua a ripetere che, per ora, la Juventus non ha ancora vinto nulla.

Ma certamente la consapevolezza di essere competitiva in campo internazionale, per non dire la favorita in Champions (insieme al Real che, pieno di grandi campioni, sembra però meno squadra rispetto ai più solidi bianconeri), derivante soprattutto dalla qualità del gioco con cui si è imposta contro i blaugrana a Torino è indiscutibile.

Quel modulo con i tutti e 4 in campo (Cuadrado, Mandzukic, Dybala, Higuain) che, messo in campo per la prima volta contro la Lazio, sembrava un esperimento difficilmente riattuabile è diventato il marchio di fabbrica della Juventus formato europeo.

Allegri, dopo più di venti anni, può riportare la Vecchia Signora in cima all’Olimpo del calcio mondiale: prima di raggiungere la finale però dovrà vedersela con il Monaco. Sottovalutarli, lo sottolinea l’esperto D.Alves, sarebbe l’errore più grande. I francesi sulla carta partono leggermente sfavoriti ma, anche per la super Juve di Dybala, saranno un avversario temibilissimo.

 

Dybala.

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E’ lui il fuoriclasse che ha portato la squadra di Allegri nell’èlite del calcio europeo, e non solo per le due reti rifilate al Barcellona (la prima una vera perla). Il campione argentino, con il suo sinistro delizioso, ha dato alla Juve ciò che le era sempre mancato negli ultimi anni: l’imprevedibilità.

Imprevedibilità che nemmeno Tevez riusciva a regalare.

E così alla tenera età di 23 anni, dopo aver eliminato nel doppio confronto Messi, si candida a pieno titolo per la conquista del prossimo Pallone d’Oro (ovviamente C.Ronaldo permettendo).

Articolo di Luca Fiorelli.

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