TORINO-NAPOLI 0-5 (7′ Callejon, 60′ Insigne, 72′ Mertens, 77′ Callejon, 78′ Zielinski)

CROTONE-UDINESE 1-0 (18′ Rohden)

CAGLIARI-EMPOLI 3-2 (7′ Sau, 17′ Farias, 45′ Farias, 79′ Zajc, 85′ Maccarone)

BOLOGNA-PESCARA 3-1 (8′ Destro, 24′ Bahebeck, 49′ Di Francesco, 92′ Destro)

PALERMO-GENOA 1-0 (13′ Lamanna aut.)

SAMPDORIA-CHIEVO 1-1 (11′ Quagliarella, 46′ Inglese)

Torino-Napoli: I partenopei, in attesa di Roma-Juventus, devono vincere per conquistare il secondo posto. La qualificazione diretta alla Champions sarebbe infatti un trionfo sia dal punto di vista sportivo che in ottica economica. I granata però non resteranno certo a guardare anche perché Belotti vuole segnare per agganciare Dzeko nella classifica marcatori (attualmente il bosniaco è a +2). Inoltre il Toro non perde dal 13 marzo (3-1 all’Olimpico contro la Lazio) e in casa non vede la sconfitta dal derby di andata dell’11 dicembre.

Torino in campo con il 4-2-3-1:

Hart; Zappacosta, Rossettini, Carlao, Molinaro; Benassi, Baselli; Iago Falque, Ljajic, Boyè; Belotti.

Sarri risponde con il 4-3-3:

Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne.

Partono fortissimo i campani che al 7′ trovano la rete dello 0-1: Allan serve in area Callejon che, in posizione defilata sulla destra, mantiene la freddezza necessaria per battere in diagonale Hart. Il Napoli, acquisito il vantaggio, continua a giocare andando più volte vicino al raddoppio. Al 19′ Callejon va vicino alla doppietta: la sua conclusione termina fuori di pochissimo; al 31′ è Insigne ad avere la palla del doppio vantaggio ma sfortunatamente il pallone finisce di poco oltre la traversa. E così, sul parziale di 0-1, si conclude la prima frazione.

Inizia il secondo tempo e al 52′ Attilio, che in panchina sostituisce Mihajlovic, manda in campo Gustafsson al posto di Benassi. Al 59′ effettua il secondo cambio: fuori Boye e dentro Iturbe. Un minuto più tardi arriva però il gol del raddoppio partenopeo: Mertens serve Insigne che spiazza Hart con una splendida conclusione sul primo palo. Poi due cambi per Sarri: Zielinski sostituisce Allan, Rog per Hamsik. Il Napoli gioca ormai sul velluto e cerca persino il terzo gol, il Torino non riesce a reagire. Al 72′ Mertens sigla lo 0-3 battendo Hart sul suo palo (non impeccabile) e raggiunge Belotti a quota 25 reti in campionato. Al 75′ Obi subentra a Baselli. Al 77′ arriva anche la doppietta di Callejon per lo 0-4 partenopeo: cross di Ghoulam che trova lo spagnolo sul secondo palo a deviare in rete. Ma il Napoli non si ferma più e al 79′ trova lo 0-5 ancora con una splendida azione conclusa questa volta pregevolmente da Zielinski. Poi, prima del fischio finale l’ultimo cambio: Milik entra per Callejon.

Il Torino, che non perdeva in casa da dicembre, ne prende 5 tutti insieme; il Napoli, bello e convincente, vola al secondo posto in attesa di Roma-Juventus.

Crotone-Udinese: I calabresi, a -4 dall’Empoli, se vogliono continuare a sperare nella salvezza sono costretti a vincere ed a sperare in un risultato positivo in quel di Cagliari. L’Udinese al contrario, già salvo, può giocarsi la partita senza pressioni di classifica.

Nicola schiera in campo il Crotone con un 4-4-2:

Cordaz; Rosi, Ceccherini, Ferrari, Sampirisi; Rohden, Crisetig, Barberis, Tonev; Trotta, Falcinelli.

Delneri, con il 4-4-2, risponde a Nicola:

Scuffet; Widmer, Danilo, Felipe, Ali Adnan; De Paul, Badu, Kums, Jankto; Zapata, Thereau.

Dopo un’occasione per parte (Badu per l’Udinese, Falcinelli per il Crotone) sono i padroni di casa a passare in vantaggio al 18′ con Rohden. Poi la partita resta decisamente bloccata: il Crotone, gestisce il preziosissimo vantaggio, l’Udinese non ha la forza di reagire. E il primo tempo si conclude sull’1-0. Con questo risultato, e i risultati proveniente dagli altri campi (sconfitte di Empoli e Genoa), il Crotone riaprirebbe davvero il discorso salvezza.

Inizia la seconda frazione sulla falsariga della prima. Al 61′ doppio cambio di Delneri: fuori Thereau e Kums, dentro Perica e Balic. Poi l’occasionissima per il raddoppio calabrese: Trotta colpisce di testa ma è sfortunato e la palla si infrange sulla traversa. La partita sembra ormai indirizzata. Al 72′ Acosty sostituisce Nalini; all’81’ Ewandro entra per De Paul. Gli ultimi due cambi per Nicola (Suljic e Simy per Barberis e Trotta) arrivano poco prima del triplice fischio che sancisce la vittoria del Crotone.

I calabresi riaprono decisamente il discorso salvezza (pur considerando le due prossime ed ultime gare proibitive contro Juventus e Lazio), i friulani continuano a perdere lontano da casa.

Cagliari-Empoli: I sardi, ormai senza obiettivi, nelle ultime due in casa hanno segnato cinque reti senza subirne. I toscani però vogliono chiudere il discorso salvezza quantomeno mantenendo invariato il distacco accumulato sul Crotone (+4).

Rastelli schiera i suoi con un 4-2-3-1:

Rafael; Isla, Pisacane, B. Alves, Murru; Tachtsidis, Barella; Farias, João Pedro, Sau; Borriello.

Martusciello risponde con un 4-3-1-2:

Skorupski; Laurini, Bellusci, Costa, Pasqual; Mauri, Diousse, Croce; El Kaddouri; Pucciarelli, Thiam.

Il Cagliari parte forte e al 7′ trova il vantaggio con Sau che, grazie ad un suggerimento in verticale di Isla, si trova da solo davanti a Skorupski e sigla l’1-0. Al 17′ arriva il raddoppio con Farias che, con una forte conclusione, batte l’estremo difensore dell’Empoli. E sul finale della prima frazione arriva anche il terzo gol, ancora di Farias, che chiude il match in contropiede.

La seconda frazione comincia a ritmi bassissimi. Al 51′ Krunic sostituisce El Kaddouri. La partita è chiusa, e il rigore sbagliato da Pucciarelli al 54′ sembra esserne la conferma. Al 61′ Mauri esce, al suo posto Maccarone. Per il Cagliari Ionita e Padoin al posto di Pedro e Barella; per Martusciello l’ultimo cambio è Zajc per Thiam. Proprio il neoentrato sigla, al 79′, la rete del 3-1. All’81’ Han Kwang entra al posto di Sau. All’85’ arriva il gol di Maccarone, che riapre la partita. L’Empoli ci crede, il Cagliari si difende bene ed anzi va vicino al 4-2. Così, sul 3-2, termina la sfida in terra sarda.

Il Cagliari vince ancora in casa siglando altre tre reti; l’Empoli, seppur ancora largamente favorito, non chiude però la lotta salvezza.

Bologna-Pescara: I rossoblu, senza obiettivi di classifica, incontrano il Pescara già retrocesso. Dopo le quattro reti rifilate all’Udinese il pubblico del Dall’Ara, contro il fanalino di coda della Seria A, si aspetta un’altra grande partita del Bologna. Ma gli abruzzesi, reduci da quattro sconfitte consecutive, vogliono salutare la massima serie dignitosamente.

Donadoni schiera i suoi con un 4-2-3-1:

Mirante; Mbaye, Helander, Maietta, Torosidis; Donsah, Taider; Di Francesco, Verdi, Krejci; Destro.

Zeman, con il consueto 4-3-3, risponde a Donadoni:

Fiorillo; Zampano, Bovo, Fornasier, Biraghi; Coulibaly, Brugman, Memushaj; Mitrita, Bahebeck, Caprari.

Il Bologna sblocca subito la partita all’8′ con Destro che di testa, su assist di Di Francesco, sigla l’1-0. Ma il vantaggio dura poco più di un quarto d’ora: al 24′ Bahebeck devia sul primo palo un cross rasoterra e teso di Mitrita battendo Mirante per l’1-1 abruzzese. Il Bologna vuole però tornare in vantaggio e ci prova più volte con Taider e Destro: il primo tempo però termina sul parziale di pareggio.

Inizia la seconda frazione e, al 49′, i rossoblu trovano il vantaggio con uno splendido gol di Di Francesco. Zeman opta allora per un doppio cambio: Milicevic e Muric per Mitrita e Coulibaly. AL 57′ Krafth subentra a Maietta. Al 73′ Okwonkwo entra per Krejci nel Bologna, Gilardino per Bahebeck nel Pescara. L’ultimo cambio è Pulgar per Donsah. Poi, primo del fischio finale, Destro chiude la partita firmando la doppietta.

Palermo-Genoa: I siciliani, ormai retrocessi, affrontano il Genoa che vuole chiudere del tutto il discorso salvezza. Il Palermo però nelle ultime due ha conquistato quattro punti e vuole continuare ad onorare il campionato.

Bortoluzzi con il 3-5-2:

Fulignati; Cionek, Goldaniga, Andelkovic; Rispoli, Ruggiero, Bruno Henrique, Chochev, Aleesami; Diamanti. Nestorovski.

Juric risponde con il 3-5-2:

Lamanna; Biraschi, Munoz, Gentiletti; Lazovic, Rigoni, Veloso, Cataldi, Laxalt, Pandev, Pinilla.

Il Palermo trova clamorosamente il gol del vantaggio al 13′: il colpo di testa di Rispoli viene bloccato da Lamanna ma oltre la linea di porta. L’autogol dell’estremo difensore del Genoa porta sull’1-0 i sicialiani. Al 21′ Juric manda in campo Palladino per Cataldi. I rossoblu provano a reagire e al 31′ vanno vicino al pareggio con Munoz, ma il primo tempo termina con il vantaggio rosanero.

Il Genoa vuole reagire e al 56′ Juric manda in campo Simeone per Pinilla. E al 60′ è proprio Simeone ad andare vicino al pareggio con un colpo di testa: palla di poco fuori. Nel Palermo Sallai prende il posto di Nestorovski, Sunjic entra per Goldaniga. Al 72′ altro cambio per Juric: Ninkovic per Lazovic; il Genoa però non riesce mai davvero ad impensierire Fulignati. All’83’ Gonzalez entra per Andelkovic. Poco altro prima del fischio finale di Doveri che, con il triplice fischio, consegna la vittoria al Palermo.

Il Palermo, già retrocesso, vince a sorpresa con un gol clamoroso; il Genoa perde e si complica la lotta per la salvezza.

Sampdoria-Chievo: I genovesi, senza obiettivi, vogliono però vendicare il 7-3 subito domenica all’Olimpico contro la Lazio. Il Chievo, reduce da una vittoria ed un pareggio nelle ultime due, ci tiene a continuare la serie positiva.

Giampaolo schiera i blucerchiati con un 4-3-1-2:

Puggioni; Sala, Regini, Silvestre, Pavlovic; Barreto, Torreira, Linetty; Fernandes; Quagliarella, Schick.

Maran risponde con un 4-4-2:

Sorrentino; De Paoli, Gamberini, Cesar, Gobbi; Cacciatore,Radovanovic; Bastien, Castro; Inglese, Pellissier.

All’11’ è un clamoroso errore in uscita da parte di Sorrentino a sbloccare la partita: Quagliarella raccoglie il pallone consegnatogli dall’estremo difensore del Chievo e di sinistro sigla la rete del vantaggio genovese. Proprio Quagliarella, sfortunato, subisce un duro colpo dieci minuti più tardi ed è costretto ad uscire al 29′ (al suo posto Muriel). La Samp gestisce il vantaggio e cerca il raddoppio. Un secondo prima del fischio finale però i gialloblu vanno vicinnissimi al pareggio con un ottima iniziativa di Inglese che si conclude sfortunatamente senza la rete dell’1-1.

Inizia la seconda frazione e proprio Inglese, con uno splendido tiro sul secondo palo, batte Puggioni. Pochi minuti più tardi il Chievo ha persino l’occasione per passare in vantaggio, poi le due squadre cominciano ad accontentarsi dell’1-1. Al 58′ Praet sostituisce Linetty. Intorno alla mezzora poi due cambi per Maran: fuori Pellissier e Gamberini, dentro Gakpè e Frey. All’80’ Giampaolo manda in campo Djuricic per Fernandes. Poi Maresca, con il triplice fischio, mette fine alla gara.

Articolo di Luca Fiorelli.

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