BARI – Al San Nicola è andato in scena il posticipo della 41esima giornata della serie cadetta. Si sono affrontate due squadre che, ormai, non hanno più nulla da chiedere a questo campionato sebbene i pugliesi avrebbero potuto ancora aritmeticamente sperare nell’accesso ai play-off.

LE FORMAZIONI – Bari (4-3-3): Micai; Cassani, Capradossi, Moras, Daprelà; Salzano, Romizi, Yebli; Parigini, Galano, Furlan. Ascoli (4-4-2): Lanni; Mogos, Augustyn, Mengoni, Almici; Orsolini, Addae, Bianchi, Giorgi; Cacia, Perez.

Primo tempo in cui i marchigiani si vedono di più nella metà campo barese. Al 10′ minuto, infatti, Cacia trova l’opposizione di Micai dopo una grande conclusione. Frazione di gioco in cui le due compagini si affidano ai lanci lunghi e difatti, complice il caldo, le trame di gioco prodotte sono pressoché inesistenti. La svolta arriva al minuto 26 quando, sugli sviluppi di un corner, l’Ascoli passa in vantaggio con Bianchi che ribatte in rete un pallone che capitatogli sui piedi dopo una mischia in area di rigore. Svolta non solo dal punto di vista del risultato ma, soprattutto, dal punto di vista dello spettacolo visti i ritmi più alti dopo la marcatura di Bianchi: ci provano in tanti su entrambi i fronti, ma a sfiorare la rete è Orsolini al 36′ con un sinistro potente alto di poco.

Seconda frazione che, come ci si poteva aspettare, vede il Bari più propositivo con l’Ascoli intenzionato a difendere l’unico goal di vantaggio. La prima vera opportunità dei galletti nel secondo tempo, però, arriva solo al 76′ con Galano che ci prova con una conclusione improvvisa senza trovare lo specchio della porta. Al 78′ Moras svetta sul corner di Galano con la palla che termina di poco alta. Gli ultimi minuti vivono un vero e proprio forcing da parte del Bari che, però, deve solo accontentarsi dell’illusione del gol all’89’: Galano scodella un ottima pallone per Moras che insacca ma l’arbitro aveva già fermato il gioco per un fallo in attacco di Cassani. Al termine dei cinque minuti di recupero, Ascoli batte Bari per una rete a zero e spegne i sogni play-off dei biancorossi tenuti, fino al fischio finale, in vita dall’aritmetica.

Nicola Gigante

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