NEW YORK – Donald Trump avrebbe chiesto a James Comey, allora direttore dell’Fbi, di chiudere le indagini su Michael Flynn, l’ex-consigliere alla sicurezza nazionale travolto dallo scandalo Russiagate. Comey sarebbe poi stato allontanato da Trump dalla guida dell’FBI. Il repubblicano Jason Chaffez, presidente dell’Intelligence della Camera dei rappresentanti, chiede quindi all’Fbi tutti i documenti delle comunicazioni avvenute fra l’ormai ex-direttore e il Presidente, da consegnare entro il 24 maggio.

A citare la notizia è il New York Times, il quale riporta il documento scritto da Comey in seguito alla richiesta di Trump. La ricostruzione è tuttavia smentita dalla Casa Bianca, sottolineando che il Presidente ha rispetto «per le agenzie governative e per tutte le indagini».

Se è vero, queste note sollevano l’interrogativo sul fatto che il presidente abbia tentato di influenzare o impedire l’inchiesta dell’Fbi per quanto riguarda il generale Flynn“, scrive il repubblicano Chaffetz. Su Twitter, inoltre, egli afferma di aver già pronto un ordine di comparizione qualora l’Fbi si rifiuti di consegnare il materiale. Tale richiesta è sostenuta dallo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan.

Trump aveva nominato Flynn capo del National Security Council, organo regìa della politica estera et della difesa. Si è scoperto solo in seguito che questi aveva nascosto dei rapporti compromettenti con la Russia durante la campagna elettorale, e perfino dei pagamenti ricevuti. Dinnanzi a tali rivelazioni Trump fu costretto a cacciarlo. Fynn è stato dunque convocato dalla commissione d’inchiesta parlamentare con l’obbligo di testimoniare sotto giuramento.
Secondo le ricostruzioni più plausibili, Comey scrisse il documento rilasciato poi al New York Times, a seguito del colloquio avvenuto con il Presidente nello Studio Ovale. Durante tale scambio verbale, Donald Trump apparentemente avanzò la richiesta di porre fine alle indagini in corso sul suo ex-collaboratore, probabilmente timoroso che le investigazioni portassero alla luce rivelazioni ancor più compromettenti – forse un suo parziale coinvolgimento in Russiagate forse? Secondo la testimonianza di Comey, egli non rispose direttamente alla richiesta del Presidente, ma la Casa Bianca continua a negare che tale colloquio sia realmente avvenuto, o meglio sostiene che Donald Trump abbia effettivamente descritto Flynn come una brava persona, senza però osare chiedere a Comey di interrompere le indagini.

Il documento scritto da Comey rappresenta la prova più schiacciante, secondo il New York Times, del fatto che Trump abbia tentato di influenzare il Dipartimento di Giustizia e l’Fbi a proposito del Russiagate. Se tale vicenda venisse confermate, si tratterebbe effettivamente di tentata ostruzione alla giustizia, e soprattutto si spiegherebbe il licenziamento improvviso di Comey.

Così dopo le dimissioni del Generale Flynn di febbraio, il licenziamento di Comey della scorsa settimana e il Russiagate, sulle spalle della Casa Bianca comincia a pesare un fardello non indifferente, ad appena quattro mesi dall’investitura. Ovviamente la somma di questi scandali facilita non solo numerose critiche da parte dei repubblicani, ma anche incessanti attacchi da parte dei democratici. ”Il paese viene messo sotto esame in un modo senza precedenti. La storia ci sta a guardare” insiste il portavoce della minoranza democratica in Senato, Chuck Schumer. Nancy Pelosi, democratico alla Camera, aggiunge: “se la ricostruzione di Comey è vera, il presidente ha commesso un grave abuso del suo potere esecutivo. Nel peggiore dei casi si è trattato di ostruzione alla giustizia‘”. Se la storia venisse confermata, i Democratici disporrebbero di un’arma non indifferente per procedere contro Donald Trump. La Costituzione americana, infatti, prevede la possibilità per il Senato di destituire il Presidente in caso questi sia perseguito per “alti crimini e reati minori”. L’ostruzione alla giustizia, di cui Trump potrebbe essere accusato, è considerato un crimine federale e potrebbe quindi comportare la sua destituzione; un caso simile, d’altronde, si è già verificato in passato all’epoca del Presidente Nixon.

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