C’era una volta un gallo, un folletto e un gigante buono… No, non è l’inizio di una fiaba di Hans Christian Andersen, ma l’avvincente sfida all’ultimo goal tra i bomberissimi di quest’anno, rispettivamente Andrea Belotti (Torino), Dries Mertens (Napoli) ed Edin Džeko (Roma). Chi riuscirà a conquistare l’ambito riconoscimento fra i tre? Ancora soltanto una giornata di campionato per fare bottino di reti, scavalcare o allungare sugli altri avversari e salire sul podio degli eroi.

Edin Džeko

Il 12 agosto 2015 passa in prestito dal Manchester City alla Roma per 4 milioni di euro (con opzione di riscatto per 11 milioni, esercitata successivamente dalla società giallorossa). Sceglie la maglia numero “9”, ma il suo rendimento durante la prima stagione in Italia si rivela essere piuttosto insoddisfacente rispetto alle attese: infatti in 31 presenze in campionato Džeko realizza solo 8 goal (39 presenze e 10 reti considerando tutte le competizioni).

L’annata successiva, però, è tutta un’altra storia: l’attaccante bosniaco desidera riscattarsi dalla deludente stagione precedente, volendo dimostrare, non solo ai suoi tifosi, ma anche a se stesso, di poter essere ancora in grado di accedere all’Olimpo dei più grandi bomber in circolazione. E ci riesce! Addirittura il primo aprile 2017, in occasione della gara contro l’Empoli, toccando quota 33 reti (tra campionato e coppa), si afferma come il miglior marcatore stagionale nella storia della Roma, un record che in precedenza apparteneva ad un certo Francesco Totti (autore di 32 gol nella stagione 2006/2007).

Ad una giornata dalla fine di questo campionato calcistico, Džeko si trova a quota 38 reti in stagione (28 solo in campionato), temporaneamente al primo posto nella classifica marcatori di Serie A.

Oltre a tutto ciò, il “gigante gentile” giallorosso riesce anche a superare il primato personale di 36 goal, che aveva stabilito nella stagione 2008/2009 col Wolfsburg.

Non male per un giocatore che appena approdato in Italia sembrava essere l’ennesimo bidone di turno, con un futuro più promettente da pacco regalo natalizio anziché da bomber di razza!

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Dries Mertens

E’ un essere leggendario, piccolo di statura, agile e sfuggente, capace quando vuole di volare e di rendersi invisibile: potrebbe essere questa la perfetta descrizione per rappresentare Dries Mertens, ma, in realtà, questo è ciò che si trova se si va a cercare la definizione di folletto! E in effetti il giocatore belga ne ha tutte le caratteristiche (oltre che le sembianze). Dimenticavo: i folletti, secondo la tradizione popolare, sono anche immortali; il numero “14” del Napoli all’anagrafe risulta aver compiuto da poco 30 anni, ma quando scende in campo sembra di vedere un ragazzino di 20, per spirito di sacrificio, estro, qualità, creatività e concretezza. Semplici coincidenze? Io non credo!

Comprato dal Napoli precisamente il 24 giugno 2013 per circa 10 milioni, le doti di Dries Mertens, durante le prime stagioni con la maglia azzurra, vengono, purtroppo, un po’ messe in ombra dal talento straripante di un altro giocatore, un certo Gonzalo Higuain: nonostante ciò, si può però subito percepire che, al di là di un inizio non troppo esaltante, potrebbe in realtà celarsi la stoffa di un eccezionale campione.

Quest’anno, dopo il “tradimento” estivo del Pipita che parte verso i rivalissimi della Juventus, Mertens riceve la sua definitiva consacrazione: riadattato “falso nueve” dal maestro Sarri, il folletto belga regala alla sua squadra, fino ad ora, la bellezza di 33 goal stagionali (27 in campionato), diventando uno dei giocatori più apprezzati e stimati non solo in Italia, ma anche a livello europeo.

P.S. per dovere di cronaca è opportuno riportare che il signor Higuain quest’anno si trovi dietro con 24 reti in campionato.

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Andrea Belotti

A quota 25 goal in questo campionato (27 se si contano anche quelli in Coppa Italia), leggermente rimasto indietro rispetto agli altri due, c’è Andrea Belotti; ma si sa che la speranza è l’ultima a morire!

Tutti conoscono la spietata freddezza e l’incredibile fiuto per il goal del “Gallo”, ma pochi sanno che il nomignolo che gli è stato affibbiato proviene in realtà dal cognome di un suo amico d’infanzia, che per primo gli suggerì di mimare una cresta con la mano aperta sulla fronte come forma di esultanza per ogni rete segnata.

Acquistato dal Torino nell’estate del 2015, il centroavanti bergamasco dimostra immediatamente di saperci fare, siglando 12 reti nel suo primo anno granata. Recentemente, in un’intervista, Belotti rivela che il suo idolo di sempre è Shevchenko, ex Pallone D’oro e bomber milanista: quest’anno il “Gallo” diventa il secondo giocatore under 24 a segnare 25 goal (fino ad oggi) in una singola stagione di Serie A, dopo che, guarda caso, proprio Shevchenko aveva fatto lo stesso nella stagione 1999/2000. Che sia un segno di buon auspicio per il futuro del giovane talento di Calcinate?

“Nel calcio di oggi ci sono pochissimi giocatori che riescono a far venire la pelle d’oca quando li guardi giocare: Belotti è uno di questi. Non è solo molto forte, ma sa trasmettere tanto alla propria squadra, ai compagni, ai tifosi e a tutti gli appassionati di pallone” – e se lo dice uno come Hernan Crespo non possiamo che dargli ragione, alzare le mani al cielo ed esclamare: “Chicchiric..”, ehm, volevo dire: “Chapeau!”.

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Insomma, non ci resta che aspettare domenica 28 maggio per conoscere l’esito di questa entusiasmante lotta per il premio di miglior marcatore dell’anno 2016/2017: l’unica certezza che ci è consentita avere oggi è quella che… ne resterà solo uno!

Tartaglione Marco

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