Il Cosenza Comics & Games, tenutosi quest’anno dal 19 al 21 Maggio, è giunto alla sua terza Edizione. “La città dei ragazzi”, a Cosenza, ha ospitato ancora una volta l’evento che attrae, come il miele con le api, una moltitudine di “credenti”, dediti al culto nerd nelle sue forme più disparate. Tra le illustri e note presenze che hanno presieduto a questo Comicon, il nome di Giorgia Vecchini, splendida madrina e presentatrice del contest cosplay che, a noi del Metropolitan Magazine Italia, ha regalato un’intervista esclusiva!

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                                                               Fonte: Alessia Lio

Condizioni climatiche avverse, quelle in terra calabra, nell’ultima giornata dedicata all’evento tanto atteso dalla schiera febbricitante di appassionati, me compresa, autoctoni e non. Forte di una reputazione positiva e incoraggiante, scaturita dalle edizioni precedenti, il Cosenza Comics & Games è tornato a colorare la realtà , scegliendo il tema nostalgico anni ’80 per portare alla luce opere cult e successi senza tempo che hanno lasciato il segno nell’universo cinematografico, fumettistico e d’animazione.

Tre scrigni da scoprire: azzurro, rosso, giallo nei quali recarsi per visitare e assistere alle attività in programma.
Dedicato all’universo videoludico, il padiglione azzurro, con i relativi tornei di “Call of Duty”, “Mario Kart 8”, “Vain Glory” o “Tekken 3″ e “Crash Team Racing” per gli adulatori del vintage.
Il Rosso è il colore riservato all’arte: Workshop di fotografia e fotomanipolazione, laboratori di body painting, mostre e disegnatori live, emergenti e veterani, pronti a mettere in vetrina i loro straordinari lavori e ad accondiscendere alle richieste del pubblico.
Il Giallo è fedele alle proiezioni cinematografiche: “Ghostbusters” e “Star Wars” i titoli più quotati e amati dagli spettatori. In aggiunta, la conferenza sul doppiaggio tenuta da Marco Mete, l’affezionato doppiatore italiano del compianto Robin Williams.
Esaltante e originale la possibilità di prestare la propria voce, insieme a VOICE OVER Studio di Doppiaggio, ad alcune sensazionali scene tratte dalla saga stellare in occasione del suo quarantesimo compleanno.

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Fonte: https://www.facebook.com/cosenzacomicsandgames/

Da non dimenticare l’area esterna, sito di giochi quali “Bubble Football“, duelli con la spada e GDR dal vivo, tiro con l’arco ed “Escape Room” . E, in perfetta assonanza con il tema dell’evento, la possibilità di poter ammirare con i propri occhi l’auto di Knight Rider, tratta dalla celebre serie “Supercar”.
Appetibili i nomi degli invitati all’evento, i quali, con dibattiti, mostre e workshop, hanno intrattenuto spettatori entusiasti di potervi assistere: gli youtuber Dario Moccia e Adrian Fartade, la redazione di Orgoglio Nerd, l’illustratore Igor Chimisso, la “Zabatta Staila Crew”con la loro musica, sono alcune delle acclamate presenze che hanno calcato il palcoscenico del Cosenza Comics & Games18519687_303541936756317_5383096837746781858_n18528065_10213383073555586_1185442024231299229_n18582403_10213383008913970_2696121710471965561_n

Ultimo, non per importanza, il cosplay, fenomeno ormai dalla fama oltremodo consolidata, atto a movimentare le folle e a diffondere entusiasmo tra i presenti. E’ Giorgia Vecchini, in arte Giorgia Cosplay, a onorarci della sua partecipazione nel ruolo di conduttrice del contest rivolto ai cosplayers con l’intento di esibirsi in scenette che possano rappresentare, al meglio, i beniamini di cui vestono i panni. In forma smagliante, nelle vesti di Black Widow della Marvel Comics, mi accoglie con un sorriso luminoso e accetta gentilmente di rispondere ad una breve intervista targata Metropolitan Magazine Italia.

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1. Come icona cosplay e autorità indiscussa di questo mondo, quali sono le differenze più evidenti dagli esordi?
Cominciando alla fine degli anni ’90, posso dirti che le differenze fondamentali siano i materiali, oggi, alla portata di tutti. All’inizio si era proprio spaesati, non si conoscevano o non si sapevano lavorare. Adesso c’è una maggiore reperibilità anche grazie a internet che rende tutto più semplice. I costumi stessi, già confezionati, si trovano facilmente, un tempo era un pensiero utopico. Stesso discorso per parrucche e lenti colorate, essenziali al fine di assomigliare il più possibile al personaggio che si sceglie di interpretare.

2. Un personaggio, dei manga o videogiochi, a cui senti di essere più legata affettivamente?
L’incantevole Creamy è il mio idolo da bambina da sempre e anche nell’ambito del collezionismo devo dire che spingo forte in questa direzione. Quindi, se dovessi fare il nome di un personaggio che mi è nel cuore, direi senza dubbio lei. Anche se non ne ho mai fatto il cosplay poichè, come tutte le cose che veneriamo, le consideriamo irraggiungibili e quindi per principio non mi ci metto neanche.

3. Cosa ne pensi degli adattamenti cinematografici targati Marvel e Dc Comics che, come sappiamo, stanno ben proliferando?
Allora, partiamo dal presupposto che ritengo d’essere più una lettrice di manga che di comics. E’ un po’ come per i libri di Harry Potter, di cui ero una grande fan e li conoscevo a memoria, quando vedi le trasposizioni cinematografiche storci un po’ il naso sulle eventuali mancanze e differenze. Questo non accade, per me, con i Comics, perchè non conoscendo nei minimi dettagli la storia originale e i vari tagli subiti dalla trama, se il film funziona per me va bene. Quello che penso a prescindere è che ogni media è una cosa a se’ stante, è chiaro che si ispira alla fonte, ma vive di vita propria e alcune scelte sono indispensabili. Da qui, come a teatro, è ovvio che alcune parti vengano sacrificate in quanto non funzionanti cinematograficamente. Sulla carta possono andar bene, vuoi per la sospensione dell’incredulità, una sorta di patto che fai con l’autore, nel film non è sempre così. Non è semplice realizzare un prodotto che metta d’accordo il neofita, il turbo-nerd e il pretenziosetto che fa il critico cinematografico.

4. Ti è mai balenata per la testa l’idea di abbandonare questo mondo?
Oh sì, mamma mia! Per varie ragioni. Innanzitutto, non tutti hanno la possibilità di girare frequentemente, coinciliando lavoro e famiglia, e così è accaduto a molti miei amici che condividevano con me questa passione all’inizio. Poi ci sono io che ho fatto del cosplay il mio “mestiere”, virgoletto alla luce del fatto che non vivo solo perchè mi travesto e faccio foto, sarebbe una bugia. Tanti lavori, però, che ho iniziato sono nati in seno al cosplay, la stessa conduzione di eventi di questo genere, più della figura della madrina in se’ che si presta nel far foto con chi me le chiede, mi dà la possibilità di presentare quello che faccio nella vita. Il fatto che io sia pioniera di questo mondo e l’avere un background di preparazione legato alla mia passione, sono due elementi che è difficile trovare negli altri se non in gente che col tempo, chiaramente, si fa. Non era, all’inizio, nelle mie intenzioni. Infatti ero hostess di terra all’aereoporto! Poi, dopo la vittoria in Giappone, le richieste sono aumentate e, consapevole di non poter chiedere sempre permessi, una volta capito che non potessi più considerarlo un passatempo, ho rinunciato. Fa piacere che ti riconoscano, è gratificante. Anche se a volte, guardando il calendario pullulante di eventi in giro per l’Italia, ti fermi e pensi “non si potrebbero spalmare un pochino meglio durante l’anno, così, tanto per?”

5. Quesito di rito: il consiglio che senti di dover dare a chi pensa di approcciarsi a questo mondo?
Dico sempre di cominciare con un personaggio che amate tanto in cui è sempre più semplice immedesimarsi per interpretarlo al meglio, possibilmente avendo un certo physique du rôle per farlo. Mi spiego: se sei piccoletto e pesi 20 kg, puoi far benissimo il cosplay di Ken Shiro, per divertirti, ma non puoi poi pretendere che gli altri ti riconoscano come somigliante a lui. Io stessa, potrei mai fare il cosplay di Memole? Che credibilità avrei? Per ridere potrei farlo tranquillamente. Ovviamente tutti gli accessori, parrucche e quant’altro, ci vengono in aiuto ma la base di partenza aiuta.
Non meno importante: fate sempre cosplay in compagnia! E’ sicuramente più divertente.

6. Ultima domanda obbligatoria: recensioni a caldo sul Cosenza Comics & Games?
Sono stata qui la prima edizione ed è sempre un piacere, c’è una bella accoglienza e non è affatto scontato. Quando ne giri così tanti di eventi analoghi, mi rendo conto dell’approccio diverso a seconda di dove ti trovi; in genere quando in una zona sono più sporadici, le persone ci tengono di più ad offrirti un prodotto migliore e cercano di farti sentire a casa e questo è davvero tanto piacevole.

Sotto i cieli spietati, sede di un’accesa diatriba tra pioggia e sole, anche il contest cosplay è riuscito ad avere luogo. Spettacoli divertenti e anche commoventi, ci hanno intrattenuto amabilmente fino alla fine della serata con conseguente premiazione dei vincitori.
E come ogni post-fiera che si rispetti, attendiamo, con la lacrimuccia in tasca, l’avvento del prossimo anno. Bravi, ragazzi!

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Fonte: https://www.facebook.com/cosenzacomicsandgames/

Alessia Lio

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