E’ arrivata da Bruxelles la conferma della promozione della manovrina di aprile da 3,4 mld. In un comunicato ufficiale di tre giorni fa, la Commissione Europea ha sostanzialmente promosso la manovra economica italiana, spendendo parole positive sia riguardo alla correzione del debito, sia per l’attuazione delle riforme.

Inoltre, cosa che fa tirare più di un sospiro di sollievo dalle parti di Via XX Settembre, la Commissione ha stabilito che non vi sono più i presupposti (al momento) per continuare la procedura d’infrazione per gli eccessivi squilibri macroeconomici, a condizione che le riforme promesse vengano portate a compimento.

Tuttavia, nonostante la sostanziale promozione, non sono mancate le raccomandazioni di rito. In particolare, la Commissione (per bocca del commissario agli affari economici Pierre Moscovici) ha sottolineato quattro aspetti del sistema-paese su cui è necessario mettere mano perché la crescita possa essere più robusta e competitiva: apertura dei mercati protetti (servizi pubblici locali, professioni, concessioni); il completamento della riforma del pubblico impiego, perché questo sia sempre più efficiente e al servizio del Paese; una riforma della giustizia civile, lenta e schiacciata dagli arretrati; una riforma della tassazione, in modo che sia più equa, con uno spostamento dell’imposizione fiscale dalla produzione ai consumi.

Riguardo a quest’ultimo punto, in particolare, è arrivato il suggerimento di Bruxelles di reintrodurre l’Imu sulla prima casa per i redditi più alti e le famiglie più benestanti. Ma a quest’ultimo è arrivata la netta opposizione del ministro Padoan, in nome della coerenza con la soppressione di questa tassa voluta dal governo Renzi due anni fa.

Su questo punto ha risposto anche Giorgia Meloni, sul suo profilo Facebook.

La Commissione Europea chiede all’Italia di reintrodurre la tassa sulla prima casa. Il Governo dica no a questo ignobile diktat: la prima casa è un bene sacro e non può essere tassato. Giù le mani dall’ultima ricchezza rimasta in mano agli italiani. Se hanno bisogno di soldi, li chiedano ai loro amici banchieri e lobbisti.

Evidentemente alla Meloni erano sfuggiti i restanti due terzi della frase, in cui si parlava espressamente di “redditi più alti”, ma tanto è. Urgeva materiale per attaccare l’Europa in nome della sovranità, e cosa meglio dello spauracchio della tassa più odiata (per di più “imposta” dalla cattiva Europa germanocentrica)?

Ma, ritornando al tema dell’articolo, non ci si illuda che il peggio sia passato. Semplicemente, la partita è stata posticipata all’autunno, quando si comincerà a discutere della legge di stabilità per il 2018.

Lì si vedrà realmente se le riforme saranno state realizzate e quale sarà il loro impatto sul Pil e sulla ripresa economica italiana.

Lorenzo Spizzirri

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/05/25/ue-italia-promossa-la-manovrina-niente-imu-sulla-prima-casa/

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