Una nuova strage ha colpito la comunità cristiana copta d’Egitto questa mattina. Nella tarda mattinata, intorno a mezzogiorno, un gruppo composto da una decina di uomini armati e vestiti con uniformi dell’esercito ha bloccato due autobus diretti al monastero di Anba Samuel (San Samuele). Gli assalitori sono poi saliti a bordo e hanno aperto il fuoco, mentre uno di loro filmava la scena.

Il bilancio è drammatico: il numero dei morti, aggiornato a mezzora fa, è di 35, mentre i feriti sarebbero 25. Tra di loro alcuni sono gravi, e si teme che il bilancio delle vittime possa salire ancora. L’attentato ha avuto luogo nella città di Menyah (250 km a sud del Cairo), di cui sono state chiuse tutte le vie di accesso e di uscita per evitare che il commando potesse fuggire.

Nessuno al momento ha ancora rivendicato l’attentato. Tuttavia, non è difficile scorgere la longa manus dell’Isis dietro questa ennesima strage. Il califfato nero aveva infatti indicato, qualche settimana fa, i copti egiziani come potenziali bersagli.

La condanna è arrivata, unanime, sia dal grande imam di Al-Azhar (massima autorità religiosa sunnita) Ahmad al-Tayyib, sia dal portavoce della chiesa copta Rafiq Grech. Un attentato inaccettabile, compiuto contro gente inerme che andava in pellegrinaggio, hanno tuonato entrambi. Ma già in passato la comunità cristiana copta d’Egitto è stata vittima di attentati sanguinosi (l’ultimo ad aprile, poco prima della visita del papa). Una lunga scia di sangue, che parte dal 2011.

Il presidente Al-Sisi, nel mentre, ha convocato le forze di sicurezza per un vertice straordinario, per decidere le strategie di contrasto al terrorismo e di protezione delle minoranze religiose.

Lorenzo Spizzirri

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/05/26/nuova-strage-di-cristiani-in-egitto-35-morti/

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